Mario Portanova, giornalista, è nato a Milano nel 1967. Laureato in Economia politica, a partire dal 1990 ha mosso i primi passi nella redazione di «Società civile», il mensile fondato da Nando dalla Chiesa e Gianni Barbacetto che con le sue inchieste ha raccontato con largo anticipo la Milano di Tangentopoli e della mafia trapiantata al Nord. Ha collaborato con «Il Mondo», «Corriere lavoro» e altre testate economiche del gruppo Rcs, ha viaggiato in tutti i continenti (escluso l’Antartide, finora) per lavoro e per passione.
Dal 2000 al 2007 è stato redattore del settimanale «Diario» diretto da Enrico Deaglio, per il quale ha realizzato numerose inchieste. Ha seguito tra l’altro il G8 di Genova e i suoi sviluppi giudiziari, il movimento no global da Porto Alegre a Mumbai, la guerra in Iraq con le sue tragedie, dalla battaglia di Falluja al sequestro e all’assassinio di Enzo Baldoni. Per «Diario» ha firmato inoltre numerose inchieste sull’attualità e la politica italiana.
Collabora con «L’espresso», «Wired», «Il Fatto Quotidiano», «Altreconomia», «Narcomafie» ed è uno degli animatori del sito Omicronweb, un osservatorio sulla criminalità organizzata nel Nord Italia. In televisione lavora con Blunotte. Misteri italiani, la trasmissione di Carlo Lucarelli su Rai Tre, per la quale ha curato, tra le altre, le puntate sul G8 di Genova (2007), sulla mafia nel Nord Italia e sulla strage nascosta dell’amianto (2008). Ha collaborato con Falò, programma d’approfondimento della tv svizzera italiana, nel documentario Soldi sporchi realizzato da Marco Tagliabue sulla ’ndrangheta in Canton Ticino. Da una decina di anni presenta un paio di volte al mese la rassegna stampa di Radio Popolare Network. Dal 2007 insegna al Master di giornalismo investigativo diretto da Loretta Napoleoni.
Ha pubblicato il primo libro nel 1996, Mafia a Milano. Quarant’anni di affari e delitti, con Franco Stefanoni e Giampiero Rossi (Editori Riuniti). Sono seguiti Altri mondi. Storie, personaggi, idee del movimento new global (Marco Tropea, 2003) e Inferno Bolzaneto (Melampo, 2008). Insieme a Enrico Deaglio e al rimpianto Beppe Cremagnani ha realizzato un libro e due documentari sul G8 di Genova e sulla gestione della «sicurezza» nell’Italia di Silvio Berlusconi, riuniti in Governare con la paura (Melampo, 2009). Con la sinologa Lidia Casti si è addentrato nei misteri delle «Chinatown» di casa nostra, svelati in Chi ha paura dei cinesi (Bur, 2008). Per la stessa casa editrice aveva contribuito l’anno prima al volume Sbirri. Nel 2009 ha cominciato a occuparsi del quotidiano diluvio di parole prodotto dalla classe politica italiana e del suo effetto fumogeno sulla realtà dei fatti: ne è venuto fuori, sempre per Bur, il libro Dichiarazia. Nel 2010 ha pubblicato per Chiarelettere "Il partito dell’amore".