Serie A: c'è la pausa, meno male

di Gabriella Greison - 4 Ottobre 2011

Il nostro campionato con poco spettacolo. E Ranieri che dice “è la prima grande squadra che alleno” il giorno dell’arrivo in nerazzurro è stata veramente una caduta di stile

Gabriella Greison La pausa, meno male. Non è che la Nazionale mi fa impazzire. E' che così posso riguardare alcune partite dei campionati inglesi e spagnoli. Perché ci sono Real, Barcellona, Manchester, che ad ogni partita rifilano dai 4 ai 6 gol alle avversarie, e certo non si accontentano, o giocano di mestiere (da segnalare anche un recente milwall-west ham, assolutamente da rivedere). Da noi, invece, lo spettacolo piange un po'. Sarà, come dicono, che quest'anno la nostra serie A è livellata verso il basso, però emozionarmi per l'attuale classifica, ancora non ce la faccio. Neanche l'espulsione di Ranieri mi ha risollevato: quell'uscita ("è la prima grande squadra che alleno") il giorno dell'arrivo in nerazzurro è stata veramente una caduta di stile (avrebbe dovuto esserci, all'Olimpico, la giornata successiva, per sentire la risposta che gli ha riservato lo stadio).
Aspetto il derby di Roma, previsto per la prossima giornata. Nel frattempo, seguendo in tribuna stampa la Roma e la Lazio, altre cose bizzarre, ne sono capitate parecchie. Per dire, Osvaldo che ora viene messo sotto stretta osservazione da Prandelli, per un posto tra gli attaccanti della nazionale, è una. José Angel in difesa, è un'altra. Le critiche a Luis Enrique, ancora un'altra. Dall'altra sponda, poi, c'è il semi-litigio avvenuto tra Reja e la città: di cui proprio non si capisce l'origine. Lui, veramente, è una persona a modo, per bene, che non parla mai a sproposito e nemmeno riesce ad alterare il tono della voce, figuriamoci le espressioni. Sarà per Zarate all'Inter? Mah. Premetto che io sono l'autrice del libro su Zarate ("Così parlò Zarate", Limina, gennaio 2010), perché durante la sua prima stagione alla Lazio, il talentuoso argentino ha fatto miracoli, contrapponendosi addirittura a Totti, e sostituendo il mito ormai lontano di calciatori biancocelesti del passato. Ma, poi, bisogna ammettere, dopo quest'annata iniziale, c'è stato il vuoto. Fisico, tecnico, intellettuale.

Per il resto, sono andata alla presentazione della Montepaschi Siena di basket, la settimana scorsa. E per un palazzetto di 7000 persone è stato allestito uno spettacolo veramente bello. Con il presidente della Mens Sana che, nel suo discorso iniziale, ha ringraziato tutti. Ma proprio tutti, pure quelli che puliscono. E con la squadra che girovagava per il parcheggio, salutando i tifosi, parlando con la gente, fino ad un minuto dall'inizio della cerimonia. Roba che da noi, nel calcio, sarebbe impensabile, neppure per una squadra di serie B.

Ps: Però, beh, ecco, in questa pausa di campionato, per chi è dalle parti di Pesaro, venerdì sera presento il mio "Prossima fermata: Highbury" (edizioni Scritturapura, 2010), al Festival del Racconto Sportivo (si chiama Overtime, ed è la prima edizione), e sul palco con me ci sarà Giancarlo Padovan (anche firma del Fatto Quotidiano), oltre a un allenatore (una sorpresa, per ora, il nome) che ha calcato i campi inglesi.

Greisonanatomy



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Commenti

L'Udinese senza giocatori di Udine non è quella che sembra.
In passato era diverso


Forza, dai chwe in questi giorni ci sarà un giro di panchine.....


Ci sono squadre che stanno portando a casa, più dei risultati, uno spessore che altre non hanno: chi migliora, chi cresce, chi manterrà una buona classifica, sono quelle che hanno riempito i buchi che avevano lasciato nello scorso campionato, e sono cresciute rispetto all'anno scorso. Quindi: Atalanta, Cagliari, Napoli. Altre che hanno fatto ribaltoni o acquisti smisurati, no.

Il basket, ok, è bello da vedere e frequentare, ok, ok. Però, il calcio...(sospiro).


W il basket.
se si sta in mezzo a loro una volta non sembra neanche si tratti di uno degli sport più seguiti in italia!


Ciao Greison, complimenti per il tuo blog, lo aspettavo. Non sapevo scrivessi sulla gazzetta. Mi toccherà comprarla, nonostante la roma è quasi ignorata.
Il tuo modo di scrivere mi crea dell'acquolina in bocca. Hai un modo di parlare di calcio diverso dal solito. Complimenti.

Effettivamente, non riesco neanche io, ad emozionarmi con la nazionale. Sono nazionalista, ma le nazionali di lippi e una federazione a dir poco, stantia, sono riuscite a spegnere i miei entusiasmi, nonostante i risultati. Ho fiducia in Prandelli, e in una nazionale giovane, che un giorno, spero, con il bel gioco ,con un calcio fatto di agonismo, fantasia classe e cuore,tipico dell'Italia, sappia riaccendere il mio spirito nazionale.

Ranieri, che dire, gli hanno messo in mano squadrette, interessanti, chelsea, juve e roma. Ma effettivamente lui, non sazio, dei brillanti risultati raggiunti, nonostante le squadrette allenate, voleva di più. Ora, finalmente, è stato accontentato, una vera squadra. Dai, facce vedè chi sei, a fenomeno.


Ranieri non può fare così. Sembra sempre che si tenga dentro qualcosaa. Prima o poi esplode. E invece poi fa il diplomatico. Ma è rosicone come dicono a roma.


Purtroppo, nel calcio di oggi, conta solo il risultato e nessuno pensa più a far divertire la gente. Non ha più importanza se il pubblico va allo stadio, o da un'altra parte. (Zdenek Zeman, ultimo romantico)


E brava alla Greison