Reality profughi, le Ong non vogliono le star al campo

Sono già due le petizioni online che chiedono di fermare il programma di Rai Uno "The mission". Nel cast Emanuele Filiberto di Savoia, Barbara De Rossi e Michele Cocuzza.

Send to Kindle
Sono già due le petizioni online che chiedono di fermare il programma di Rai Uno "The mission". Nel cast Emanuele Filiberto di Savoia, Barbara De Rossi e Michele Cocuzza.
Dovrebbe avere uno scopo benefico, ma finora ha suscitato solo reazioni negative. Perché sono in molti a pensare che ambientare un reality nei campi profughi sia fuori luogo. E nomi di personaggi come Albano, Emanuele Filiberto di Savoia, Barbara De Rossi e Michele Cocuzza non aiutano a star tranquilli.

In Rai si difendono sostenendo che "The mission", in programma per novembre, non è un reality in stile Isola dei Famosi ma un docu-reality con lo scopo proprio di sensibilizzare su realtà così difficile. E i vip - che prenderanno un gettone minimo per il disturbo, mica cachet milionari - dovranno aiutare gli operatori dell'Unhcr e e dell'Ong Intersos nel loro lavoro quotidiano. Come nel volontariato, insomma. Però con lo telecamere della prima serata di RaiUno.

In rete s'è alzato un polverone. Molte associazioni e organizzazioni non governative bollano la trasmissione come «lesiva della dignità di chi deve fuggire dal proprio paese a causa di guerre o persecuzioni». Intersos, che è tra i promotori, sostiene che sia invece un modo come un altro per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica.

Padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati non è d'accordo: "Tutto ciò che finisce in televisione diventa spettacolo, al di là delle intenzioni». Già due petizioni online - su change.org e su activism.org - chiedono di stoppare il programma, perché a volte lo spettacolo sarebbe meglio che non continuasse.

Leggi anche:

L'industria della carità
di Valentina Furlanetto
L'industria della carità


align