Barbaro agguato ieri sera in centro a Milano. Una giovane coppia passeggiava tranquillamente con la figlia di due anni in via Muratori, zona Porta Romana, quando è stata colpita da una raffica di proiettili sparati da un uomo sceso da uno scooter. Illesa per miracolo la piccola.
A che punto sono le indagini? C'è una pista preferenziale seguita dagli investigatori oppure no?
Da quello che mi risulta si sa ben poco, l'obiettivo dei killer era l'uomo, un imprenditore incensurato, che è stato colpito con 6-7 colpi di pistola; subito dopo, è stata colpita la sua giovane compagna, di origine dominicana, che teneva in braccio la bambina. In questo momento si stanno svolgendo tutte
le indagini tecniche, analizzando le immagini riprese dalle telecamere presenti nella zona.
La prima considerazione da fare è che
siamo di fronte a qualcosa a cui Milano non è abituata, non a una lite degenerata, ma a un agguato pianificato in cui stata coinvolta anche una bambina. Un fatto questo che stride con certe regole della criminalità e della malavita, secondo cui
"i bambini non si toccano".
In secondo luogo, questo fatto è accaduto a Milano, città in cui fino a pochi anni orsono era impensabile assistere ad accadimenti del genere. Eppure, non molto tempo fa, proprio a pochi chilometri dalla Madonnina, una pentita di 'ndrangheta è stata sciolta nell'acido. E sempre qui, se non paghi il pizzo, ti fanno saltare le gru o ti incendiano il negozio. C'è
questa estorsione latente che Milano spesso non valuta con attenzione e a cui reagisce alzando le spalle, guardando altrove. Oggi ho scritto
un tweet chiedendo provocatoriamente all'Amministrazione Comunale di
"adottare" questa bambina, non ovviamente in termini classici, saranno poi i suoi familiari a seguirla, ma di adottarla anche per la città, perché in questo momento tragico venga sollecitata una riflessione su dove stiamo andando.
Il duplice omicidio di Porta Romana, con questa creatura che è
l'immagine della provvisorietà, mi ha colpito molto, perché questi sono giorni di festa per i bambini di Milano, per via della riapertura delle scuole. Ieri, invece, per questa piccola si è
abbassata inevitabilmente la saracinesca sul futuro. Per questo chiedo a Pisapia, chiedo a Milano, chiedo alla mia città metaforicamente un momento di riflessione.
Qual è la situazione della sicurezza a Milano? Si può dire che ci sia una recrudescenza dei fenomeni criminali?
Se guardiamo all'Italia, Milano è una città all'avanguardia in termini di sicurezza rispetto a molte altre città del nostro paese. Credo dunque sia necessario
evitare di fare strumentalizzazioni su quanto è successo, non credo che sia colpa di Pisapia, come non credo che sarebbe stata colpa della Moratti.
Certo, a Milano c'è senza dubbio
un crescere progressivo della violenza, dell'aggressività, della materializzazione di episodi fino a ieri impensabili, penso ad esempio all'omicidio in Via Sarpi, in pieno giorno, con i corpi in strada. Però non parliamo di
Far West, un concetto che può far comodo solo allo scontro politico.
Come deve reagire la città, istituzioni e società civile?
Al di là dei motivi che hanno determinato questo duplice omicidio,
la società si dovrebbe fermare e interrogare. Purtroppo questo spesso non succede perché siamo chiusi nel nostro piccolo mondo, sempre più ridotto e ristretto, ma
una riflessione sarebbe veramente necessaria. Poi è anche inevitabile, ma questo ancora non lo percepiamo molto, che
la crisi economica diventi un acceleratore di tensioni sociali e familiari, di scontri. Ne parlavo con dei frati qualche giorno fa, i quali mi confermavano l'acuirsi delle difficoltà per tutte le fasce più deboli. Il problema maggiore, però, è quando la in crisi colpisce soprattutto persone che vivono dei
cambiamenti drastici del tenore di vita. Anche da questo punto di vista ci sono già stati dei precedenti nel nord Italia.
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