MES, L'ITALIA E' COMMISSARIATA

di Elio Lannutti - 14 Settembre 2012

Mentre in Germania la Corte Costituzionale dà il placet al MES con molti paletti, in Italia, nel silenzio della politica e della stampa, il Parlamento ratifica l'adesione a un meccanismo antidemocratico e incostituzionale. Gli effetti? Aumento del debito e meno diritti per i cittadini

MES, L'ITALIA E' COMMISSARIATA


Elio Lannutti La corte Costituzionale tedesca, chiamata ad esprimersi sull'adesione della Germania al MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), ha posto un limite rigoroso alla possibiità del costituendo organismo di avvalersi di risorse illimitate per il salvataggio di Paesi indebitati. Non solo: la Corte ha rimesso al Parlamento tedesco, organo deputato a reppresentare la volontà popolare, ogni decisione circa possibili nuove nuove ricapitalizzazioni da parte del MES. In Germania, inoltre, l'adesione al Meccanismo Europeo ha sollevato un vivace dibattito, a seguito del quale sono stati presentati 37 mila ricorsi.
E in Italia? Il Parlamento ha ratificato il MES senza alcun dibattito pubblico, decidendo di pagare 5 miliardi l'anno di anticipo per i prossimi tre anni. Numero di ricorsi? Zero...

La Corte Costituzionale tedesca ha dato il suo placet con molti paletti, e in effetti la Germania detta le condizioni a tutti gli altri paesi dell'area Euro.
Il problema però non sono tanto i vincoli, peraltro condivisibili, posti dalla Germania, ma il fatto che l'Italia non abbia reagito per nulla!
Non solo, infatti, il Parlamento italiano ha ratificato in silenzio, con un breve dibattito, una camicia di forza per la ripresa dell'economia, ma anche sulla grande stampa pochi, pochissimi, hanno parlato, hanno posto il problema di dove ci andiamo a cacciare. Voglio ricordare che noi dobbiamo versare 48 miliardi, il 3,1% del prodotto interno lordo, a questo Meccanismo, com'è già previsto nel Documento di economia e finanza, e poiché non abbiamo i soldi, per farlo dobbiamo aumentare il debito pubblico. Poi, nei 5 anni, sono previsti 125,4 miliardi, quindi l'Italia si sta svenando per istituire meccanismi che non hanno nulla di democratico, dove il popolo è tagliato fuori, e si trovano tutti questi soldi per le oligarchie, le cleptocrazie, dunque per salvare le banche, la grande finanza, e non si trovano pochi soldi, qualche miliardo, non dico per gli esodati, che sono ancora tutti da quantificare, ma per tutti quei lavoratori che sono disperati perché hanno perso il posto di lavoro.
Abbiamo visto il ritorno dei manganelli in piazza qualche giorno fa a Roma, per domare la rivolta dei lavoratori Alcoa che stanno perdendo il posto di lavoro, e non hanno nessuna altra possibilità di trovarne un altro. Questi vorrebbero cercare di domare le proteste dei lavoratori, sacrosante in una democrazia, facendole passare per violenze. Ma quali violenze possono fare i lavoratori? La vera violenza è quella che viene fatta a chi perde il posto di lavoro, a chi è stato illuso da una politica miope che negli anni ha surrogato il mantenimento di un'Azienda, perché gli ha pagato i costi dell'energia.
La cosa che rammarica di più per noi è che in Italia non c'è dibattito e non c'è stato alcun ricorso per violazione della Costituzione, che veniva difesa solo quando c'era Berlusconi. Noi come Adusbef, tramite il nostro avvocato, abbiamo già sollevato eccezione di incostituzionalità davanti a un giudice, per gli effetti che il Meccanismo Salva Stati produrrà sia sulla Costituzione sia sui cittadini.
Il governo inoltre ha approvato, con il mio voto contrario in Parlamento, il pareggio di bilancio in Costituzione, che rappresenta un'altra violazione della Costituzione, e si traduce in una vera e propria camicia di forza in una fase di recessione come quella che stiamo vivendo.
Il Presidente Monti ieri ha detto che non si può definire questo come il governo dei banchieri. Se non è così, allora come si possono giustificare provvedimenti fatti per sottrarre tutti i diritti, un decreto come il "Salva Italia" che ha introdotto l'obbligo per i pensionati di aprire conti correnti bancari o postali, o il paracadute di 7 anni offerto alle banche che avevano 938 miliardi di Euro di obbligazioni che avevano perso valore? E ancora, come si possono giustificare l'esenzione dal pagamento dell'Imu per le fondazioni bancarie, la lotta all'evasione fiscale condotta facendo utilizzare i bancomat per tutti i pagamenti al di sopra dei 50 Euro tralasciando, però, la possibilità di un accordo con la Svizzera, come quello già fatto da inglesi e tedeschi, i quali hanno ottenuto il pagamento di un'aliquota del 35% sulle plusvalenze?
Checché ne dica Monti, questo è il governo dei banchieri che perseguita solo i poveri cristi, mentre Passera, ministro dello sviluppo economico, con il viceministro Ciaccia, si occupa di project financing, di project bond, e si impegna a fare le opere con la garanzia dello stato, ma lasciando i profitti ai privati, provocando un ulteriore debito di 50 miliardi.
I cittadini sono sempre più massacrati, vessati, e la politica invece di ridurre i costi e di fare una riforma seria della legge elettorale, per ridare la possibilità ai cittadini di votare, continua a godere dei suoi privilegi e non vede il dramma di tanta gente che non può neanche comprare i libri per mandare i figli a scuola.

Nella sua precedente analisi, Lei sosteneva che il maggior rischio del MES sulla vita dei cittadini sia un ulteriore azzeramento di diritti conquistati con sudore dai lavoratori in lunghe battaglie sociali. Le sembra che la dichiarazione di Monti, secondo cui alcune disposizioni dello Statuto dei lavoratori avrebbero ridotto i posti di lavoro, vada in questa direzione?

Non è certo l'articolo 18 quello che ha ridotto le offerte di lavoro, ma la rapacità di questi imprenditori che dovrebbero chiamarsi prenditori, perché hanno sempre succhiato il sangue allo Stato, che hanno avuto sgravi fiscali, provvidenze, e poi invece di mantenere i posti di lavoro in Italia hanno delocalizzato, se ne sono andati in Cina, dove lo sfruttamento della forza lavoro è più serrato, e in altri Paesi, dove non ci sono né diritti né garanzie.
Io penso che il Presidente Monti non sappia di che cosa parla. Non sa che cos'è una catena di montaggio, non sa che significa andare su un cantiere, salire sulle impalcature, sfruttati, a lavorare 8 ore al giorno per un pezzo di pane. Una volta eravamo noi italiani, adesso c'è anche la manovalanza che arriva dalla Romania e dagli altri paesi: basta andare a vedere nelle grandi città, la mattina alle 6 in alcuni posti c'è la fila di questi lavoratori davanti ai caporali, che magari su 100 ne prendono trenta, gli danno 50 Euro al giorno in nero. Ma di cosa parla Monti? Io non so se la Fornero sia stata una brava professoressa, ne dubito, ma come ministri lei e Passera penso siano i peggiori di questo governo.

Segui Cadoinpiedi:  

Neurolandia
di Eugenio Benetazzo, Gianluca Versace
Aspettando la fine dell'euro