IL SISTEMA CALCIO, FRA SCOMMESSE E POTERE

Intervista a Gianfrancesco Turano - 23 Febbraio 2012

Nel capitolo calcioscommesse entreranno molto presto le società. Si scopriranno casi di presidenti conniventi. Perché nonostante i debiti conviene avere una squadra di calcio? Perché dà notorietà e potere. Si può contare sul supporto di milioni di persone. Vi ricordate Cragnotti...

IL SISTEMA CALCIO, FRA SCOMMESSE E POTERE


Gianfrancesco Turano Hai scritto un libro sul calcio che forse tutti vorrebbero leggere ma che nessuno, fin qui, aveva avuto il coraggio di scrivere. Si chiama Fuori Gioco. Ecco, partendo da qui, cosa ne pensi del caso calcioscommesse?

I magistrati si stanno chiedendo se è possibile che un gruppo di giocatori, tutto sommato di secondo piano (con l'eccezione di Cristiano Doni), e di dipendenti altrettanto di secondo piano di alcuni club calcistici, potessero essere in grado di organizzare un giro di scommesse nei 4 angoli del mondo con il coinvolgimento di soggetti e società straniere. La risposta i magistrati la stanno cercando, ovviamente attraverso gli interrogatori. Ed è una risposta difficile da trovare perché il calcio è un sistema omertoso come e più della criminalità organizzata, ma è evidente che la pista che i giudici seguono porta molto in alto, porta al livello dei dirigenti delle squadre di serie A. Questo sta emergendo con forza per esempio nella questione del Bari (il Bari che è nel mirino adesso come era l'Atlanta e alcuni tesserati dell'Atalanta fino a qualche settimana fa) è sicuramente una delle squadre che sembra più penetrata da questo fenomeno criminale, per cui abbiamo visto che i cosiddetti slavi addirittura giravano per il ritiro del Bari.
Credo che francamente sia impossibile che tutta questa macchinazione sia avvenuta all'insaputa dei Presidenti e dei dirigenti della società calcistica, questo perché le società calcistiche hanno una forma di controllo molto stretto sui loro dipendenti. Basta ricordare, per fare un esempio, il caso di Vieri che era intercettato dall'Inter.
I Presidenti vogliono sapere dove vanno a ballare i loro giocatori, a fronte di questo tipo di attenzione mi sembra molto difficile che i Presidenti non sapessero quali erano i giocatori che scommettevano. Le procure che indagano stanno cercando di capire se questa era una semplice omissione di controllo sui dipendenti o se ci possa essere dietro qualcosa di più grave. Vogliono capire se dietro questo giro di scommesse clandestine e di partite truccate che portavano denaro e benefici economici illeciti ai calciatori e agli scommettitori clandestini, ci fosse non solo una forma di tolleranza da parte dei Presidenti, ma in alcuni casi una vera e propria connivenza. C'è il sospetto che in un sistema economico come quello del calcio, un sistema (tranne poche eccezioni) in perdita strutturale, le scommesse clandestine offrano una facile occasione per rientrare dalle perdite di bilancio.

A proposito di presidenti. Ci tornano in mente i casi molto simili di Cragnotti e Tanzi...

Sono due casi che appartengono a una fase del calcio in cui l'esempio del Milan di Berlusconi, quindi delle spese folli per l'ingaggio dei migliori giocatori, aveva contagiato un po' tutta la serie A. In quegli anni Tanzi e Cragnotti che sono due bancarottieri che hanno la squadra e nello stesso tempo stanno devastando rispettivamente la Parmalat e la Cirio, ma si trascina anche altri imprenditori come Cecchi Gori che fa bancarotta con la Fiorentina. Diventa tutto un circuito vizioso che viene messo in piedi in quel periodo, gli anni 90 grossomodo fino ai primi del 2000.
Adesso il problema è diverso. Adesso c'è una sorta di marcia indietro. Si va verso una cosiddetta virtù economico - finanziaria. La prima conseguenza di questa virtù economico - finanziaria è che il campionato di serie A non è più il campionato più bello del mondo, perché i giocatori più ricchi e più quotati, con poche eccezioni, sono ormai in Spagna e in Inghilterra. Poi in realtà ci accorgiamo che questa virtù economico - finanziaria è ancora ben lontana dall'essere raggiunta perché l'Inter attuale, l'Inter del famoso triplete è una squadra che ha totalizzato durante la gestione di Moratti perdite per oltre 1.350.000.000 di Euro, una cosa abnorme che soltanto la grande ricchezza della famiglia Moratti ha potuto consentire.
Lo stesso Berlusconi un paio di anni fa aveva annunciato la via all'austerità, salvo poi pentirsi (perché si è accorto che gli serviva a fini elettorali) e comprare in gran fretta Ibrahimovic e Robinho.
Un altro esempio lampante di questo sistema caotico è quello della legge sugli stadi nuovi, una legge che annaspa in Parlamento nonostante sia una bipartisan. Una legge che non riesce a passare perché ci sono lobbismi incrociati che la bloccano: i Presidenti tentano di emendare questa legge in modo da poter costruire nelle aree archeologiche, nelle aree a rischio di dissesto idrogeologico.
La cosa più assurda, infine, è che questa banda di buon temponi ha delle grandi ambizioni politiche. Recentemente hanno più o meno annunciato discese in campo Lotito, Zamparini, lo stesso Della Valle con la pubblicità comprata su Il Corriere. Questo perché in qualche modo loro si sentono, sempre sulla scia di Berlusconi, un po' il vertice di questo sistema Paese.

Ma alla fine queste società di calcio sono sempre in perdita? Questi presidenti ci rimettono e basta?

Se noi prendiamo per buoni i bilanci sicuramente sono pochi quelli che guadagnano e questo non solo in Italia ma in generale. La domanda è: possiamo prendere per buoni i bilanci delle squadre di serie A? La mia risposta è no, non li possiamo prendere per buoni perché è per la natura delle transazioni estero su estero che sono legate all'acquisto, alla compravendita di calciatori, ci sono infinite possibilità di falsificarli questi bilanci. A fronte di ciò, qual è il beneficio? Il beneficio è l'immunità diplomatica e politica che il calcio garantisce. Prendiamo ad esempio il caso Cragnotti: lui va in carcere 15 mesi dopo la dichiarazione di fallimento della Cirio, una cosa veramente assurda, nel senso che al finanziere viene consentito di continuare a occuparsi della sua società in qualche maniera anche dopo il fallimento e per 15 mesi, dopodiché la Lazio, che è controllata dalla Cirio, non fallisce e non fallisce perché il governo Berlusconi vara una legge ad hoc per cui garantisce alla Lazio 23 anni di rate su un'enorme evasione fiscale.
Allora è evidente che fare il Presidente di una società di calcio conviene: conviene perché dà enorme notorietà, dà potere. Ti mette a disposizione un pubblico che sono i tifosi di quella squadra e quindi in alcuni casi stiamo parlando della Juventus, del Milan, dell'Inter, di 10/15/18 milioni di tifosi.

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