di Claudio Sabelli Fioretti - 25 Giugno 2012
Non ci vuole tanto per capire che la storia di Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita, non finirà troppo bene per lui. Io sono convinto che non possa essere stato l'unico depositario della conoscenza dei giri di milioni del finanziamento pubblico e del suo uso improprio. Ma una cosa è certa, lui sapeva. I giudici lo volevano arrestare e l'hanno arrestato una volta ottenuto il nulla osta del parlamento. Non nascondiamo dietro ad un dito. Qui si parla di politica, non di giustizia. Altrimenti non si spiega come mai in altre occasioni analoghe il nulla osta non sia stato concesso. I talebani del garantismo avrebbero voluto salvare anche lui, come in altre occasioni avevano salvato altri colleghi, perché - sostenevano - se i giudici mancando il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove e di reiterazione del delitto hanno chiesto l'arresto ugualmente, è chiaro che c'era il fumus persecutionis, la volontà di fargli del male a prescindere.