Licenziamenti senza diritti e senza l'indignazione dell'Italia intera

di Samanta Di Persio - 19 Gennaio 2012

Il racconto di una ex lavoratrice/delegata sindacale del gruppo Sarni, licenziata con altre colleghe: "E' un dovere morale e civile aiutare chi perde il lavoro, dovrebbe indignarsi l’Italia intera, eppure... Eravamo il terzo mondo, non avevamo diritti. Otto licenziate…cosa vuoi che sia, davanti ai fatti che stanno accadendo in Italia?



Samanta Di Persio Nel mio percorso di docente ho incontrato lavoratori apprendisti di un punto ristoro del Gruppo Sarni: un ragazzo ed una ragazza. Insegnavo "Rapporto di lavoro" e partivo sempre dalla nostra perfetta Costituzione passando per le nostre meravigliose leggi sul lavoro, per arrivare al Contratto Collettivo Cazionale di categoria... da qui cominciava lo sfogo di tutti i lavoratori: "Noi facciamo anche e soprattutto altro rispetto alla nostra mansione". I lavoratori di Sarni non li posso dimenticare, mi raccontarono: "Dobbiamo pulire i cessi, dopo aver fatto un cappuccino, poi devi tornare all'affettatrice, non hai il tempo per mettere un guanto di protezione, spesso ci facciamo male". Il ritmo del lavoro ha un unico tempo: velocità. Erano amareggiati, delusi, affranti.
Oggi, a distanza di qualche anno, incontro Maria, tanti chilometri la separano dai miei corsisti, ma il padrone è sempre lo stesso: Sarni un gruppo che vanta fra le tante virtù: 1500 dipendenti. Ecco lo sfogo di una ex lavoratrice/delegata sindacale che si sente sconfitta dal potere dell'imprenditore/padrone:

"Maria... hanno licenziato Grazia, ora ti chiama lei...."ore 09.00 del 24 Marzo, la fine. Era una mattina come tante altre, era il mio giorno di riposo, era il giorno destinato per me, a "rivoluzionare" casa, infatti ero intenta a spostare il mio comò in camera da letto... lo stesso comò che per giorni a venire, sarebbe rimasto li, in mezzo alla camera,come un souvenir..... e appoggiata io...con il cellulare in mano, io, incredula per quello che era successo, io che non riuscivo in nessun modo a dare giuste risposte a tutte le domande che mi ronzavano nella testa, io che chiamo la mia segretaria di confederazione, e l'avviso dell'accaduto, io come un automa che cerco mia figlia, la cerco piangendo, perché sapevo che dopo Grazia, dopo di lei, tutte noi, io che non riuscivo a smettere di singhiozzare, per la rabbia, per la paura... la paura di un futuro che mi stavano, ci stavano portando via.
Come un automa mi vesto, ed esco di casa, avevo bisogno di recuperare le mie emozioni, dovevo, lo dovevo per le mie colleghe, lo dovevo, perché solo Dio sa di quanto io mi sentivo, e mi senta tutt'ora responsabile, ero la loro delegata sindacale.... perchè rivendicare i propri diritti, oggi, in questo clima sociale politico, è pericoloso.
Erano tutte li', chi lavorava, chi libera come me, chi doveva ancora entrare in turno, ma tutte li, ad "aspettarci", tutte, per decidere su cosa fare....tutte licenziate, l'azienda risolveva il nostro rapporto dal primo di Aprile..... il paradosso è venire licenziate in questo modo, il paradosso, è stata una riunione fatta un settimana prima con i vertici aziendali, dove diceva a noi dipendenti, di voler risolvere tutti i problemi del punto ristoro, dove ci chiedeva una collaborazione, che sempre c'era stata, dove pero' divideva noi dipendenti tra buoni e cattivi... perché dividere e imperare, è una strategia che tutte le aziende usano, perché molto piu' furbe di chi vi lavora, che gia' e diviso di per se da mille fattori.... perchè chi vi lavora, non è furbo, non ha la stessa scaltrezza, che invece ha il padrone ed i suoi uomini.... perchè chi vi lavora, pensa che coltivare il suo orticello, sia piu' sano, piu' redditizio, senza capire, o voler capire, che comportandosi in questo modo, crea crepe che non dovrebbero aver ragione di esistere, crepe dovei vari padroni, ci si insinuano come un tumore,che si espande, fino a levarti la vita, fin a farti entrare in un vortice vizioso, e a farti danzare come gli orsi.
La prima giornata di sciopero ad oltranza, la prima giornata, di innumerevoli presidi posti al di fuori del centro commerciale, che si sarebbero poi chiusi un sabato ,pomeriggio, dopo aver chiesto ed ottenuto la solidarietà di lavoratori come noi. Pochi, troppo pochi a dir il vero, troppo poco e lontano oggi il solo pensiero di aiutare chi è in difficolta'.... anche se lavoratori proprio come noi, anche se nessuno si puo' sentire immune da certe cose.... non puoi non vedere quello che ti sta' intorno, non puoi non vedere cosa accade oggi, è un dovere morale e civile aiutare chi perde il lavoro.... dovrebbe indignarsi l'Italia intera, dovrebbe...... ma non è cosi, e se qualcuno inizia a "tossire", è sempre poco, sempre troppo poco!
L'eredita' dei nostri padri, di diritti e tutele, che giorno dopo giorno, ci portano via, un'eredità, che ti ritrovi dopo decenni, a ridiscutere con le aziende.... ma non si dovrebbe guardare avanti, non si dovrebbe cercare di creare una classe operaia che guarda al futuro....e allora perché si torna indietro, e allora perché non fanno altro che levarci, come se il male degli imprenditori, fosse la sua stessa forza, quella forza che permette a lui e alla sua famiglia di star bene...perché vogliono imbavagliarci..... non dovremno essere noi a ringraziare voi, per i miseri stipendi, per le umiliazioni, per il tempo che levate a noi e ai nostri figli, per la stanchezza che mai abbandona il nostro corpo, il nostro cervello....ma voi, "cari" padroni, voi dovreste guardarci negli occhi, e abbassarvi a noi, ogni giorno,ogni minuto della vostra vita.
Era Marzo, l'ultima settimana, era freddo, e chissa' per quale oscuro motivo, anche lassu', qualcuno si prendeva gioco di noi, infatti non ci fu un solo giorno senza pioggia, non ci fu un solo giorno che il direttore del centro commerciale, non provasse in tutti i modi a cacciarci via da li....il nostro picchettaggio continuava senza tregua, volantini e striscioni.... l'invito da parte nostra ai clienti che bene conoscevamo, a boicottare il ristorante, a farlo per noi, a farlo per un senso di giustizia.....noi, non eravamo state licenziate, perché l'azienda era in crisi, noi eravamo state licenziate per altro.....noi eravamo il terzo mondo....non avevamo diritti, noi che capivamo sempre di piu', che non ci sarebbe stata solidarieta'... i nostri volti, le nostre storie, erano su tutti i giornali, su tutti i tg locali....la provincia, la regione, il comune, lo stesso sindacato....tutte strade da noi percorse, ma tutte che ci portavano in un vicolo cieco... non si poteva fare niente..... otto lavoratori, perdono il lavoro e nessuno puo' fare niente..... vi rendete conto che siete complici quanto lui.... noi siamo state l'anticamera dei non diritti, con noi, si è aperto un varco, che se non avessimo subito cercato di chiudere, rivolgendoci ad un giudice del lavoro, si sarebbe sparso a macchia d'olio in tutto il centro commerciale, in tutti i suoi locali, sparsi per la Toscana, e gran parte dell'Italia? Ma a quale prezzo....forse nessuno ha mai provato a capire...il prezzo da pagare, è stato così alto da segnarci per sempre, perché ha rimesso in discussione noi, le nostre sicurezze, le nostre famiglie, la societa', e la stessa democrazia; una Repubblica democratica, una Repubblica fondata sul lavoro, non puo' permettere questo, non è ammissibile....un uragano che passa nella nostra vita, spazza via tutto, nessuno puo' far niente, ma se rivendicare diritti, vuol dire questo, chi di noi otto, non ripensera' a tutto questo, se si dovesse ripresentare l'occasione...e la catena di collisione sociale, si spezza in piu' parti, il sindacato si indebolisce sempre di piu', otto noi, dieci da un'altra parte, ma forse a questo nessuno ci pensa, forse questo non ha importanza, e si torna al perché si rivendicano ormai da decenni, le stesse cose......
Noi, siamo le "Giovanna D'Arco", dei nostri colleghi sparsi per l'Italia.....noi....ma quando serviva il loro aiuto, dov'erano, e dov'era la "regia" per organizzarci tutti.....troppo facile buttare la spugna prima di provare, troppo facile....non lo sappiamo, non potremo mai sapere quello che sarebbe successo....non si è voluto provare....otto licenziate....cosa vuoi che sia, davanti ai fatti che stanno accadendo in Italia? Maria Esposito

Sdp80

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