Bookmarking is legal

di Guido Scorza - 22 Agosto 2012

Linkare un contenuto non significa pubblicarlo e per quanto tale condotta possa facilitare la fruizione del contenuto stesso da parte del pubblico, tanto non basta per qualificarla come illecita

Guido Scorza A dispetto della vicenda che ha dato origine alla pronuncia - la condivisione di bookmark relativi a video di contenuto pornografico - la decisione resa lo scorso 2 agosto dai giudici della Corte d'Appello dell'Illinois rappresenta un tassello importante nella definizione della sempre più sottile linea rossa che separa le condotte illecite da quelle lecite quando si parla di video-sharing.

I Giudici dell'Illinois, infatti, ribaltando una precedente decisione dei colleghi di primo grado hanno stabilito che il gestore di una piattaforma di condivisione di bookmark a contenuti audiovisivi pubblicati dai propri utenti, benché renda accessibili - via embedding - i video medesimi attraverso la propria piattaforma non ha alcuna responsabilità - neppure indiretta - nella violazione dei diritti d'autore.

Pubblicare link e bookmark a contenuti coperti da diritto d'autore anche se pubblicati senza autorizzazione e, dunque, in forma "pirata" non costituisce un'attività illecita.

I Giudici della Corte d'Appello, peraltro, hanno chiarito che tale condotta non ha, a loro avviso, niente a che vedere neppure con quella caratteristica degli intermediari della comunicazione giacché non ha ad oggetto alcuna forma di trattamento, manipolazione o trasmissione dei contenuti audiovisivi.

Il gestore della piattaforma, pertanto - lo scrivono i giudici dell'Illinois nella decisione - non sarebbe tenuto neppure alla rimozione dei link a richiesta del titolare dei diritti: "myVidster [n.d.r. la piattaforma accusata di violazione del copyright] received "takedown" notices from Flava [n.d.r. la società titolare dei diritti sui contenuti pornografici oggetto di causa] designed to activate the duty of an Internet service provider to ban repeat infringers from its website, and Flava contends that myVidster failed to comply with the notices. But this is irrelevant unless myVidster is contributing to in- fringement; a noninfringer doesn't need a safe harbor."

Festeggiano, dunque, Facebook e Google, intervenuti nel procedimento a supporto del gestore della piattaforma.

Linkare un contenuto non significa pubblicarlo e per quanto tale condotta possa facilitare la fruizione del contenuto stesso da parte del pubblico, tanto non basta per qualificarla come illecita.

Per i più curiosi, il testo completo della Sentenza è disponibile qui.

Articolo già pubblicato su Wired