"Aldrovandi gridava: basta, aiutatemi e gli agenti continuavano a colpirlo"

Comincia così il testo delll'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Bologna che ha stabilito il carcere per 3 dei 4 poliziotti coinvolti

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fede_aldronadi.JPG Riportiamo di seguito, quanto si legge su Repubblica.it, un racconto drammatico:

Federico Aldrovandi, trovandosi solo all'alba del 25 settembre 2005, in stato di agitazione psicofisica, probabilmente conseguito all'uso di sostanze, accennava "all'indirizzo dei quattro poliztiotti una mossa di karate (sforbiciata andata a vuoto". Aldrovandi veniva allora affrontato dagli agenti, "armati di manganelli (due dei quali addirittura risultati rotti, e in primo tempo occultati) mediante pesantissimo uso di mezzi di violenza personale. Il giovane veniva, in definitiva, percosso in diverse parti del corpo", anche quando il 18enne era già a terra, "nonostante le sue invocazioni di aiuto ("basta, aiutatemi")". I poliziotti non si sono fermati, "fino a sovrastarlo letteralmente di botte (e anche a calci), e col il peso del loro corpo" hanno causato lo schiacciamento del cuore. "Fino a provocarne in definitiva la morte, allorquando il ragazzo era già ammanettato, e tenuto a terra in posizione prona, come venne trovato dai sanitari sopraggiunti, purtroppo, solo per constatarne il decesso".

Comincia così il testo delll'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Bologna che ha stabilito che tre dei quattro poliziotti già condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi debbano andare in carcere per i sei mesi di pena residua (tre anni dei tre anni e sei mesi comminati loro sono stati cancellati dall'indulto). Il quarto sarà giudicato a febbraio.

Viene inoltre messa in evidenza "la mancanza di attenzione per il dolore e la sofferenza della vittima, percossa e contenuta, fino a morirne". Ritratto "che tanto più è grave in quanto riferito a un appartenente alla Polizia di Stato, preposto alla salvaguardia e alla tutela, sul campo, dei diritti e della sicurezza dei cittadini".

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