Visceri di animali e palle di cristallo

di Enrico Sassoon - 25 Gennaio 2012

L'uomo ha sempre cercato di indovinare il futuro. Ma al di là degli scenari apocalittici di maghi e profeti, è possibile ragionare in modo un po' più razionale e provare a disegnare nuove prospettive. A partire dalle previsioni del World Economic Forum



Enrico Sassoon Da che mondo e mondo l'uomo ha sempre cercato di indovinare il futuro per mettersi possibilmente al riparo da pericoli incombenti. Ne hanno fatto le spese popolazioni di animali innocenti nella convinzione che guardandone le viscere se ne potessero ricavare indicazioni, o si sono utilizzati strumenti di varia foggia come le pietre sacre, i tarocchi o le palle di cristallo. Il tutto con scarsa soddisfazione.
Ora stiamo facendo i conti con le previsioni Maya sulla fine del mondo e quelle di altri maghi e profeti sulla fine del papato con l'attuale 111° pontefice, ma anche con quelle della Nasa sulle tempeste solari che nei prossimi mesi potrebbero sconvolgere la Terra. E il timore, più o meno ammesso e più o meno celato, serpeggia. Ma al di là degli scenari apocalittici, è comunque possibile ragionare in modo un po' più razionale per capire quali rischi ci riserva il futuro. E le previsioni sul 2012, per quanto meno catastrofiche, non sono comunque particolarmente ottimistiche.
Il World Economic Forum, per esempio, vede grandi pericoli profilarsi all'orizzonte a causa dei "crescenti divari di reddito" e degli "squilibri fiscali cronici" che caratterizzano un crescente numero di paesi. Se non adeguatamente affrontati, questi rischi potrebbero portare a conseguenze distopiche in gran parte della terra. Segni premonitori: negli anni scorsi il movimento no global, più di recente gli indignados e Occupy Wall Street.
Altri mettono in luce i sempre più gravi e micidiali disastri climatici ed ecologici derivanti dal riscaldamento globale o dall'incuria umana: gli tsunami come quello che colpì l'Indonesia qualche anno fa e soprattutto Fukushima l'anno scorso, con le enormi conseguenze avvertite non solo in Giappone ma nel mondo intero; l'eruzione del vulcano islandese che ha paralizzato i voli di mezza Europa; il disastro della piattaforma petrolifera BP nel Golfo del Messico. Secondo il Royal Institute of International Affairs, non solo i grandi disastri stanno aumentando, ma il loro effetto è sempre più avvertito a causa della globalizzazione.
Un economista americano alquanto noto, Ed Yardeni, ha la sua personale selezione dei quattro cavalieri dell'Apocalisse per i prossimi mesi e anni: al primo posto le tensioni provocate dalle mire nucleari dell'Iran e le possibili contromisure della comunità internazionale; al secondo una stretta creditizia globale derivante dai problemi del debito della zona euro; al terzo probabili disordini sociali in Cina e India a causa del loro sviluppo accelerato e ineguale; al quarto una severa recessione globale. Inoltre, aggiungono altri, va tenuta presente la caotica evoluzione della cosiddetta primavera araba, che ha ormai toni e colori assai poco primaverili nonostante le speranze iniziali. Insomma, motivi per preoccuparsi ce ne sono a iosa anche senza scomodare i Maya o Nostradamus.

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