
Abbiamo incontrato Marc Augè, autore del libro "
Futuro" edito da Bollati Boringhieri. Con lui abbiamo discusso di giovani e futuro.
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Quali sono le prospettive che i giovani di oggi possono immaginare per il futuro? E quelle della popolazione in generale?
Credo che il problema dell'avvenire sia fondamentale per i giovani. La gente della mia generazione non è che non avesse dubbi sul proprio futuro, ma sapeva che avrebbe comunque fatto qualcosa. Oggi, con il mondo del lavoro, la disoccupazione, la devalorizzazione degli studi e dei diplomi,
la gioventù ha grosse difficoltà, sia collettive che individuali, a progettare il proprio avvenire.
Bisogna poi parlare della gioventù dei paesi sottosviluppati: di tutti questi giovani che rischiano la loro vita per emigrare, nell'illusione che una volta arrivati troveranno un lavoro e daranno un senso alla loro esistenza. Credo che questa
dimensione di rivolta e di scoraggiamento caratterizzi largamente non solo una parte della gioventù, ma la popolazione in generale: ci sono persone disoccupate a 50 anni. Ascoltano i discorsi dei politici che dicono che bisogna allungare la durata del lavoro ma vengono messi alla porta.
Dunque il non senso della parola "politica" è sensibile e non solo per la gente giovane. Sicuramente la cosa terribile per i giovani è che hanno l'età in cui - per fare in modo che la vita acquisti un senso - devono inserirsi in un futuro immediato o che deve arrivare, e in fretta. Di fronte a questa assenza di futuro, ci sono molte possibili derive, verso la droga, la delinquenza, la rivolta, la nevrosi o del suicidio.
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Quali sono le origini di questa situazione? Quali possono essere le soluzioni? Che ruolo ha o può avere l'educazione in questa situazione?
Tutto questo ha delle ragioni e deve trovare delle soluzioni. Le motivazioni sono di ordine politico e sociale, sicuramente, e anche in larga misura, d'ordine sociale e educativo perché, se si toglie significato all'educazione e all'istruzione,
si lasciano i giovani dentro la loro solitudine.
Credo ci sia una demoralizzazione delle persone, non solo dei giovani, anche perché i giovani hanno ancora la risorsa di sentirsi giovani. I giovani non hanno il monopolio della disperazione, se così posso dire. È curioso in effetti: ci sono problemi economici, di impiego e si riduce l'ideale dell'educazione alla ricerca del lavoro. Si parla di selezione molto presto, di orientamento precoce, per fare in modo che i giovani possano dirigersi dove c'è bisogno di lavoro. Non è il ruolo primario della scuola né dell'università quello di trovare lavoro.
Il ruolo primario di scuola e università è di formare dei giovani, degli spiriti.
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Che ruolo possono avere le nuove tecnologie, internet in particolare, per la conoscenza e lo sviluppo dell'umanità?
Sono convinto che la valorizzazione dell'insegnamento, e della scienza, sia un dramma. Lo si ritrova oggi nei grandi mezzi mediatici di relazione di sapere. Non è la stessa cosa andare su internet per cercare il completamento di un'informazione. Se cerco un riferimento che ho dimenticato, la trovo immediatamente su internet: è facile!
Ma internet non insegna niente a nessuno, bisogna già sapere perché sia utile. Altrimenti cos'è? L'illusione di un dialogo con degli sconosciuti, è la sensibilità alle più folli ideologie che circolano in rete. Qualsiasi cosa. Internet può essere usato per la formazione ma se viene utilizzato semplicemente come un prodotto di consumo è istruttivo come la televisione, come dire tutto il contrario. Ecco: ci troviamo
dentro un sistema strano di esclusione profonda, e credo che molti giovani lo sentano.
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E la religione ha un ruolo nell'educazione e nella formazione dei giovani? O è un simbolo che offre rifugio e consolazione?
La religione oggi, la religione monoteista, è sia un fattore di violenza sia una religione della rassegnazione. Dopo tutto, che importa la miseria terrestre se ce l'al di là. Inoltre
non vedo nulla che possa contribuire alla formazione dei giovani. Ad ogni modo credo che la religione, anche se può essere un rifugio per alcuni, non possa essere una soluzione.
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