Beppe Scienza, laureato in matematica nel 1974, è dal 1976 uno studioso del risparmio e della previdenza integrativa (fondi comuni di investimento, gestioni patrimoniali, polizze vita, fondi pensione, ecc.). Dal 1984 collabora a diverse testate giornalistiche sui temi del risparmio, della previdenza privata nonché degli investimenti a reddito fisso, e per anni è stato anche consulente di società finanziarie, banche, compagnie d'assicurazione e fondazioni. Scienza è un detrattore delle forme d'investimento del risparmio gestito che ritiene rendano regolarmente di meno delle tradizionali forme di risparmio quali i titoli di stato (BOT, BTP, CCT) o, rispettivamente, l'investimento azionario diretto.
Su tali argomenti ha scritto anche diversi libri, tra cui Il risparmio tradito e La pensione tradita. In questo ultimo libro critica aspramente le aspettative riguardo le cosiddette "pensioni di scorta" e invita esplicitamente a mantenere il proprio trattamento di fine rapporto (TFR) in azienda, evitando di giocarselo alla roulette dei fondi pensione. La sua critica si rivolge però anche al giornalismo economico italiano (in particolare il quotidiano Il Sole 24 Ore e il settimanale Il Mondo), cui muove l'accusa di incompetenza, ma soprattutto di un atteggiamento ossequioso nei confronti del risparmio gestito e della previdenza integrativa.