L'antioroscopo 2012

di Claudio Sabelli Fioretti - 18 Dicembre 2011

Anno orribile per Berlusconi, ma anche per Monti, Vendola e Di Pietro. Previsioni diverse per Napolitano. Il consiglio? Osare



Claudio Sabelli Fioretti Riporto anche qui una mia intervista, rilasciata a GQ.

"Perché gli oroscopi sono stupendi ma la vita fa schifo?". A chiederselo è Claudio Sabelli Fioretti che nel suo ultimo libro, "Stelle bastarde" edito da Chiarelettere, riscrive con ironia il significato dello zodiaco attraverso una serie di ritratti politici. Una pubblicazione divertente, leggera, ma al tempo stesso colma di riferimenti e (amara?) ironia, la stessa che Sabelli Fioretti usa nel suo fortunato programma radiofonico "Un giorno da Pecora" che conduce su Radio2 assieme a Giorgio Lauro. GQ.com lo ha intervistato per chiedergli che anno sarà per l'Italia, per la Chiesa, per i precari, per i (forse) pensionati. E il giornalista, oltre ad alcune predizioni, ci ha svelato qual è la medicina (gratuita) per i politici "malati" di oggi.

Che anno sarà per Berlusconi?
"Berlusconi è Bilancia. Su "Stelle Bastarde" è scritto: "Il 2012 per il Bilancia sarà un anno inquietante. Gli amici cominceranno a sparire uno ad uno". In realtà hanno cominciato a sparire già nel 2011".L'ultima è stata la Carlucci. E' scritto anche: "Smettete di leggere Marco Travaglio". Anno brutto quindi per Berlusconi. Sai qual è il problema?"

Quale?
"Il problema è che è Bilancia anche Bersani. Anzi, è proprio nato lo stesso giorno di Berlusconi , il 29 settembre. Anno brutto anche per Bersani".

E che anno sarà per il premier Mario Monti?
"Monti è Pesci. Nel 2012 i Pesci passeranno periodi orribili. Stanchi di lavorare, stufi degli amici, delusi da se stessi, la loro vita non sarà più come prima.Mi sembra quindi di capire che il governo potrebbe cadere"

E non potremmo fare l'oroscopo del governo?
"Certo che lo facciamo. Il governo è Scorpione. Su "Stelle bastarde" si legge: "Avrà i suoi casini, avrà una piccola caduta e si procurerà una ferita. Abbiamo ancora qualche dubbio?"

E per Vendola e Di Pietro?
"Nichi Vendola è Vergine. Anche per lui è prevista un'annataccia. Come se avesse perso il biglietto vincente di una lotteria. Di Pietro invece è nato il 2 ottobre, Bilancia come Berlusconi, come Bersani. E anche come Fassino. Come Totti. Meglio lasciar perdere. Anno da dimenticare. Anno da saltare".

Per papa Benedetto XVI?
"Papa Ratzinger è Ariete. Gli Arieti sono dei capoccioni, dei temerari, convinti di essere sempre nel giusto e piagnoni. Anche per gli Arieti, annus horribilis".

Per Napolitano?
"Il nostro presidente è nato il 29 giugno, lo stesso giorno di un poeta mite come Leopardi e di una giornalista aggressiva come Oriana Fallaci. Tutti nel segno del Cancro. Un anno con alti e bassi. Un consiglio: osare. Potrebbe esserci perfino una piccola vincita al Lotto".

Se dovesse chiedere un dono per l'Italia a Babbo Natale cosa chiederebbe?
"Un miracolo: la sparizione improvvisa di tutti i leader politici, sia quelli che mi stanno simpatici che di quelli che non sopporto. Un pubblico lavacro. Uomini nuovi, non necessariamente giovani, che affrontino con sguardo alternativo tutti i problemi che ci siamo creati votando questi brontosauri".

E che dono chiederebbe per noi giovani precari italiani?
"L'impossibile: un mercato del lavoro talmente vivace da rendere il precariato una situazione invidiabile".

E per i (futuri forse) pensionati?
"Il rispetto di tutti gli altri italiani".

Ritiene che Berlusconi mancherà alla satira?
"Berlusconi aveva addormentato la satira, aveva spento ogni creatività. Questa nuova situazione costringe gli autori di satira a fare qualche sforzo, a darsi da fare, ad inventare nuovi tormentoni, nuovi slogan, nuove battute. Insomma, che si guadagnino lo stipendio".

Chi prenderà il suo posto?
"Chi prenderà il potere. Satira vuol dire attaccare il potere. Chi dice che la satira va fatta a 360 gradi mente sapendo di mentire".

Secondo lei chi oggi davvero fa satira e chi davvero fa giornalismo?
"Chi fa satira fa sempre informazione. Si dice che la satira anticipa il giornalismo. E' vero. Purtroppo oggi c'è poca satira buona, travolta da troppo paccottiglia comica di basso livello. E c'è pochissimo buon giornalismo".

"Un giorno da pecora" riesce, con precisione e irriverenza, a strappare confessioni e precisazioni ai personaggi più noti della nostra società. Perché, secondo lei, gli intervistati nella trasmissione si sentono più liberi di esprimersi?
"Noi non siamo dei campioni mondiali, siamo dei modesti artigiani che applicano con pervicacia semplici regolette. Basta fare le domande giuste. Spesso basta semplicemente fare domande. Purché quando il politico parte col pippone politico, lo si fermi, gli si ripeta la domanda. Si faccia capire agli ascoltatori che li vuole imbrogliare. Allora il politico un po' si vergogna. E si ravvede. Noi vogliamo essere come i medici. I politici sono malati. Di indifferenza, di pigrizia, di disinteresse, di avidità. Se vengono da noi, noi cerchiamo di guarirli. In fondo facciamo il loro bene. Gratis".