LA POLITICA IRRESPONSABILE

di Oliviero Beha - 15 Settembre 2012

Il matrimonio omosessuale e la trattativa Stato-mafia, due fatti apparentemente assai diversi tra loro, sono in realtà preziosi per discutere di che cosa sia e di che cosa dovrebbe essere oggi la "politica", in Italia ridotta a strame

LA POLITICA IRRESPONSABILE
Oliviero Beha Tra i temi d'attualità, mentre muore l'ambasciatore Usa in Libia e su quel delicatissimo versante si addensano sempre più nubi internazionali (cfr. la Siria), spiccano le ultime decisioni del presidente francese Hollandee il crescendo rossiniano di polemiche intorno alla "vicenda Ingroia". Fa un po' ridere (o piangere) chiamarla così, perché in fondo sarebbe la grande questione delle trattative di un ventennio fa tra mafia e pezzi dello Stato, dopo le stragi di Falcone e Borsellino. Non riassumo qui la storiaccia, che sia pure a brani trovate un po' dappertutto e comunque in dosi sufficienti a farvi accapponare la pelle di "italiani", perché ormai non si parla più di quella e delle indagini del Procuratore aggiunto di Palermo e dei suoi colleghi, comprensive delle famigerate intercettazioni anche su Mancino-Napolitano, bensì del "rapporto tra magistratura e politica".

Come per tutti gli anni di Berlusconi: non i fatti, ma l'uso dei fatti e la loro eventuale strumentalizzazione. Ma appunto discutere di tale uso e di tale eventuale strumentalizzazione sarebbe correttissimo e imprescindibile se la discussione non servisse per gettare fumo sui fatti. Eppure la storiaccia c'è, eccome, e non passa giorno che non arrivino segnali dalla realtà processuale, vedi gli ultimi da Scotti e Martelli.

Vi potrà sembrare bizzarro che metta insieme in questo articolo sulla politica strumentale oppure vuota due argomenti in apparenza assolutamente estranei, come Hollande e i matrimoni omo e la storiaccia di cui sopra. Sono certamente estranei, ma mi paiono per ragioni diversissime, culturali il primo e politiche il secondo, preziosi per discutere di che cosa sia e di che cosa dovrebbe essere oggi la "politica", in Italia ridotta a strame e decisamente male in arnese in giro per il mondo, ostaggio com'è dell'economia (padrona della politica) a sua volta ostaggio della finanza, leggi economia di carta.

Da tutte le parti si nota come perlomeno da noi la consistenza valoriale e programmatica dei partiti si avvicini pericolosamente allo zero. Il buco nero viene riempito o dal leaderismo solitamente di basso profilo delle figure politiche di volta in volta al proscenio (in ruoli differenti, perché da decadi sono comunque sempre gli stessi), o dalle polemiche tra persone e tra schieramenti. Come se la politica fosse un concetto e un campo d'azione superati e non invece la nostra dimensione socialmente più rilevante, a detta più di Aristotele che di Scilipoti.

Ebbene, ecco due temi forti. Hollande che vince la campagna elettorale avendo indicato tra gli obiettivi di programma anche il cambiamento del codice napoleonico in direzione di matrimoni sia etero che omo, indistintamente. E mette in pratica il suo programma. E il bisogno di sapere come si è comportato lo Stato vent'anni fa in un momento di straordinaria difficoltà nei confronti della mafia. Nel primo caso le polemiche all'interno della sinistra o di chi pare a voi non possono sostituire il tema centrale, portato avanti in Francia, sia per condividere che per dissentire. E' impensabile che un discorso così serio sul nostro presente e futuro come quello del rapporto tra i sessi, nozze, adozioni e quindi in una formula "diritti civili" sia solo funzionale a uscite elettoralistiche. Se dico questo perdo i voti da quella parte, e così via. E' sempre stato così,certamente, ma appunto per questo oggi in Italia più che altrove la politica tradizionale ei partiti come suoi agenti sono all'anno zero.

Idem al cubo per la questione magistratura-politica: chiunque strumentalizzi qualunque cosa, non perdiamo di vista la necessità che i magistrati facciano il loro lavoro, sia nei confronti di chi ruba una mela sia di chi è un ipotetico pezzo grosso colluso con la mafia.E invece ci smena solo il ladro di mele. Vogliamo sapere che cosa è successo, senza difese o attacchi d'ufficio, senza calcoli "preoccupati" su che cosa accadrebbe dopo nell'eventuale delegittimazione generale. La politica serve a questo, non a giocare a rimpattino con la realtà favorendo i forti (contro i quali, ricordava Gianni Brera, pisciano i soldati...).

Articolo tratto da Tiscali

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