Si scopre che sindaco imprenditore Roberto Cenni, patron di Sasch, ha già delocalizzato la produzione in Cina, e che l'assessore alla sicurezza Milone ha venduto la sua villetta a una coppia cinese. A Prato manca la coerenza?
Piccole omissioni crescono. Prima è stato il sindaco Roberto Cenni. Strappando Prato a 60 anni di centrosinistra, è stato eletto su una piattaforma di contrasto ai cinesi. Tranne poi scoprire che la sua catena di abbigliamento Sasch, negli stessi giorni in cui provava a fare dei cinesi locali i capri espiatori della crisi del tessile, aveva già delocalizzato tutta la produzione in Cina. E che, mentre accusava i suoi cittadini asiatici di evadere le tasse, è indagato per bancarotta fraudolenta.
Poi è stata la volta del suo assessore alla sicurezza Aldo Milone. Pochi giorni fa, in una trasmissione televisiva dov'ero ospite, ha tuonato: «Hanno fatto così anche da noi. Con strategia militare hanno strapagato le case dei pratesi per poi rimanere solo loro». La conduttrice Myrta Merlino non ha saputo trattenere il sorriso: «Beh, militare... è il mercato bellezza: se pagano bene dov'è il problema?». Non sapeva - e non sapevo neanch'io, ma il Tirreno sì - che nel 2006 lo stesso Milone aveva venduto la sua villetta a una coppia cinese. Gli avranno puntato una pistola alla testa o gli avranno dato un prezzo che ha ritenuto conveniente? E perché, già che si parlava di quello, non ha ricordato che anche lui aveva fatto affari con i concittadini sui cui laboratori tessili ha scatenato una campagna di controlli notturni con tanto di elicotteri alla Apocalypse Now?
Piccole omissioni crescono. Prima è stato il sindaco Roberto Cenni. Strappando Prato a 60 anni di centrosinistra, è stato eletto su una piattaforma di contrasto ai cinesi. Tranne poi scoprire che la sua catena di abbigliamento Sasch, negli stessi giorni in cui provava a fare dei cinesi locali i capri espiatori della crisi del tessile, aveva già delocalizzato tutta la produzione in Cina. E che, mentre accusava i suoi cittadini asiatici di evadere le tasse, è indagato per bancarotta fraudolenta. \nPoi è stata la volta del suo assessore alla sicurezza Aldo Milone. Pochi giorni fa, in una trasmissione televisiva dov'ero ospite, ha tuonato: «Hanno fatto così anche da noi. Con strategia militare hanno strapagato le case dei pratesi per poi rimanere solo loro». La conduttrice Myrta Merlino non ha saputo trattenere il sorriso: «Beh, militare... è il mercato bellezza: se pagano bene dov'è il problema?». Non sapeva - e non sapevo neanch'io, ma il Tirreno sì - che nel 2006 lo stesso Milone aveva venduto la sua villetta a una coppia cinese. Gli avranno puntato una pistola alla testa o gli avranno dato un prezzo che ha ritenuto conveniente? E perché, già che si parlava di quello, non ha ricordato che anche lui aveva fatto affari con i concittadini sui cui laboratori tessili ha scatenato una campagna di controlli notturni con tanto di elicotteri alla Apocalypse Now?