VI SPIEGO COS'E' IL DEFAULT

Intervista a Roberto Petrini - 27 Settembre 2011

Il debito privato si è trasformato in debito pubblico dopo la crisi dei subprime statunitensi. Oggi, l'era della finanza globale ci espone a questi rischi: esistono tre tipi di default. Il caso Argentina rimane l'esempio più recente, quando i risparmiatori persero il 75%

VI SPIEGO COS'E' IL DEFAULT
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Roberto Petrini Cosa significa default?

Default significa fallimento. E' un eufemismo aiutato dall'inglese e dalla brevità che favorisce i titoli dei giornali. Ma mentre per il fallimento privato il diritto commerciale detta regole precise, per gli Stati le definizioni e le regole le dettano i mercati e la comunità internazionale. E tutto è più incerto.
Esistono tre tipi di default.
Il primo viene accertato e definito dalla società di rating, le famose tre sorelle del rating, Moody's, Standard and Poor's e Fitch, che interpretano il default in modo piuttosto ampio. Ovvero anche situazioni meno drammatiche della chiusura del ministero del Tesoro o delle file davanti alle banche, vengono bollate come default.
Loro sono pronte a parlare di default, ad esempio, se lo stato non paga una cedola di un titolo; se rinvia la scadenza del rimborso; se si decide - come prevede il piano greco - di scambiare titoli di 4 anni con titoli di 30, o con cedole più basse o con un rimborso tagliato alla scadenza. Il tutto per una perdita del 21 per cento.
In particolare le tre sorelle del rating sono pronte ad emettere il giudizio di fallimento, in codice SD, selective default, anche se lo scambio proposto dalla Stato non è obbligatorio per chi ha in mano i vecchi titoli.
Quindi quando sarà varato definitivamente il piano di swap greco, ovvero di scambio di vecchi titoli con quelli nuovi, le agenzie metteranno la Grecia in SD. Sarà probabilmente un SD che durerà una settimana o poco più, ma in quei giorni i titoli greci non potranno essere "scontati" come collaterali presso la Bce e di conseguenza ci sarà una crisi di liquidità. Per questo motivo si attende il varo del Fondo salva stati che questa settimana dovrà essere approvato dal parlamento tedesco e da altri parlamenti, in modo da avere uno strumento in grado di fornire liquidità nella fase di questo default pilotato o previsto.

Il secondo tipo di fallimento?

Il secondo tipo di default è più critico: scatta se lo Stato propone obbligatoriamente ai sottoscrittori di partecipare allo scambio di titoli vecchi con nuovi meno convenienti, con scadenze più lunghe o con cedole più basse. Ebbene l'obbligatorietà dell'offerta dà diritto a chi si è assicurato contro il rischio default comprando un Cds di riscuotere il risarcimento. Lo scenario sarebbe piuttosto grave perché le somme esigibili sarebbero molto alte e potrebbero essere coinvolte anche le società emittenti.

E poi c'è il caso Argentina...

Terzo caso, il caso Argentina. Lì lo Stato un giorno decise di non pagare più cedole e non procedere ai rimborsi. Dopo qualche tempo i vecchi titoli furono scambiati con una perdita del 75 per cento.
Purtroppo l'era della finanza globale ci si espone a questi rischi e dovremo familiarizzare con la parola default. Il debito privato si è trasformato in debito pubblico dopo la crisi Usa dei subprime, la finanza derivata amplifica i rischi. Non è bello a dirsi, ma se qualcuno cercava una chiave per descrivere i nostri anni, l'ha trovata: è l'era del default.



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Commenti

Sì, và bene. In sostanza il default è quando manca la capacità di pagare i debiti.
Ma chi ha causato questa mancanza di capacità e, di conseguenza, la possibilità di default? A mio avviso, i mutui Subprime delle banche USA. In pratica, l'Europa ha trasferito ricchezza alle banche USA in cambio di nulla.
Come è potuto accadere? La "finanza creativa", tanto sbandierata dai finanzieri, è sfociata nella messa in circolazione dei Mutui Subrime. Le banche USA hanno messo in vendita pacchetti di "titoli tossici" (leggi me*da) che le banche europee hanno pagato con soldi buoni (Euro). Le banche europee non potendo risquotere i titoli "me*da", sono entrate in crisi di liquidità. Gli Stati europei hanno sostenuto le banche con soldi pubblici scaricando il costo sui cittadini e per i cittadini è arrivata la crisi.

In breve il giro dei soldi: banche USA vendono "me*da" alle banche europee - banche europee vanno in crisi - stati europei rifinanziano banche con soldi pubblici - cittadini con meno soldi in tasca.
In definitiva i cittadini europei hanno regalato un mucchio soldi agli USA.

I nostri grandi "Soloni" della finanza si sono fatti fregare.

O c'è stata connivenza, e allora vanno messi in galera, oppure l'hanno fatto per incapacità, e allova và fatta una legge che punisca l'idiozia.
In entrambi i casi non devono più farsi vedere.


Fondo salva stati!!!!!!
Berlino, 27 set. (TMNews) - Durissima presa di posizione del ministro delle Finanze della Germania, Wolfgang Schaeuble sull'ipotesi di aumentare la mole del fondo europeo salva Stati: "una idea stupida" e "priva di senso", ha detto durante una conferenza a Berlino, in riferimento alle ipotesi che circondano lo European Financial Stability Facility (Efsf). "Se ne aumentassimo il volume, e non capisco come chiunque della Commissione possa avere una idea così stupida, il risultato sarebbe che gli Stati membri con la tripla A metterebbero a repentaglio i loro rating. Così non funziona - ha detto Schaeuble - non ha senso". (fonte Afp)


Lo chiamano "risanamento" e questo ci dice che facce di corno hanno e che pelo sullo stomaco, ci dice che dobbiamo arrangiarci non so nemmeno io come, ma non aspettiamoci nulla da nessun politico, prepariamoci a qualcosa di molto peggio del comunismo russo o cinese. Piuttosto mi sembra una mostruosa mutazione che partecipa del peggio dei due totalitarismi. A questi del governare non interessa nulla, distruggono, rapinano e via verso nuove rapine, un po' barbari, un po' biscazzieri e molto terroristi.

La follia di aver finto di credere che i mercati si potessero autoregolare, la stiamo pagando noi e la pagheranno i nostri figli ed i nostri nipoti.

A noi tocca anche sentire l'imbecillità che i "mercati vanno rassicurati" Imbecilli!! Un cavallo impazzito non lo rassicuri, lo domi o lo abbatti prima che faccia troppi danni.

Mi spiace immensamente di dovere assistere a questa sporca follia.Fonte..
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums


Coraggio, il meglio e' passato:
http://ilquartomaniero.wordpress.com/2011/09/27/the-real-world-order/#more-85


Secondo la Banca d'Italia il patrimonio netto delle famiglie italiane ammonta a 8.600 miliardi di euro. Il 10% delle famiglie piu' ricche possiede circa il 50% di questa ricchezza, il 20% ne possiede il 60% mentre il restante 80% delle famiglie ne possiede il 40%. Il PIL e' circa 1.700 miliardi e il il debito pubblico e' circa 1.900 miliardi. Il debito pubblico delle famiglie delle aziende degli istituti di credito ammonta a circa 300% del PIL (il solo debito pubblico e' 120% del PIL). Stati come UK e Giappone hanno debiti globali vicino al 500% del PIL. Chi ha davvero il debito se abbiamo complessivamente una ricchezza di 8.600 miliardi (4 volte il PIL)? Inoltre se il patrimonio del 20% delle famiglie piu' ricche (5.300 miliardi) fosse tassato al 1% avremo trovato gia' i soldi della manovra. Nunzia Penelope scrive in Soldi Rubati: “Ogni anno in Italia abbiamo 120 miliardi di evasione fiscale, 60 miliardi di corruzione, e 350 miliardi di economia sommersa, pari ormai a quasi il 20 per cento della ricchezza nazionale. Ma varrebbe la pena di aggiungere gli oltre 500 miliardi nascosti da proprietari italiani nei paradisi fiscali e su cui non si pagano tasse. Sessanta miliardi di corruzione e 120 di evasione fanno 180 miliardi l’anno. In 10 anni sarebbero 1800 miliardi: esattamente quanto l’intero stock del debito pubblico”. Ecco, io vorrei che qualche economista come Lei ci dicesse come possiamo riavere questi soldi rubati indietro.


Scusa ma non mi tornano i conti: la popolazione è 10% 20% 80%=110% mentre la ricchezza è 50% 60% 40%= 150%. Sbaglio o forse i dati non sono proprio giusti?


Aaahhhhh! Angelo...

il 10% della popolazione ha il 50% della ricchezza
il rimanente 90% delle famiglie possiede l'altro 50%

oppure

il 20 % della popolazione (che comprende il 10% di cui sopra) ha il 60% della ricchezza
il rimanente 80% ha l'altro 40% della ricchezza


..non so quanto approvare questa descrizione della situazione, a me sembra piuttosto che identificare la spiegazione nel trasferimento del debito privato nel debito pubblico, il contrario.. mi sembra che piuttosto il debito pubblico accumulato negli anni, con il default, inevitabilmente, si andrà a riversare nel debito privato dei cittadini.. che volenti o nolenti, si troveranno o dover pagare pegno..


Cos'è il default? Semplice, quello che stiamo vivendo in questi mesi.


una volta il dollaro era basato sull'oro. Chiunque poteva cambiare un dollaro in oro. Poi si è pensato che tutto questo era inutile, per garantire il valore della moneta, bastava la solidità dell'economia del Paese emittente. Poi si sono inventati i cosiddetti "prodotti derivati" e si è amplificato il volume monetario siano a 25volte il PIL MONDIALE. Domanda: com'è possibile appaiare il valore delle monete alla realtà economica, quando questa disparità è di 25 volte? Vogliamo davvero credere che chi ha lanciato la speculazione dei derivati in USA si sia "lasciato prendere la mano per colpa di Internet"??? Mi domando se chi ha fatto questa osservazione sia sano di mente. In USA sono qualificabili in qualsiasi modo, salvo che siano degli sprovveduti. Da quelle parti ci sono "menti finissime", non travet stupidotti.


L'Italia è già in default


Speriamo non finisca come in Argentina


Purtroppo sarà peggio. L'Argentina è un grosso paese sudamericano e come gli altri nella regione, ricco di risorse, non ha dipendenza energetica, anche andando in banca rotta dopo qualche anno si riprendente, purtroppo in Italia abbiamo una grossa dipendenza energetica, di risorse non ne parliamo, puoi farne a meno della energia elettrica in sudamerica ma in Europa muori di freddo. L'industria in Italia ormai è morta! in Sudamerica si può ancora "fare" in Europa è tutto già stato fatto e quindi l'investimento guarda altrove.
(Scusa l'italiano)

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