Brindisi-Minerbio a tutto gas (anche con il terremoto)

di Samanta Di Persio - 4 Giugno 2012

Snam Rete Gas vuole utilizzare il mega-gasdotto Rete Adriatica come via di commercio con l’Europa. L’ennesima costruzione inutile che, non solo consumerebbe e deturperebbe territorio, ma sarebbe una sciagura certa in caso di terremoto



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A Brindisi termina la via Appia, un esempio virtuoso di quello che ci ha lasciato la storia: l'Appia era la strada che portava i greci, l'oriente nell'antica Roma. Oggi l'uomo vuole fare un percorso lungo 687 chilometri per realizzare un metanodotto (nella foto un esempio) che, andrebbe oltre la Capitale, terminerebbe con una centrale di spinta a Minerbio (Bo). Snam Rete Gas, una società leader in Italia nel trasporto e dispacciamento di gas naturale, vuole utilizzare il mega-gasdotto Rete Adriatica come via di commercio con l'Europa, quindi non sarebbe adoperato per l'uso locale del gas (Il 22 dicembre 2011 Lorenzo Bini Smaghi viene nominato presidente della Snam, fino al 10 novembre era è stato membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea un bel conflitto di interessi visto che dovrebbe trascorrere un anno dalle dimissioni prima di avere un altro incarico).

Inizialmente il percorso doveva essere lungo la costa adriatica (ecco perché Rete Adriatica) successivamente è stato dirottato verso l'interno: lungo la dorsale appenninica (nella in basso foto il tracciato). Tale decisione è ancora in piedi dopo il terremoto che ha colpito l'Abruzzo il 6 aprile 2009 e l'Emilia con le forti scosse del 20 e 29 maggio 2012, anzi l'8 aprile 2009 la società Snam ripropose l'istanza di pubblica utilità. Il tratto verrebbe interrato, il fatto che non si veda, non deve indurre a pensare che sia rassicurante: i tubi hanno un diametro di un metro e venti, occorre fare lo scavo con mezzi d'opera imponenti, distruzione di uliveti, foreste, l'impatto ambientale in Abruzzo, regione verde, sarebbe molto invasivo.

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Il 6 marzo 2012 l'Antitrust ha avviato un'istruttoria nei confronti di Eni (La Snam rete gas è una controllata di Eni) per possibile abuso di posizione dominante. Eni, che detiene la quota prevalente dei diritti di capacità sui gasdotti TAG e Transitgas, ha limitato la disponibilità di capacità di trasporto per altri importatori (trasportatori e utilizzatori finali/clienti industriali che fanno ricorso all'autoapprovvigionamento), a fronte di un sostanziale sottoutilizzo dei gasdotti. Questo determina una sorta di monopolio sul prezzo.

Ancora una volta si vorrebbe realizzare una grande opera inutile, per i soliti interessi di lobby. L'ennesima costruzione che, non solo consumerebbe e deturperebbe territorio, ma è una sciagura certa in caso di terremoto.

Dal blog di Samanta Di Persio

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