Calcioscommesse: magistratura sportiva da abolire

di Gianfrancesco Turano - 27 Luglio 2012

Ridicoli i provvedimenti decisi da una procura sportiva che procede con il motto: forte coi deboli, debole coi forti

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Gianfrancesco Turano La magistratura del calcio ha indirizzato lo scandalo delle scommesse verso una conclusione prevedibile. Esattamente come in certe partite di fine stagione, l'inquisitore della Figc Stefano Palazzi e la sua squadra hanno mostrato un deficit di motivazioni di fronte ai padroni del pallone.

Da Londra, Gianni Petrucci ha presentato i suoi complimenti per la celerità del lavoro effettuato e ha sottolineato che si tratta di accuse da sottoporre a giudizio, per i pochi che fossero preoccupati dei deferimenti.

Un patteggiamento, come quello studiato per Antonio Conte dai legali della Juventus, non li seppellirà di sicuro.

La sentenza di primo grado e quella di secondo faranno il loro corso che - è statistica - ridurrà progressivamente le pene rispetto all'accusa. Alla fine, qualche big sarà bacchettato con moderazione e la frittura mista finirà nell'olio bollente.

Una volta ancora bisognerà affidarsi alla magistratura ordinaria per sperare in qualche provvedimento più incisivo. È accaduto pochi giorni fa con Enrico Preziosi, condannato in secondo grado per frode sportiva su Genoa-Venezia del 2005. Tra le pene accessorie proposte dalla Procura Generale al recordman di squalifiche sportive (tre, con nessuna conseguenza pratica) c'è un Daspo di sei mesi.

Sette anni per stabilire che il presidente genoano va trattato come i suoi compagni di merende ultras.

Eppure è qualcosa rispetto al ridicolo di una procura sportiva che procede con il motto: forte coi deboli, debole coi forti.

Ma se è vero com'è vero che il calcio è un'impresa come le altre - così dicono in Lega -, a che serve la Procura federale? Da anni si lamentano che sono pochi, che non ce la fanno con il lavoro, che il nemico attacca con forze soverchianti. Allora chiudiamola e affidiamoci ai tribunali. Senza più fingere che il calcio sia in grado di liberarsi da solo delle sue mele marce.

Dal blog di Gianfrancesco Turano



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