Paolo Biondani, 46 anni, giornalista, sposato con Stefania detta l’Immeritata, padre di Andrea, 9 anni, e Marco, 7, stelle nascenti del calcio mondiale e instancabili ascoltatori di favole.
Dal 1985 fa la gavetta al «Gazzettino» come corrispondente dal Lago di Garda, dove si segnala per campagne contro la speculazione edilizia che ottengono due risultati: meno cemento e più ispezioni nelle botteghe di famiglia.
Nell’87, a Milano, si procura le prime, politicamente sconcertanti, collaborazioni: Radio Popolare e «Il Giornale» di Montanelli. Nel 1990 viene assunto al «Corriere della Sera».
Passa alla cronaca giudiziaria a fine 1993. Segue le indagini su corruzione, affare Previti, scandali finanziari, stragi nere e reti islamiche.
Dal terrorismo ai servizi segreti, in Italia, il passo è breve, solo che invece di farseli amici e pubblicarne le veline, si mette a indagare contro di loro. Togliendosi qualche soddisfazione, come rivelare il coinvolgimento di Cia e Sismi nella pratica illegale degli arresti segreti.
Nel 2007 pubblica per Chiarelettere insieme a Mario Gerevini e Vittorio Malagutti il libro "Capitalismo di rapina".