
Sollecitato dalla domanda di un lettore, espongo qui di seguito alcune considerazioni sulla possibilità che le informazioni in possesso di Ilaria Alpi potessero in qualche modo "pregiudicare" la carriera politica di Berlusconi.
Nel libro "1994" io e Luciano Scalettari cerchiamo di mostrare passo passo e punto per punto di quali informazioni era certamente in possesso
Ilaria Alpi e di quali era probabilmente a conoscenza.
In estrema sintesi, posso dire che sì,
le sue informazioni avrebbero messo in difficoltà il neonato partito di Forza Italia e il suo leader Berlusconi (demolire è una parola grossa, se guardiamo alle cose che sono uscite in questi ultimi anni...), nonché tutte quelle figure che si erano appena "traghettate" dal defunto Psi al nuovo partito che ne raccoglieva l'eredità politica, e anche affaristica. Il principale filone di traffici (di armi e rifiuti) su cui indagava la collega del Tg3,
finiva per portare direttamente in casa di Publitalia, di ex socialisti trasferitisi armi e bagagli al neonato partito e addirittura a uomini (almeno uno di sicuro) che avevano lavorato anche all'interno del gruppo di lavoro (l'
Operazione Botticelli) che aveva preparato il "piano di fattibilità" per la nascita di Forza Italia. Questo qualcuno (ci riferiamo a
Roberto Ruppen) e i suoi affari con i trafficanti italo-somali saranno all'origine, nel novembre 1993, del
frettoloso scioglimento del gruppo di lavoro "Operazione Botticelli", come dichiara - non smentito - il coordinatore di questo stesso gruppo, Ezio Cartotto. A una settimana da un passaggio elettorale tanto delicato, un servizio televisivo su traffici d'armi e rifiuti realizzati da faccendieri e politici italo-somali, messi in atto con la copertura della cooperazione allo sviluppo, gestiti da figure che facevano parte di partiti che stavano gareggiando alla prima elezione dopo la fine della Prima Repubblica, beh, credo che tutto questo non sarebbe passato inosservato e che
avrebbe potuto influire sull'esito di un voto che in quella vigilia elettorale era una vera e propria incognita.
(con la collaborazione di Luciano Scalettari)
C'è un filo che lega il traffico d'armi e di rifiuti tossici, su cui indagava Ilaria Alpi, e gli avvenimenti che vedono oggi Berlusconi intrattenere rapporti equivoci con gente come Lavitola, Mora, Tarantini ed altri? Secondo le informazioni raccolte da giornalisti investigativi il Lavitola sarebbe in contatto con personaggi argentini collegati con il traffico di droga e la prostituzione minorile, gestita da organizzazioni russe. Uno di questi è il proprietario di una catena di bordelli di lusso, a 5 stelle, dove si riuniscono esponenti della comunità italiana (e non solo) che possono spendere più di mille dollari a sera per sollazzarsi osservando spettacoli tipo bunga-bunga. Fra i personaggi di spicco a Buenos Aires c'è anche un politico di ascendenze calabresi, appartenente alla famiglia Macrì. Solo coincidenze ? O c'è qualcosa che non si vorrebbe si conoscesse, visto che il "Palacio Berlusconi" esiste da due anni ed in Italia se ne parla solo adesso? Non è che la fretta di approvare la legge bavaglio ha a che fare col timore che quanto prima potranno uscire intercettazioni che possano aggiungere un altro pezzetto al mosaico degli ultimi venti anni di politica italiana? Un tentativo disperato per impedire agli italiani di conoscere finalmente cosa c'è dietro ai tanti misteri che hanno bruciato la vita di Ilaria Alpi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri, stroncando la carriera a valorosi magistrati ed esponenti delle forze dell'ordine che erano andati troppo vicino a verità scomode per il potere?
Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato (almeno per i cattolici), ma che spesso ci si indovina.
proprio ieri sono andato a comprare "1994", che avevo già letto prendendolo in prestito alla (bellissima) biblioteca delle oblate di firenze.
complimenti (nuovamente) agli autori, ottimi giornalisti.
unico consiglio per chi affronta questa lettura: segnarsi in un foglio i nomi e pochi dati che li caratterizzino (si rischia di far confusione, specie con i nomi somali) e avere sottomano una cartina della somalia, giusto per capire dove si trovino le varie città di cui il libro-inchiesta parla.