Banche senza ossigeno nel 2012. Come riporta
Repubblica in un articolo, la crisi riguarda la difficoltà a raccogliere fondi. Nel 2010 le banche italiane avevano aumentato di 130 miliardi i depositi e le obbligazioni detenute da clienti privati, cifra scesa nel 2011 a 24 miliardi. L'Abi attribuisce la riduzione al crollo dei nuovi fondi, e alle ricadute della crisi sul reddito nazionale disponibile. Il risparmio delle famiglie, tipica fonte di finanziamento, è servito alle esigenze quotidiane.
Anche le imprese, nella crisi, hanno attinto ai fondi per gestire il ciclo dei pagamenti e degli ordini. La diminuzione della raccolta privata può essere ascritta anche al trasferimento di contanti verso Svizzera e dintorni, come testimoniano gli 11 miliardi di euro in esportazioni illegali di valuta intercettati dalla Guardia di Finanza tra gennaio e novembre 2011, con picchi incrementali del 50% negli ultimi mesi.
Banche in piedi, dunque, solo grazie al sostegno della Bce, in particolare grazie alla generosa iniezione di liquidità da 500 miliardi ricevuta a Dicembre 2011.