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«Ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne sogni la
tua filosofia» diceva un Bertinotti ispirato, citando
Shakespeare, mentre guardava dritto la telecamera del
Tg1, unica troupe che aveva voluto al seguito fin sulla
cima del Monte Athos. Era il 23 aprile 2007 e il percorso
di «ricerca» agnostica del presidente della Camera, ex
segretario di Rifondazione comunista, ex «subcomandante
» Fausto, faceva tappa sulla cima ellenica sulla quale sono
abbarbicati venti monasteri. Dentro quei monasteri vivono
millecinquecento monaci ortodossi, che fanno parte
dell'enclave autonoma nella piccola penisola a nord della
Grecia. Pranzo alle otto del mattino con pesce, formaggio,
patate e vino rosso, pasto successivo alle sette di sera dopo
una giornata di preghiera, silenzio e funzioni religiose. Per
l'intero fine settimana precedente, sabato e domenica, la
terza carica dello stato aveva vissuto tra i monaci, (quasi)
da monaco. Un quadro mistico perfetto, «rovinato» solo al
termine del servizio, sparato nel bel mezzo del Tg1 delle
20, dalla chiosa polemica della conduttrice Tiziana Ferrario,
che faceva notare come tutto fosse bello e spirituale
lì, «peccato che le donne non possono entrarvi». Non solo
le donne, a voler essere pignoli, «nemmeno animali di
sesso femminile, non ci sono né mucche, né capre, lontani
da tutto in un'atmosfera ascetica» appuntava Goffredo
De Marchis. Bertinotti che partecipa alla preghiera seduto
in prima fila accanto all'abate, Bertinotti che elogia chi
cura le radici «che sono importanti per guardare al futuro
», Bertinotti che soggiorna nel monastero di Vatopedi,
nella stanza in cui abitualmente dorme Carlo d'Inghilterra
quando fa visita ai monaci, Bertinotti che regala loro una
mappa della penisola con il Monte Athos in evidenza.
Racconta: «Il mondo globalizzato spinge questi monaci a
non chiudersi completamente e spinge una persona come
me a vedere un altro aspetto della vita. Questo ci obbliga
a riflettere». |

