Il caso Parlanti: l'inizio

di Katia Anedda - 1 Agosto 2011

L'incipit di una vicenda surreale, che ha condotto in carcere un italiano accusato ingiustamente di stupro



Katia Anedda Tutto comincia negli anni '90 quando Carlo Parlanti, dopo l'ennesimo successo professionale, progetti portati a termine con risultati superiori alle aspettative, ci guadagna, un bel "bravo" e il contentino del passaggio a quadro.
Conoscevo Carlo da circa tre anni, di cui due avevo cominciato a condividere la mia vita con lui, dedicava piu' tempo al suo lavoro che al resto del modo, lui voleva vincere. Colleghi molto meno preparati di lui ma con una laurea, ottenevano posti piu' prestigiosi, lui che sacrificava tutto, o quasi, per risolvere tutti i problemi che si presentavano nell'ambito della sua mansione otteneva tanti "bravo" ma "soldi pochi" cosi' come lui stesso se ne lamentava, quando affrontavamo l'argomento. E si, che a quei tempi (parliamo del 1993) Carlo era uno che guadagnava all'incirca tre milioni di lire, che non erano pochi.
Poi la grande svolta, JDEdwards (societa' di sistemi operativi) gli fa un'offerta che non poteva rifiutare, soldi molti di piu' e possibilita' di carriera, cosi' che da il "bye bye" a Nestle' per cominciare questa nuova esperienza.
La JDEdwards lo inviava spesso per dei corsi di aggiornamento a Denver (CO), fu li' che Carlo si innamoro' ancora di piu' del modo di lavorare Statunitense. Certo, lì vigeva la meritocrazia, se eri bravo, eri dentro, se non valevi nulla da un giorno all'altro ti trovavi a casa e senza cassa integrazione; questa era la sua percezione ed era una cosa che Carlo apprezzava molto.
Era il gennaio del 1996 quando decise di mollare da un giorno all'altro JDEdwards, senza dare alcun preavviso e prendere un aereo per Denver, dove, per i tre mesi di permesso mentre cercava lavoro, lo ospito' Marla, una consulente JDEdwards conosciuta nei suoi viaggi di lavoro.
La ricerca di lavoro negli USA non era difficile, la parte lenta era quella burocratica. Uno straniero che e' adatto ad un lavoro non puo' ottenerlo se un paritario indigeno ne ha bisogno, infatti per circa un mese l'azienda che vuole assumere uno straniero deve pubblicare la ricerca di personale per appurare che un indigeno con le stesse caratteristiche non sia "disoccupato". Dopo tre mesi Carlo rientra in Italia, perche' il permesso di soggiorno e' scaduto, ma con contatti e interviste telefoniche gia' programmate. Era il luglio del 1996 quando fu chiamato da una societa' californiana di consulenza per aziende che gli sottopose un'ottima proposta lavorativa.
Nell'Agosto di quell'anno comincia cosi' la sua avventura, con un volo Milano - San Francisco.
Dopo l'assunzione in Dole Fresh Vegetable Carlo si sentiva abbastanza sicuro di volersi integrare con quel mondo e comincio' le pratiche burocratiche per ottenere la green card.
Il preludio del suo incubo inizia in realta' nel 2000.
Carlo, che si distingueva sempre dai suoi coetanei e che trasformava ogni obiettivo raggiunto in un piccolo gradino verso qualcosa di più arduo, pensò che qualcosa nella sua testa non andasse bene, o meglio più che altro ne fu convinto dalle persone che gli stavano accanto in quel periodo. Decise così, come il 90% della popolazione americana, di sottoporsi a sedute di psicanalisi approfittando del servizio offerto dalla sua azienda. Ma questo ve lo faccio dire direttamente da lui, che in quegli anni scrisse, a riguardo, un rapporto:

"Nell'Agosto 2000, mentre passeggiavo nel centro di Monterey in compagnia della mia ragazza Jodie, fummo approcciati da due individui.
Mentre uno ci oltrepassava, l'altro infastidiva Jodie ponendo il suo braccio su ambedue Mi infastidì il contatto fisico e la presenza del suo amico che nel frattempo era passato alle mie spalle.
Avevo bevuto un po' quella notte ed estrassi un piccolo coltello che avevo residuo del nostro weekend di escursione e parapendio. Lo estrassi solo per spaventarli e mandarli via. Per scaricare la mia tensione tagliai le ruote di alcune macchine presenti nel parcheggio. Mi trovai nella stazione di polizia e Jodie pagò per me la cauzione, non ricordavo molto di quell'episodio, e questo mi preoccupò, stavo attraversando un periodo duro e particolarmente impegnativo per un progetto professionale di cui ero Manager. Shirley, del dipartimento risorse umane della mia azienda, mi mise in contatto con EAP e mi fu referenziata, per una terapista, Sandra Hollyngworth. Cominciai la terapia con Sandra Hollyngsworth il 7 Settembre di quell'anno e la diagnosi di lei fu di " Obsessive Compulsion".


Molti pensano che sulla propria vita si possa scrivere un romanzo, su quella di Carlo Parlanti, e' stato scritto un libro di criminologia "Stupro? Processi perversi - il caso Parlanti". E' stata composta una canzone a cura di Riki Ragusa e diversi blog e siti sono nati per dar voce alla sua innocenza. Noi cercheremo di ripercorrere tappa per tappa questa sua storia per meglio capirla e usarla affinche' i nostri figli sappiano e possano evitare un simile percorso.

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Commenti

La vicenda la stiamo scrivendo a parti per non appesantire, naturalmente e' tutto provato da documentazione che potete trovare su www.thepeoplevscarloparlanti.com e www.stuproprocessiperversi.it mi auguro che possiate aiutaci a farla conoscere affinche non esista ancora una "vicenda Parlanti"


E' una vergogna enorme da Paese incivile... Forza Carlo resisti questi sei mesi e poi spero tu possa dimenticare velocemente questa assurda vicenda!!!!!! Anche se so che per te,piu' che per altri,sara' diffficile....Un abbraccio Massimo


Grazie per i vostri commenti, chi vuole puo' scrivere a Carlo

Carlo Parlanti F25457
330-2-20U Po Box 9
Avenal, CA 93204
USA

di certo rispondera' e' molto importante per lui ricevere conforto dalla sua patria


Forza Carlo!


La Rete deve servire anche ad amplificare e a dar voce a vicende come questa...