Il diario di un anno trascorso viaggiando, misurando l'incontro la durata individuale e il corso storico degli eventi. Una riflessione contenuta nel volume pubblicato da Bollati Boringhieri
"Per strada e fuori rotta", il libro che ho scritto per Bollati Boringhieri, è nato dall'idea di tenere un diario durante un anno perché, per diverse ragioni, ho pensato che sarebbe stato un modo utile per esplorare la realtà utile e che avrebbe potuto generare un punto di vista differente, rispetto a quello iniziale, alla fine del percorso. C'era un lato sperimentale in questo tentativo, e dal momento che mi sposto, viaggio abbastanza, alla fine è un diario che presenta una certa diversità.
Si trattava di misurare l'incontro che può svilupparsi - che in realtà si sviluppa sempre, ma di cui prendiamo coscienza solo di tanto in tanto - tra la durata individuale, la vita che viviamo ogni giorno come individui, e gli eventi più importanti, storici, nei quali ci imbattiamo sia perché ci capitiamo dentro sia perché in qualche modo li cerchiamo.
Si è trattato di un anno interessante: è stato l'anno durante il quale Obama ha mosso i suoi primi passi, c'erano eventi politici rilevanti, e poi ho viaggiato non poco... Ho vissuto qualche tempo a Chicago, ho attraversato l'Atlantico, sono passato in Italia, come sempre! In poche parole, c'era il sentimento del viaggio e del viaggiatore.
Ma l'idea principale era di tenere conto di questa dualità di temporalità: la temporalità quotidiana, individuale, e la storia nel suo fluire.
Può essere questo che mi ha fatto avere la sensazione di aver sfiorato dei momenti storici, anche quando durante la quotidianità il tempo scivola senza lasciare molte tracce, soprattutto per me che non ho una buona memoria...Le cose se ne vanno, gli anni passano. Non avevo tanto voglia di trattenerli, quanto di tenere dei punti fissi
per cercare di fare un po' di luce su quella zona oscura nella quale ci sentiamo a volte individui e umani, nel senso più generale del termine. Mi dicono a volte che sono passato dallo spazio al tempo, dalla geografia alla storia...Si e no, perché la distinzione luogo-non luogo è stabilita all'interno di una certa esperienza nel tempo, perché il luogo è tale per un certo numero di persone che si riconoscono, si ritrovano...
Le relazioni sono inscritte nello spazio, ma le relazioni sono anche le relazioni nel tempo,
individuate dagli oggetti di culto, dagli oggetti religiosi o dai simboli storici, che marcano lo spazio e rinviano a una sorta di passato condiviso.
Dunque il tempo non era assente nella mia riflessione sui non luoghi, ma là si trattava in un certo senso di un'esperienza più diretta del tempo ma attraverso, giustamente, anche l'esperienza dello spazio.
Ho viaggiato abbastanza in quel periodo, in quell'anno. E viaggiando
cambio il fuso orario, riferimento temporale, storia anche! In altre parole, si può entrare molto bene nello spazio a partire dal tempo così come fare il cammino inverso, ma forse può essere interessante percorrere l'itinerario da entrambi i lati.
\n\n\"Per strada e fuori rotta\", il libro che ho scritto per Bollati Boringhieri, è nato dall'idea di tenere un diario durante un anno perché, per diverse ragioni, ho pensato che sarebbe stato un modo utile per esplorare la realtà utile e che avrebbe potuto generare un punto di vista differente, rispetto a quello iniziale, alla fine del percorso. C'era un lato sperimentale in questo tentativo, e dal momento che mi sposto, viaggio abbastanza, alla fine è un diario che presenta una certa diversità. \nSi trattava di misurare l'incontro che può svilupparsi - che in realtà si sviluppa sempre, ma di cui prendiamo coscienza solo di tanto in tanto - tra la durata individuale, la vita che viviamo ogni giorno come individui, e gli eventi più importanti, storici, nei quali ci imbattiamo sia perché ci capitiamo dentro sia perché in qualche modo li cerchiamo. \nSi è trattato di un anno interessante: è stato l'anno durante il quale Obama ha mosso i suoi primi passi, c'erano eventi politici rilevanti, e poi ho viaggiato non poco... Ho vissuto qualche tempo a Chicago, ho attraversato l'Atlantico, sono passato in Italia, come sempre! In poche parole, c'era il sentimento del viaggio e del viaggiatore. \nMa l'idea principale era di tenere conto di questa dualità di temporalità: la temporalità quotidiana, individuale, e la storia nel suo fluire. \nPuò essere questo che mi ha fatto avere la sensazione di aver sfiorato dei momenti storici, anche quando durante la quotidianità il tempo scivola senza lasciare molte tracce, soprattutto per me che non ho una buona memoria...Le cose se ne vanno, gli anni passano. Non avevo tanto voglia di trattenerli, quanto di tenere dei punti fissi \nper cercare di fare un po' di luce su quella zona oscura nella quale ci sentiamo a volte individui e umani, nel senso più generale del termine. Mi dicono a volte che sono passato dallo spazio al tempo, dalla geografia alla storia...Si e no, perché la distinzione luogo-non luogo è stabilita all'interno di una certa esperienza nel tempo, perché il luogo è tale per un certo numero di persone che si riconoscono, si ritrovano... \nLe relazioni sono inscritte nello spazio, ma le relazioni sono anche le relazioni nel tempo, \nindividuate dagli oggetti di culto, dagli oggetti religiosi o dai simboli storici, che marcano lo spazio e rinviano a una sorta di passato condiviso. \nDunque il tempo non era assente nella mia riflessione sui non luoghi, ma là si trattava in un certo senso di un'esperienza più diretta del tempo ma attraverso, giustamente, anche l'esperienza dello spazio. \nHo viaggiato abbastanza in quel periodo, in quell'anno. E viaggiando\ncambio il fuso orario, riferimento temporale, storia anche! In altre parole, si può entrare molto bene nello spazio a partire dal tempo così come fare il cammino inverso, ma forse può essere interessante percorrere l'itinerario da entrambi i lati.\n