I giovani hanno diritto a un mondo vivibile

di Luca Mercalli - 2 Giugno 2012

Il condominio è una grande sfida per la sostenibilità, forse tra le più complesse, ma pure tra le situazioni che possono offrire maggiore efficienza e soddisfazioni, economiche ed umane. Poi, naturalmente, rimangono tutte le piccole scelte individuali. I giovani devono rivendicare il diritto a un mondo futuro vivibile!



Luca Mercalli Riporto qui di seguito il mio scambio con Marcello, un giovane lettore che mi ha posto un'interessante domanda.

Gentile Mercalli, ho vent'anni e vivo in condominio con la mia famiglia; vorrei fare di più sulla scia delle sue scelte, ma non è facile.
Come suggerisce a noi giovani di iniziare a muoverci?


Gentile Marcello,
innanzitutto mi fa piacere che questa domanda fondamentale arrivi da chi ha vent'anni!
Dunque, il condominio è una grande sfida per la sostenibilità, forse tra le più complesse, ma pure tra le situazioni che possono offrire maggiore efficienza e soddisfazioni, economiche ed umane, grazie al fattore di scala: si risparmia di più con un solo impianto collettivo ben gestito piuttosto che con tanti impianti individuali non coordinati.
Il problema più rilevante è convincere tutti gli occupanti a fare una scelta omogenea e convinta sul risparmio energetico, da cui tutti, nonostante l'apparente elevato investimento iniziale, usciranno vincitori con una bolletta nettamente diminuita, un maggior confort e ovviamente una minor responsabilità nell'inquinamento atmosferico: si può applicare il cappotto alle pareti, si possono sostituire i serramenti, si può isolare il tetto, si possono installare i pannelli solari, sia termici (per un impianto dell'acqua calda sanitaria centralizzato) sia fotovoltaici, si può sostituire una vecchia caldaia con un moderno impianto a pompa di calore o almeno a condensazione, si può effettuare il compostaggio domestico collettivo se c'è un piccolo giardino di pertinenza (o almeno la raccolta differenziata).
Improvvisamente ci si troverà catapultati in un mondo che consuma meno della metà del precedente edificio, ovviamente bisogna affidarsi a professionisti del settore e studiare con cura la soluzione migliore, quasi tutti rinunciano "per paura di spendere", ma ci sono condomini lungimiranti che hanno avuto il coraggio di fare questa riqualificazione e sono soddisfatissimi. Quindi si tratta di una sfida culturale e sociale da giocare nell'assemblea di condominio, prima ancora che un problema tecnico-ingegneristico.
Poi rimangono tutte le piccole scelte individuali che si possono fare anche senza accordarsi con i vicini: acquisti oculati, minor produzione di rifiuti, scelta di verdure stagionali e se possibile di provenienza locale (stringendo contatti con piccoli produttori e gruppi d'acquisto), mobilità ridotta e a basse emissioni.
Ma sarebbe un peccato perdere l'occasione di aggregare tutta la comunità del condominio verso un unico obiettivo... almeno bisogna provarci, e voi giovani dovete rivendicare il diritto a un mondo futuro vivibile!

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