L'Europa del Quarto Reich

di William Lanzoni - 1 Agosto 2012

Il governo tedesco vuole imporre a tutti i Paesi Ue di uniformarsi alle sue regole. Ciò ci porterà paradossalmente verso una nuova e inquietante “Europa del Quarto Reich” in cui la finanza prenderà il posto dei vecchi e obsoleti eserciti d’invasione



user-pic Il governo dell'Europa e dei suoi Stati Membri da lunghi mesi sono attorcigliati in una morsa mortale tra le "ricette" di politica economica, rappresentate dal famigerato "fiscal compact" e i diktat del governo germanico.
Le parole crisi, spread, bund, rating invadono quotidianamente il privato di ogni singolo cittadino europeo, quasi a convincerlo che tutti i suoi problemi, forse anche il mal di denti, sono causati da questi fattori; commentatori televisivi, politici, giornalisti, economisti sono uniti, tutti insieme ed appassionatamente, in un coro monocorde: "la crisi è dovuta dall'andamento mercati, bisogna conquistare la fiducia ai mercati".
Parole vuote senza alcun significato e intanto l'Europa brucia con milioni di disoccupati e con aumenti vertiginosi dei beni di largo consumo; partiti e politici ogni giorni si improvvisano nell'analisi della causa della crisi portando all'attenzione della massa soluzioni bizzarre al limite della stregoneria di bassa bottega.
I governi europei ogni giorno attendono, come fossero oracoli di antica memoria, le parole del Governatore Draghi e della germanica cancelliera Merkel, ogni azione è conseguente alle loro parole; addirittura i mercati riprendono "vigore" perché le loro parole hanno quasi un effetto mistico e trascendentale...se ahimè non fosse la realtà sembrerebbe più la trama di uno dei tanti libri fantasy in voga.
I cittadini europei, invece, hanno il diritto di essere governati da una classe dirigente capace di compiere azioni in grado di migliorare le loro condizione economiche e sociali, hanno diritto ad essere informati da organi di informazione dotati di senso critico e di capacità di analisi della azioni perpetuate dai governi, hanno il diritto di uscire dal torpore mentale in cui sono entrati a loro insaputa.
Mi auguro con tutto il cuore, che ciò che sta accadendo non possa un giorno entrare a far parte delle pagine nere della storia Europea; la storia è purtroppo spesso ciclica e mai nulla viene per caso.
Ma non voglio esimermi nel lanciare un grido di allarme ai governi d'Europa: fermatevi e pensate più ai bisogni della gente che hai bisogni dei mercati, non fatevi travolgere da insensate manovre depressive per l'economia reale (quella fatta dal lavoro manuale ed intellettuale della stragrande maggioranza dei cittadini europei) non cedete al ricatto speculativo delle multinazionali detentrici di un virtuale debito pubblico calcolato freddamente all'interno di un sistema viziato da regole basate solo esclusivamente al profitto di pochi.
Il governo germanico, alfiere di questa politica europea, con lo scopo di portare a salvezza l'economia d'Europa, ripropone la sua superiorità di vedute e sotto l'egida dell'UE e della BCE tenta di imporre a tutti i governi di uniformarsi alle sue regole; ciò ci porterà paradossalmente verso una nuova e inquietante "Europa del Quarto Reich" in cui la finanza prenderà il posto dei vecchi e obsoleti eserciti d'invasione.
La finanza, andando di questo passo, eroderà le ricchezze pubbliche dei singoli stati (privatizzazioni, svendita dei beni di stato, riduzione dei servizi ai cittadini), le ricchezze private dei singoli cittadini (riduzione dei salari e del potere di acquisto, aumento dei prezzi di largo consumo) e le ricchezze delle strutture industriali nazionali (acquisto di compagnie strategiche nel settore dei trasporti, delle materie prime).
Occorre che tutti i cittadini europei si interroghino sul loro futuro ma soprattutto sul futuro delle nuove generazioni perché ci stiamo indebitando con il futuro per pagare i debiti con il passato, non dobbiamo rispettare regole create per opprimerci, dobbiamo invece, insieme, scrivere nuove regole sensate e giuste per la dignità dei cittadini e rispettose della cultura dei popoli Europei.
L'Europa non è solo "libero mercato" ma è soprattutto un luogo rappresentato da una moltitudine di persone a cui garantire un diritto inviolabile e non commerciabile: vivere serene ed in pace.

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