CARA BEFANA, SALVA L'ITALIA

di Anna Vinci - 1 Gennaio 2012

Il Paese non può tollerare ulteriori inganni. Se siamo ridotti così vuol dire che ci sono dei responsabili. E sono gli stessi politici che continuano a far finta di niente

CARA BEFANA, SALVA L'ITALIA


Anna Vinci Fino alla fine degli anni Sessanta, a Roma, la Befana era molto più gettonata di Babbo Natale. Io continuo a preferirla, non solo per antica abitudine, nostalgia d'infanzia, quando l'attesa nella notte, tra il cinque e il sei di gennaio, portava a dormire poco; spesso, nonostante i richiami dei genitori, ci si affacciava alla finestra, per sbirciare e vedere. Quanto avrei voluto vederla e quanta paura all'idea, e se era vista, poteva anche decidere di non portare i doni. Era, sì, un po' inquietante quella vecchietta, l'incertezza dominava: porterà più carbone o più dolcetti? Il regalo desiderato, infine? Ho aspettato due anni l'arrivo della bicicletta. Appunto dovevo meritarmela. Però infondeva pace, la vecchina vestita di poco, e noi bambini si lasciava in cucina la minestra, per accoglierla e rifocillarla, il suo viaggio era lungo. La minestra era un'offerta, non aveva nulla a che vedere con i doni che portava e il carbone che elargiva. Conservo ancora una lettera ingiallita, che la Befana mi lasciò come ringraziamento, con grafia tremolante, la sua mano era stanca. Ora i motivi per la mia simpatia a oltranza per la Befana, sono anche altri.
Primo: la sua vecchiaia senza pudori, e immaginarla vecchia, con il passo lento, salvo viaggiare veloce quando inforca la scopa. Da bambina pensavo che la scopa traesse la sua forza dal fatto che nascondeva in qualche sacca magica, i sorrisi e le lacrime dei bambini del mondo, scrissi anche un tema in quarta elementare con questo pensiero. Ora, nei nostri anni super liftati, dove le rughe sono scarse, i volti maschere funebri, la vecchina è come il panda, un specie da proteggere.
Secondo: la Befana portava con sé il senso del premio e del castigo, e noi la rispettavamo, in lei noi bambini avevamo fiducia, non faceva sconti, ci amava e non barava: severa e compassionevole. Compassionevole, ricordo che mio padre per primo usò questa parola per parlarmi di chi fosse la Befana, lui pensava che i bambini capissero, spesso meglio degli adulti.
Oggi, se vivesse lo scrittore russo, Dostoevskij, non scriverebbe più Delitto e Castigo, ma Delitto e Porta a Porta, pochi passaggi televisivi, la colpa è cancellata e il successo assicurato.
Ora, per tutti questi motivi e forse altro, che non ricordo, voglio scrivere una lettera alla Befana, ora che so che non esiste, che so che non la vedrò mai... eppure spero di incontrarla un giorno, sono sicura che non sono pochi gli adulti di oggi, bambini degli anni cinquanta o sessanta, che ancora sbirciano tra le persiane, la notte tra il cinque e il sei di gennaio, alcuni non sanno neanche perché, è ormai in loro un gesto automatico, altri, invece, ricordano e si meravigliano che non ci siano più i genitori a richiamarli.
Sono sicura che tutti i lettori di Cado in piedi, avrebbero da chiedere qualche cosa alla vecchietta, non parlo di desideri privati, che credo sia giusto restino tali, ma di desideri riguardanti il futuro del nostro Paese dolente. Potrebbe essere un'idea: una calza virtuale con i nostri desiderata.

Cara Befana, ti prego fa che la nostra classe politica, coloro che rispettano la Costituzione, che non sono corrotti, inquisiti, indagati, condannati, e che non occupano vergognosamente un posto in Parlamento, in quanto imposti a noi cittadini, grazie a questa iniqua legge elettorale, ché se non fosse stato per la legge suddetta, molti starebbero a spazzare la strada, con tutto rispetto per gli operatori ecologici... Fa che si assumano la responsabilità, ognuno dopo attento esame di coscienza, per quella parte che gli compete, individuale e collettiva, in quanto espressione di un ideale, del loro fallimento. Cara Befana, ti prego, fa che non credano che noi cittadini possiamo tollerare un lifting tanto sfacciato. Alfano? Schifani? Chi? Brunetta? E Letta? Quale, il vecchio o il giovane? Non dimentichiamo Scajola e poi le ministre, quali ministre? La Gelmini con l'aria da brava studentessa? Chi, M.V.B? La rossa tinta, amante degli animali? Cosa disse di lei Bisignani? No, non si può ripetere, davanti ai bambini.
Befana, per favore, tu che viaggi di notte, che conosci la profondità del cielo, la bellezza delle stelle e della luna, tu sai che il Paese non potrà tollerare quest'altro inganno. Il Professor Mario Monti ci mette la faccia e lor signori dietro le quinte, con incontri ad alto livello, trasversali con altri uomini - sempre e solo uomini e sempre gli stessi - fanno strategie per salvare il Paese... Per salvare il paese e salvarsi, con un po' di fard, di cipria, di belletto, con qualche parola acconcia, con pochi ritocchi, con un accurato riciclo: dai avanti, sempre e, solo, gli stessi. Certo, possono anche essere esperti in riciclaggio, di idee, di pensieri, di uomini e cose, di... Ma Befana, per favore. I sacrifici, diglielo, noi li accettiamo, noi cittadine e cittadini, ma mentre la porta stretta stiamo attraversando, ti prego Befana, coloro che sono i nostri rappresentanti - lo erano, in verità, prima dell'attuale legge elettorale -, e che non sono corrotti, né ex-piduisti, né poltici per caso, ecc ecc, comincino a immaginare, a pensare, un Paese nuovo. Bisogna essere consapevoli che, se siamo ridotti come siamo ridotti, i responsabili non possono continuare a far finta di niente: non basta per cambiare, avere un eloquio nuovo, un che di meno furbo nello sguardo, di meno cialtronesco nei gesti, non basta mettere sulla piazza televisiva una Santanché in meno, e un Alfano in più, con viso giovane e giacca sulla spalla come uno che appunto va disinvolto e ardito, no, non basta! Per guidarci, dove? Ancora e ancora verso il baratro. Befana ti prego, ti voglio bene e siamo in tanti, tante, a non poterne più di maschere e paillettes, che hanno un loro dignità, ma sul palcoscenico. Cara, carissima Befana, aiutaci a riprenderci l'Italia. Un Italia che sa ricordare, che non vuole dimenticare storie private e collettive. Perché ognuno è figlio del proprio passato. Un'altra rimozione, dopo l'assassinio di Ambrosoli e Moro e la P2, le stragi di Stato, e la strage alla stazione di Bologna, e Borsellino e Falcone e... Servitori dello Stato, mandati in avanscoperta mentre nelle retrovie... Voglio sapere, vogliamo tutti sapere, cosa accadeva nelle retrovie. Perché un'altra rimozione, porterebbe al collasso. Befana, pensaci tu.

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