Non si allenta la tensione in Val di Susa, dove continuano a registrarsi scontri tra manifestanti No Tav e forze dell'ordine. Qual è la situazione attuale? I media non ne parlano quasi più...
"Certamente,
la tensione è sempre elevata nella zona dello "pseudo cantiere", perché ricordiamo che
quello in Val di Susa non è un vero e proprio cantiere ma è soltanto un'area recintata, e in tutti questi mesi non si è fatto altro che mettere e togliere reti per dimostrare in qualche modo di volere iniziare un'attività... Comunque,
la gente non molla, ogni giorno c'è qualche iniziativa di protesta, qualche provocazione, giusta o sbagliata che sia, ma questo - secondo me - ha un grande significato perché tiene alta l'attenzione sull'indifferenza delle Istituzioni di fronte al problema di base:
l'opera serve o no?. Questo è il punto fondamentale. È inutile che trasformiamo ogni giorno qualche scaramuccia in una questione di ordine pubblico, questo verrebbe dopo, prima bisogna affrontare la questione dell'opera: serve o non serve?
Quali sono i dati o meno a supporto di questa scelta? Quali sono gli
scenari economici pesantissimi, che graverebbero sul Paese, peraltro in questo momento di estrema difficoltà, e solo dopo che ci saranno
risposte precise, rigorose, con dati di supporto, con un serio dibattito a questa domanda, una volta che ci sia una decisione ragionata, si potrà discutere del rapporto con la popolazione. Invece
questa fase continua ad essere ignorata, nonostante
l'appello al Presidente della Repubblica, sottoscritto da 135 docenti universitari e ricercatori di tutta Italia, presentato il 26 di Luglio ma rimasto ancora senza risposta, dove
si chiede proprio questa analisi dei dati ormai come questione di metodo, non è questione ormai di democrazia, qui prima di tutto è
una questione di metodo scientifico."
Dicevi di uno "pseudo cantiere". Proprio in relazione a questo, qual è lo stato dei lavori? Gli operai hanno iniziato a scavare?
"Siamo lontanissimi dalla fase di scavo, qui si tratta semplicemente di
un'opera di propaganda per dimostrare all'Unione Europea che c'è la volontà di andare avanti, ma in realtà
non c'è nessuno scavo, c'è una zona di boschi semplicemente recintata e presidiata dalle forze dell'ordine, dove eventualmente in futuro si dovrebbe iniziare a scavare
il tunnel esplorativo, vale a dire non il vero e proprio imbocco del supertunnel da 57 chilometri, ma semplicemente un tunnel di servizio che servirebbe per verificare le condizioni geologiche, geofisiche della roccia che potenzialmente potrebbe essere attraversata dall'opera definitiva.
Quindi
siamo in una fase estremamente "marginale" dell'opera stessa, qui non si sta bloccando un progetto che è già partito e di cui si sono realizzate parti importanti, siamo veramente ancora alla fase delle cartine con una riga tirata sopra."
La situazione resta tesa. Cosa prevede per l'autunno? Quali soluzioni si potrebbero mettere in atto?
"La gente continua a far sentire la propria voce e soprattutto
ha sempre meno fiducia nelle Istituzioni, perché il muro di gomma che viene costantemente elevato di fronte alla legittima richiesta di un'analisi ragionata e ragionevole delle motivazioni dell'opera, chiaramente porta le persone all'esasperazione. Non c'è verso di avere forze politiche e istituzionali che scendono al confronto sui dati fondamentali dell'opera.
Quindi da un lato, abbiamo la protesta popolare che continua a crescere e, a mio parere,
non lascerà certamente la presa nei prossimi mesi, con costi peraltro anche elevati per tutta la gestione delle forze di polizia che sono coinvolte in questo assurdo e surreale scenario. Dall'altro, c'è anche
un aspetto legato alla maturazione, anche tecnica, del mondo scientifico su questo problema, tant'è che proprio domani, 26 agosto, verrà inaugurato tra Venaus e Bussoleno il "
Forum Internazionale contro le Grandi Opere Inutili" che è un momento di riflessione proprio sull'attuale gestione di queste grandi opere di cui
la TAV Torino - Lione è solo un simbolo, ma che annovera purtroppo molti altri esempi in Italia."
John Maynard Keynes, grande economista alla sfida con la grande crisi, diceva:
"Meglio scavare buche per farle riempire di nuovo, piuttosto che lasciare lavoratori disoccupati."
Noi invece abbiamo Luca Mercalli che si chiede: "la Tav serve o non serve?"
E fomenta la rivolta.
Ecco, noi, alla sfida con la recessione globale, abbiamo non Keynes, ma Luca Mercalli...
Che brutto tempo che fa.
guarda che le opere pubbliche previste da Keynes davano lavoro e reddito ai cittadini, non alle mafie e ai corrotti, poi era la prima metà del secolo scorso.
Immaginavo che Luca Mercalli dovesse avere qualche fan...
Poche storie, Fabrizio. Se la tua preoccupazione si chiama mafia e corruzione, la soluzione non è non fare la Tav, ma farla con attenzione. I controlli ci sono, i controllori pure: magistratura e forze dell'ordine.
Se Luca Mercalli non vuole la Tav, proponga un'alternativa altrettanto valida in termini economici.
Hai voglia se l'abbiamo scavata bella la buca in Italia, è profonda 2.000 miliardi. Con altri due o tre colpi di pala si va un po' più giù. Poi a riempirla ci penseremo più avanti, ci sono i figli, i nipoti.
E poi è vero, quello che ci manca in Italia è l'Alta Velocità. Vuoi mettere adesso con quando da Firenze arrivavo a Milano in tre ore! Tre ore! Una eternità.. Adesso in un'ora e quarantacinque sono lì, una figata. Quanto ci è costato il giochino..? Ma chi se ne frega, era un'opera necessaria, per rilanciare l'economia.
Ottimo pezzo, l'ho sempre apprezzata per chiarezza e onesta intellettuale. Grazie Dott. Mercalli
Mercalli chiede solo che si analizzi la situazione in modo ragionevole. Basta propaganda, da ambo le parti
Caro Mercalli, anziché fare affermazioni simili, perché non porta lei, che è ostinatamente contro, i dati che suggeriscono la non fattibilità dell'opera? A me sembra che le motivazioni di voi No Tav siano solo fuffa...con rispetto
Ben detto, caro @Quasar. In Francia hanno esattamente la nostra stessa situazione, ma da loro non ci sono questi problemi. Come mai???
@Quasar. Esiste un'enorme mole di dati, ricerche, analisi contro il TAV, sia in forma cartacea che elettronica. E' sufficiente non essere pigri e fare una ricerca in Internet, si troverà di tutto e di più.
Ancor meglio, se uno non vive troppo lontano, sarebbe venire a rendersi conto di persona della situazione: l'accoglienza sarebbe sicuramente cordiale e gentile. Poi se uno è prevenuto ...
@Trenno: si vede che Lei non ha mai sentito parlare di José Bové o, negli ultimi tempi, di Hendaye ...
Sereni giorni a Voi
leggo in ritardo questa discussione, ma non riesco a non rispondere...
dunque provo ad essere il più breve possibile...
le motivazioni..
Economiche:
investimento non giustificato dai volumi di traffico attuali nè tantomeno dalle previsioni future. immenso sperpero di soldi in un territorio che avrebbe bisogno di ben altri investimenti. I soldi per tale opera non ci sono, i debiti ricadranno sulle generazioni future.fin da quando si è iniziato a parlare di tav in Valsusa (sono passati di venti anni!) in molti avevano dei dubbi sulla sensatezza di un investimento simile..bisognerebbe chiedersi perchè non ci sono privati che investono..
i costi di gestioni di tale opera sarebbero elevatissimi ( manutenzione, raffreddamento del tunnel etc.)
Ambientali/Salute pubblica:
quanto successo nel Mugello dimostra come gli scavi per l'alta velocità possano compromettere gravemente le falde acquifere.Ora non sto qua a discutere se la tav nel mugello avesse senso o meno (non è mia abitudine parlare di cose che non conosco), dico solo che il rischio che tutto ciò accada anche in Valsusa è molto elevato.
i primi lavori sono previsti a chiomonte in un'area dove negli ultimi anni si sono spesi molti soldi per rivalutare i vitigni autoctoni.
le vene di amianto uranio e radon all'interno del massiccio dell'Ambin sono documentate (da studi di certo non "di parte") dagli anni sessanta.
la stessa Ltf nello studio preliminare prevede che le polveri causate dagli scavi comporterebbero un aumento di circa il 10% delle patologie cardiache/polmonari.
la valle sarebbe invasa per anni da circa 200 camion al giorno (stime) per il trasporto dello smarino.
potrei andare avanti a lungo e spingermi più sul tecnico (come molti abitanti della Valsusa d'altronde), scrivere del museo archeologico di Chiomonte attualmente occupato da alpini e polizia, raccontare dei trascorsi giudiziari delle ditte coinvolte nei lavori, dei vertici di ltf già condannati..per il momento mi fermo qui..