Megaupload oscurato dall'Fbi per violazione delle norme anti-pirateria

E stanotte Anonymus ha attaccato il sito del dipartimento di New York per vendetta



Redazione Cadoinpiedi.it
E stanotte Anonymus ha attaccato il sito del dipartimento di New York per vendetta
Aggiornamento ore 7:34 - Anonymous ha attaccato il sito web del dipartimento della giustizia degli Stati Uniti, in segno di rappresaglia per la chiusura disposta dall'Fbi di uno dei piu' popolari siti web di file-sharing, megaupload.com. Sotto attacco anche i siti del 'Recording Industry of America', della 'Motion Picture Association of America' e della 'Universal Music'. L'Fbi ha annunciato la chiusura megaupload e l'arresto di sette persone, nell'ambito di un giro di vite globale contro la pirateria online. (ANSA).

Megaupload, il popolare sito per la condivisione in rete, è stato oscurato dall'Fbi. I fondatori del servizio di sharing, uno dei più conosciuti e utilizzati per lo scambio di file di grosse dimensioni, sono accusati di aver violato le norme anti-pirateria.

Secondo le autorità federali americane, che hanno messo i sigilli al sito, lo scambio illegale di materiale protetto da copyright avrebbe causato danni alle compagnie per 500 milioni di dollari. Su Twitter è scattata la rivolta degli utenti, e in pochi minuti l'hashtag #megaupload è balzato in vetta tra i "trending topics". Il dipartimento di Giustizia americano, in un comunicato, ha annunciato che il numero uno del sito, Kim Schmitz, è stato arrestato in Nuova Zelanda insieme ad altri tre dirigenti del cyber-colosso. Il sito è di proprietà della Megaupload-Limited, società registrata ad Hong Kong, e negli anni è diventato il centro per chi scarica contenuti da Internet, dalle canzoni ai film.

La storia di Megaupload è unica, perchè moltissimi artisti, negli anni, hanno dichiarato di usare il sito per scaricare dal web. Tra gli altri, Kim Kardashian, Alicia Keys and Kanye West. Per il Washington Post, che ha anticipato la notizia, Megaupload è tredicesimo nella classifica dei siti più consultati del mondo.

Fonte: La Stampa



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