Pyotr Pavlensky, il flagellante che si oppone a Putin

L'artista russo si è presentato tutto nudo domenica 10 novembre durante la festa della polizia nella Piazza Rossa. E si è inchiodato i testicoli sull'asfalto davanti alle austere mura del Cremlino. Nel 2012 si era cucito le labbra.

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L'artista russo si è presentato tutto nudo domenica 10 novembre durante la festa della polizia nella Piazza Rossa. E si è inchiodato i testicoli sull'asfalto davanti alle austere mura del Cremlino. Nel 2012 si era cucito le labbra.
Non si può dire che gli manchi il coraggio per mettere in scena le sue audaci formi di protesta. L'artista russo Pyotr Pavlensky si è presentato tutto nudo domenica 10 novembre durante la festa della polizia nella Piazza Rossa. E si è inchiodato i testicoli sull'asfalto davanti alle austere mura del Cremlino. Una scena così sconvolgente che persino il poliziotto ha avuto un moto di compassione coprendolo con un telo.

LABBRA CUCITE Nel 2012, si cucì le labbra per testimoniare la sua solidarietà alle Pussy Riot appena incarcerate dopo il punk-moleben nella Chiesa del Cristo Salvatore, dove cantarono e saltarono tutte colorate e mascherate intonando "Madonna, caccia Putin".
Pavlensky fa riferimento a un'area situazionista legata alla rivista Politicheskaja propaganda, è una tradizione tutta russa che da una quindicina d'anni, praticamente dagli albori del regime putiniano, è tornata a farsi sentire, riuscendo quasi a scalzare persino il ruolo dell'opposizione politica anti-Putin.

I PROVOCATORI DEGLI ANNI '70 L'ultima volta che l'arte e la provocazione artistica in senso politico si erano fatte sentire al di là della Cortina di ferro c'era ancora l'Urss: erano gli Anni 70 e un gruppo di artisti dissidenti fondò la Sots-art che, prendendo spunto dalla pop-art targata Usa, realizzò clandestinamente opere d'arte figurative di rottura.

L'ORGIA DENTRO IL MUSEO La tradizione situazionista, si è andata consolidando e, nonostante la durezza della polizia russa, non si è fermata. Anzi. La performance che fece più arrabbiare il Cremlino fu l'orgia dentro il Museo di biologia di Mosca nel 2008, organizzata da Voinà "per dare un erede al piccolo orso", appellativo di Dmitrij Medvedev. In quella protesta erotica appare anche Nadja Tolokonnikova, la futura Pussy Riot che ora sta scontando due anni di carcere. Furono proprio le Pussy Riot, alla fine, a rubare la scena ai loro progenitori Voinà.



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