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Caterina Mosca

Caterina Mosca ( 2 articoli )

Nasco alla fine del 1980 a Milano, in un quartiere sperimentale dove per ogni abitante il progetto urbano prevede cinque metri quadri di verde. Forse è proprio questo a generare in me un grande amore per la natura; sebbene sia nata in città, è stato un chiaro segno della direzione futura. Una mamma insegnante di lettere e di cucina naturale e un padre medico, orientato alle pratiche naturali, completano il quadro. Vegetariana dalla nascita, imparo fin da piccola i nomi delle piante e le loro proprietà. Sento subito il rapporto con la natura come qualcosa di imprescindibile anche grazie alla massiccia e vivace presenza di quadrupedi in ogni angolo della casa, con i quali io e i miei fratelli condividiamo regole sociali e giochi. Cresco amando il mare, le pietre e i cristalli, le foglie e gli animali. Vivo la realtà sociale come quella di un clan: fratellanza, amore e rispetto generano relazioni sane, armoniche e fonte di divertimento e del piacere di stare insieme. Fino all'adolescenza la mia vita scorre come un torrente leggero: musica, danza, corse nei prati e tanti amici. Poi il fiume si allarga, arriva il Liceo e il tuffo nella società, con tutte le sue dinamiche: l’essere umano inizia ad essere per me fonte di interesse nella sua totalità e ne esploro le interazioni ed i comportamenti. Terminati gli anni del liceo mi trasferisco a Venezia per iniziare l'università. Scelgo Conservazione dei Beni Culturali a indirizzo demo-etno-antropologico, percorso che mi avvicina anche alla Storia delle Religioni. Questo mi permette di approfondire una ricerca che ben presto esce dall’ambito più strettamente accademico e mi porta a percepire che in ogni essere umano risiede una spinta quasi istintuale verso la spiritualità. Al termine dell'Università ho l'onore di ricevere una borsa di studio presso la Fondazione Giorgio Cini, per continuare la ricerca avviata con la tesi, dedicata a "Le vite di Buddha tra Oriente ed Occidente". Così, tra l'organizzazione di convegni internazionali e lo studio, comprendo e vivo “sul campo” il ruolo fondamentale della relazione e della comunicazione, ne sento l’importanza per la crescita di una coscienza più evoluta verso tutti i viventi. Scopro di avere questo talento e torno a Milano intenzionata a metterlo all'opera. Nel 2007 incontro Maria Marangelli e scrivo per lei un progetto di ristorante di cucina naturale: il sogno si avvera e sostengo così la nascita di alGrandeCerchio, luogo di sapori e di saperi dove ricopro il ruolo di responsabile della comunicazione, ideando e organizzando gli Aperitivi con Chiacchiera, appuntamenti di grande successo aperti al pubblico giunti ormai al terzo anno consecutivo; promuovo anche le cene di beneficenza e di fundraising a favore di associazioni impegnate nella realizzazione di campagne ecologiche, umanitarie e sociali, e seguo la parte teorica dei corsi di cucina tenuti al ristorante. È un lavoro che mi porta a contatto e in collaborazione con migliaia di persone animate dal desiderio di condividere i loro saperi, anche al di fuori dei normali circuiti commerciali e in modo libero e creativo. Dal settembre 2010 curo mensilmente la rubrica "In cucina con natura" della rivista Ecoideare. Ora sono impegnata nella stesura del testo "In Cucina per Amore - Manuale di cucina bio vegetariana godereccia". Nel frattempo ho portato a termine il corso triennale di Lingua dei Segni presso l'Ente Nazionale Sordi di Milano, per il desiderio di comprendere nuove forme di comunicazione capaci di arricchire anche quella che impiego nella mia quotidianità: è un’altra apertura a forme diverse di sensibilità e di esperienza. Da novembre 2010 collaboro professionalmente con Stefano Fusi come consulente per la comunicazione e l'immagine per alcuni clienti privati.

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