Tav: il Portogallo abbandona l'alta velocità

Il Governo portoghese fa marcia indietro. Ecco le motivazioni

Il Governo portoghese fa marcia indietro. Ecco le motivazioni
Il governo portoghese di centrodestra ha deciso di abbandonare il progetto, nonostante i fondi europei siano già stati incassati ed i lavori già iniziati. La motivazione? Semplice: la crisi economica è talmente seria che i cittadini non avrebbero appoggiato le spese straordinarie per la realizzazione dell'opera.

Si fermano così i lavori per il corridoio 5 della linea Kiev-Lisbona. La decisione del Portogallo fa riflettere circa le parole di Mario Monti. Il nostro premier sostiene che la Tav in Val di Susa deve essere fatta perché è "un impegno già preso con l'Unione europea".

Secondo Lisbona, invece, i 128 milioni già ottenuti da Bruxelles per l'opera non sono un vincolo indissolubile perché il paese non possa tirarsi indietro. E così è stato effettivamente deciso lo scorso mercoledì quando il consiglio dei ministri si è riunito decidendo di bocciare il progetto dell'alta velocità.

Anche questa decisione potrà avere pesanti conseguenze economiche. Infatti, il consorzio Elos, incaricato dei lavori dal precedente governo, ha chiesto danni per 264 milioni di profitti mancati. Il governo ha fatto sapere che per il momento pagherà soltanto i lavori già fatti dei circa 150 chilometri di tratta ferroviaria verso la Spagna. Il problema è anche un altro. Tra i sindacati, si teme che la fine del progetto possa portare alla perdita di oltre 200 posti di lavoro.

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