Il buco nero sulla Tav: da 22 anni in ballo, ma la politica dov'era?

di Oliviero Beha - 3 Luglio 2011

I governi che si sono succeduti non hanno mai affrontato la questione con gli amministratori locali. Una vicenda che pochi conoscono veramente, grazie al silenzio dei media



Oliviero Beha Sì, certo, società complessa, la modernizzazione, l'Italia che non può rimanere indietro eccetera eccetera. Sì certo, non si vogliono violenze, guai a "centri sociali" la cui denominazione dovrebbe però indurre quantomeno a una maggiore prudenza nel ficcarli tutti nel solito comodo imbuto negativo a priori, e guai alla polizia che carica. Sì certo, non c'è solo l'Italia da questa parte ma anche la Francia dall'altra, e l'Unione Europea che preme, e preme da un pezzo per il fatidico "corridoio" attraverso la Val di Susa. Tutto vero, tutto complicato, tutto dolorante nel corpo sociale, economico,politico del Paese.

Ma tutto in ballo da 22 anni. Dov'era, dove è stata, dove è la politica in tutto questo tempo? Davvero i governi che si sono succeduti e le opposizioni di complemento non hanno trovato il tempo,il modo, l'intenzione di affrontare seriamente la questione con gli amministratori locali, direttamente e necessariamente informati sulla "complessità" della vicenda? Semplicemente hanno rimandato: una politica che non riesce a portare avanti un programma che è uno perché teme le successive e sempre prossime scadenze elettorali, e quindi teme di "lavorare per il Re di Prussia", come poteva dedicarsi a una storia come quella della Tav che scoperchiata può rivelare una o più facce del sistema Paese e del sistema Europa?

Semplicemente, non conveniva a nessuno: meglio che si scazzassero periodicamente gli abitanti delle zone toccate, mentre all'interno magari le gallerie venivano scavate, non combaciavano, i sistemi ferroviari "non si parlavano" perché differenti e via così, la politica con la P maiuscola essendo troppo occupata a difendere le proprie aree di potere e di lobbismi spesso mafiosi o comunque in contatto continuo con la criminalità organizzata. Altrimenti le elezioni non si vincono, nel Paese del "voto libero" secondo la Costituzione.

E i mass media? Quante volte in tv e in prima serata avete sentito parlare in modo chiaro dei pro e dei contro della Tav, delle ragioni del sì e del no? Quante volte in questi anni? E alla radio, seriamente (non voglio autocitare "Radioacolori" o ancora prima "Radio Zorro", per delicatezza...)? Quante volte mentre almeno il web faceva la sua parte la carta stampata senza aspettare le "cronache degli incidenti" ha informato davvero senza tener conto di interessi retrostanti o dietrologie più o meno verificate? Quante volte si è cercato di tenere al corrente la cosiddetta pubblica opinione di come stessero davvero le cose, non ideologicamente ma sostanzialmente, praticamente, a partire dalla necessità reale nel 2011 di un trasporto su merci ad Alta Velocità che fa scoppiare dal ridere gli addetti ai lavori, informati sui numeri risibili della cosa?

Quante volte qualcuno si è affacciato sul buco nero di questa vergogna che va avanti camuffata da impellenze europee scoppiate a quattro giorni da una scadenza che parla di fondi e di impegni senza che gli italiani sappiano bene di che fondi e di che impegni e sopratutto di quali bisogni si parli? Così da indurli a ritenere che siano "quattro, quaranta, quattrocento, quattromila, quarantamila scalmanati della Val di Susa" a manifestare contro il "progresso"? E se fosse "regresso"? Che ne sappiamo in verità noi?

Tratto da Tiscali

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Commenti

Caro Beha, scusi la mia mente semplice, ma a me sembra che i nostri "amministratori pubblici" dell'Amministratore pubblico abbiano poco. Sì, perchè il punto di partenza delle loro decisioni non coincide con le reali necessità del Paese ma coincide con le loro necessità. Dicono: la tale industria ha bisogno di lavorare, allora facciamo 6 - 7 centrali nucleari, oppure: facciamo un buco di 70 km. ecc. ecc.
Non si domandano cosa serva al Paese e di conseguenza che opere mettere in cantiere ma cosa serva alla cricca che li supporta. Della gente non gliene può fregar de meno. Tanto, pensano, sono una massa di scemi.


Pensiamo a quanto fosse considerata inutile,a suo tempo,la Salerno-Reggio Calabria.
La chiamavano l'autostrada dei padroni. Serviva solo ad Agnelli...
Ora, se non ci fosse almeno quella,dovremmo raggiungere la Calabria a dorso di mulo.
Detto questo,mi rifiuto di commentare le fregnacce.Quattrocento feriti? Duecento fra i poliziotti?
Ma chi è che può essere considerato ferito? Pure uno che si è sbucciato il mignolo?
Allora io sono un grande invalido,già che mi sono tagliato un dito sbucciando le cipolle...
Non c'è da aspettarsi serietà nemmeno dallo Stato?


eh già, in effetti adesso per andare da Torino a Lione si passa per le mulattiere. A dorso di mulo.


Vallo a spiegare al genio di "abbiamounabanca" Fassino, che oggi invitava i valsusini, pensa un po', alla ragionevolezza. Alla ragionevolezza... sto cercando di restare calmo. Anni di studi, pareri di esperti, cifre, statistiche, previsioni economiche, valutazioni ambientali prodotte dai NOTAV non contano. Conta la notizia del giorno: quattro idioti scalmanati, probabilmente d'accordo con la polizia. E tanto basta a definire il dibattito. Voi avete la polizia, sul piano militare non c'è storia, ma sarebbe questo il "vento nuovo"? Un vento carico di lacrimogeni? Quousque tandem?


Ho guardato con sufficienza per anni quanto stava accadendo in Val Susa. Guardavo con fastidio i NO TAV quando manifestavano contro quest'opera. Poi ho deciso che se c'erano così tante persone perbene contrarie che manifestavano pacificamente, era mio dovere informarmi sulla questione. Ebbene sul web, perché sugli altri media il cittadino viene tenuto all'oscuro, ho letto e seguito dei dibattiti che mi hanno fatto comprendere che quest'opera è semplicemente una grande sciocchezza che costerebbe (uso fiducioso ancora il condizionale) moltissimo economicamente ed anche ambientalmente. Per cui per bloccare la TAV ci sarebbe solo un modo: informare onestamente sulla Lione - Torino, mettendo in fila i pro ed i contro la sua costruzione. Molti di coloro che oggi sono favorevoli all'opera, se venissero informati correttamente arriverebbero alla mia stessa conclusione: la TAV è un grande imbroglio utile solamente alle aziende costruttrici e al grande capitale.


TAV in Val di Susa, Ponte sullo Stretto...concepiti e voluti dagli stessi affaristi a cui non interessa nulla delle rivendicazioni della popolazione e del rispetto del territorio. Fermiamoli, la loro lotta è anche la nostra


Un'opera inutile, fatta per dar da mangiare agli speculatori. Sempre accanto ai No Tav