Se queste sono le donne...

di Francesco Formisano - 25 Settembre 2011

...io sono il peggior maschilista!

user-pic L'altra sera Gianluigi Paragone, conduttore de "L'ultima parola", ha mandato in onda un'intervista alla escort Terry de Nicolò, che ha fatto molto discutere i presenti, ed in particolare ha indispettito esponenti del centrodestra.

Uno su tutti, Alessandro Sallusti, che messo alle strette non sapeva quasi come architettare la nuova pratica difensiva per il suo padrone. Allora messe nel miscuglio frasi come "siamo giornalisti liberi, non al seguito delle procure" e "vediamo come si spendono i soldi privati di B." ha cercato di invocare la solita par condicio, come a dire "Avete fatto questo servizio, ma adesso pretendo uno su Penati"; non si riesce -neanche davanti all'evidenza- ad ammettere delle nefandezze enormi, ma si è lucidi per operare una distinzione tra le 2 persone collegate dal filo telefonico; chi sta da un lato (B. in questo caso) sarebbe la vittima, chi dall'altro (Tarantini o altri) sarebbero i faccendieri disposti a tutto per scalare la vetta del successo.

La stessa vetta di cui parla la De Nicolò, in base alla quale farebbero il Tarantini una persona invidiabile, che vive i suoi giorni da leone e non "da pecora" come farebbero gli altri, che è al corrente della ricetta per i soldi e il successo. Ma in effetti la Terry riconosce il valore della bellezza ("Come dice anche Sgarbi", il chè è tutto dire) dato solo a pochi (paragonato al ruolo del medico), e che pertanto va valorizzato; "Ma chi non andrebbe di corsa da Silvio" si domanda. Infine per le "racchie" il consiglio di starsene a casa, perchè "a chi vuoi che interessi"?

Insomma ecco delineato il quadro di una nazione intera(o la maggior parte), figlia di una generazione cresciuta con il mito dei calciatori e delle veline, delle soubrette e di gente dello spettacolo, sempre divertenti e sempre al centro del gossip. I veri valori sarebbero la bellezza, la possibilità di comprarsi il vestito di almeno 1000 euro per andare in un certo modo ad una festa, il "saper passare perfino sui cadaveri" altrimenti non si va in alto, perchè è giusto che chi riesce a vendere anche la madre, senza il minimo scrupolo, deve avere di più. Insomma una volta c'erano l'onestà, l'uguaglianza, il lavoro inteso come capacità di saper soffrire per guadagnare il "pane quotidiano"; tutti principi soppiantati dalle vere cose importanti di cui sopra, che vengono visti ora dalle stesse persone dell'intervista come un freno alla possibilità di arrivare in alto. Che poi arrivare in alto a quale proposito...

Ps: sono consapevole che non è questo il pensiero dominante delle donne (o forse si?), ma sono altrettanto consapevole che davanti ad una donna come questa è condizione necessaria e sufficiente comportarsi come il peggior maschilista dell'universo, per farle capire come venivano trattate le sue ave, e quanto hanno lottato le loro mamme e nonne per avere un minimo di dignità e rispetto; non è giusto che vengano messi sotto i tacchi (a spillo, molto in) anni e anni di lotte per delle aspirazioni prive di buon senso e moralità.