LA NUOVA VITA DEL PORNO

di Simone Regazzoni - 25 Luglio 2011

Con l'avvento della Rete l'industria cinematografica del porno è entrata in crisi. Il concetto nodale del cambiamento è quello di "user generated content", contenuti prodotti dagli stessi utenti del web. Impossibile limitare la diffusione del porno su Internet. Questo rende ancora più necessario tutelare bambini e ragazzi, incidendo sull'educazione

LA NUOVA VITA DEL PORNO
Simone Regazzoni Com'è cambiato il porno con l'avvento della Rete? Quali trasformazioni ha subito la sua industria?

"L'avvento della Rete e, più precisamente, la nascita di YouPorn e altri tube sites dove si possono vedere gratuitamente filmati porno, ha prodotto la fine del porno come genere cinematografico posto sul gradino più basso nella scala dei generi dopo il melò e l'horror. E' un passaggio cruciale che inizia nel 2006: da quel momento in poi, l'industria del porno vede calare il proprio fatturato in modo vertiginoso. Un'inchiesta del "New York" riporta dati che parlano di un calo degli introiti che va dal 50 all'80 per cento per le grandi case di produzione americana come la Vivid Entertainment. Ora, questa fine del porno deve però esser letta come un fuoriuscire da sé, un andare oltre stesso del porno come andare al di là dei limiti storici di un genere cinematografico. Parafrasando Hegel si può dire che il porno ha il suo prima in un genere cinematografico e il suo poi in una sfera che oltrepassa il genere per assumere nuove forme, sempre più potenti e perturbanti perché sempre meno controllabili. Il porno nell'epoca dei tube sites è il porno nell'epoca della sua liberazione che rende impossibile il controllo sociale del fenomeno porno: non si controllano più la fruizione, la circolazione e la produzione."

Un recente rapporto evidenzia che il 12% dei siti web è pornografico. Il concetto nodale è quello di "user generated content", per cui gli utenti si improvvisano, diventano in qualche modo protagonisti...

""Proprio la rottura del genere cinematografico ha prodotto una liberazione nelle modalità di fruizione e di produzione della pornografia. Oggi un video su You Porn può essere sia uno spezzone di film storico sia un'autoproduzione fatta con un cellulare. Il fruitore può essere egli stesso "attore". Nell'epoca di YouPorn chiunque può fruire, far circolare e anche auto-produrre porno. Il porno diventa così il fenomeno di cultura di massa o pop per eccellenza; accessibili a tutti, anche a livello di produzione, in ogni momento, e in ogni luogo: basta avere a portata di mano uno schermo (computer, cellulare, iPhone, iPod, iPad) per vedere o una videocamera digitale per riprendere."

Questa trasformazione quali problemi pone per la sicurezza dei minori?

"Questo cambiamento, naturalmente, pone un problema che in parte c'era già in passato (perché da quando esiste il porno esiste il problema di come tentare di limitare l'accesso dei minori al porno), ma che oggi assume nuove dimensioni visto che il controllo diventa difficilissimo se non impossibile. La possibilità di accedere alla Rete oggi è tale per cui è assolutamente inverosimile pensare di poter controllare l'accesso dei minori al porno. Il che significa che una reale tutela dei minori oggi, al di là dei divieti, deve passare attraverso un'educazione alla sessualità che accompagni la maturazione sessuali dei minori esposti a nuove sollecitazioni."

Com'è cambiata la concezione del sesso nei giovani?

"Cerchiamo di sfatare un mito allarmista secondo cui nell'epoca della pornografia di massa i giovani sono diventati dei tutti dei bulimici del sesso: siamo semplicemente di fronte a un cambiamento di orizzonte simbolico. La morale tradizionale non è più la morale dominante, i costumi sessuali sono mutati, sono più liberi, per fortuna; si fa sesso a un'età più giovane rispetto al passato e il sesso in generale non è più un tabù. Non si tratta solo di you porn: basta vedere i video di Lady Gaga, basta vedere qualsiasi tipo di produzione cinematografica o di fiction televisiva o di pubblicità: i messaggi sessuali o sessualizzati sono sempre più presenti e sempre più espliciti, impossibile pensare di tornare indietro. Occorre, come dicevo, una nuova educazione a una nuova sessualità e a un nuovo immaginario sessuale. Le nuove generazioni che si confrontano con messaggi di sessualità più esplicita: questo provoca naturalmente una disinibizione dei soggetti maggiore rispetto al passato, ma non è detto che a questo corrisponda una pratica massiva della sessualità. Proprio perché manca un'educazione alla sessualità spesso di questo immaginario ipertrofico poi non si sa bene cosa farne. Ma non c'è nulla di drammatico in tutto ciò. Si tratta semplicemente di imparare a saperci fare con il proprio godimento."



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Commenti

c'è un autore che mi piace molto perchè fa un libro ogni dieci anni ( esagero per rendere la qualità creativa rispetto ad altri autori ,soprattutto diquesto genere letterario che è bellissimo solo quando di grande qualità e che hanno inflazionato per i soliti discrosi del fango del dio mercato in cui ci hanno immersi) ...quest'autore è Katzenbach e nel suo ultimo giallo appena uscito, lo scenario è proprio quello "criminale" ( pari alla criminalità del pazzo che pazzo non è ,di oslo) descritto in questo post per seguire l'evoluzione del "marketing sessuale criminale"....come per le narcosostanze l'evoluzione delle sessosostanze deriva dallo studio del buio della mente che eccita il target e vengono studiati nuovi prodotti in cui il grande fratello o il reality si spinge molto piu in là ,cosi tanto ma cosi tanto da raggiungere clienti disponibili a mollarti accrediti con la carta dalla russia o dalla cina, mentre tu del dio mercato stesso, ti trovi dall'altra parte del mondo,e con tutte le schiave e gli schiavi disponispili, te ne puoi sempre procurare qualcuna/o che ci casca a farsi imprigionare , consenziente o sotto violenza, per far eccitare il tuo cliente con ogni specie di snuff movie in cui spegni lentamente la vita di una/o o piu schiavi ,tanto non ti piglieranno mai , e degli schiavi a nessuno gleine può fregare di meno,perchè piu o meno lo siamo tutti mentre del denaro che hai mosso con questo nuovo "prodotto", sufficientemente numerosi gli operatori interessati , clienti per primi ...mostri piu che paragonabili a quello di oslo anche perchè non verrano mai presi.
Siamo una società di morte,altro che eros ..siamo oltre la fantascienza, anche perchè è tutto maledettamente vero, non è solo un romanzo o un giallo , è il mercato.. bellezza!


Sono padre da diciasette anni e sicuramente ho sempre cercato di informare che cosa sia il sesso e l'uso che se ne può fare. Sono certo che sia importante tutelare i minori relativamente a certe produzioni pornografiche che a certe età non sarebbero comprese per quello che sono. Ma sono sempre più perplesso per la differenza che si fa per un film con contenuti sessuali espliciti (denominati per l'appunto pornografici) e di film pieni rasi di violenza dal primo all'ultimo fotogramma che invece non godono della stessa attenzione delle autorità. Ed includo quelle eclesiastiche. Come se insegnare la violenza, perchè e questo che fanno questi film, sia tutto sommato giusto e non ci sia da vergognarsi. Non è che la vera pornografia sia questa? Rambo, Fast and furios, bastardi senza gloria e chi più ne ha pi ne metta. Film che insegnano che la violenza è bella. E' virile e giusta. Non parliamo poi dei video giochi. Ne ho visti alcuni nei quali si spara al nemico che perde arti, sngue e la vita come ultima frontiera. Ma cos'è la pornografia? Intanto a Oslo c'è chi uccide 76 persone e si sente un eroe (apprendo mentre vi scirvo). Non ho mai sentito di uno che abbia fatto l'amore con 76 vergini dopo dieci anni di preparazione. Che sia il caso di ravvederci? Lo spero.


Finalmente si riporta al centro la questione essenziale: il porno è solo un aspetto, tutti i giorni siamo subissati di messaggi a sfondo sessuale. Abbiamo bisogno di sempre maggiori stimoli...e i nuovi media non fanno che amplificare il fenomeno


Proteggiamo i nostri ragazzi. Gli adulti liberi di fruire del porno come vogliono, bisogna tutelare chi subisce inconsapevolmente messaggi inadatti