SCORIE NUCLEARI IN ITALIA

di Giuseppe Onufrio - 15 Giugno 2011

Troppi i rifiuti pericolosi sul territorio. Il trasporto in Francia per ritrattarli è costoso e rischioso. A Saluggia (Piemonte) le scorie più radioattive. E le paghiamo anche in bolletta

SCORIE NUCLEARI IN ITALIA
Giuseppe Onufrio L'Italia ha detto "no" per la seconda volta al nucleare. Eppure, il nostro è ancora lontano da essere un Paese denuclearizzato. Diversi siti fanno i conti con le scorie dei vecchi impianti, come Caorso (Pc). E gli effetti si riflettono sulle bollette dei cittadini.

Gli italiani pagano ancora il nucleare in bolletta?

Sì c'è una componente in bolletta che riguarda i cosiddetti oneri nucleari e che genera tra i 300/400 milioni l'anno di contributo che deve servire allo smantellamento dei vecchi reattori e alla sistemazione delle scorie, perché una buona parte dei materiali che provengono dallo smantellamento dei reattori sono essi stessi delle scorie che vanno quindi poi messe in un deposito. Al momento i rifiuti nucleari che noi abbiamo sono presso gli impianti nucleari vecchi, tranne le barre di combustibile che è quella parte che era ancora rimasta in Italia e che è stata inviata - credo che gli ultimi treni partano in questi mesi - in Francia per il cosiddetto ritrattamento combustibile.

Qual è il grado di scorie presenti in Italia?

Diciamo che non c'è tanta roba perché se facciamo una valutazione del volume di tutti i rifiuti nucleari provenienti dall'industria e dalla ricerca si tratta, a seconda delle stime, dai 60 a 100 mila metri cubi. Queste stime differiscono per il tipo di tecnica che si può adottare nello smontaggio, nel senso che uno può considerare tutto il volume oppure si possono fare delle operazioni di eliminazione solo degli strati contaminati e quindi dividere le scorie. Una divisione fra rifiuti nucleari veri e propri e rifiuti ordinari.
Di questi 60 o 100 mila metri cubi, che sono quelli che comunque totalmente poi verranno fuori dallo smantellamento, dobbiamo distinguere due categorie. La seconda categoria che è circa il 90% di questo volume ma è il 10% della radioattività. Per questo genere di rifiuti nucleari la linea internazionale è quella di fare dei depositi di superficie, dei bunker e di considerare questi rifiuti come tali per circa 3 secoli. La linea internazionale è quella di dire: siccome l'uomo è in grado di fare dei manufatti che resistano per 3 secoli, questi si possono gestire, quindi il territorio verrebbe vincolato per 3 secoli. Poi ci sono, invece, i rifiuti di terza categoria che sono quelli più pericolosi di cui non si sa bene cosa fare perché si propone da 50 anni di fare i cosiddetti depositi geologici, miniere o andare sottoterra per 700/800 metri, quelli sono il 5% in volume ma sono il 90% della radioattività.
La parte più pericolosa delle scorie è costituita dal combustibile irraggiato, quello già bruciato di cui ce ne erano ancora mi sembra 230 tonnellate in Italia per la maggior parte a Caorso che sono stati mandati in Francia per il ritrattamento, mentre in passato questa operazione veniva svolta in Inghilterra.

Cos'è il ritrattamento al quale le "nostre" scorie sono sottoposte in Francia? E che pericolo c'è nel trasporto di queste scorie (riferito ai treni che attraversano il Piemonte...)?

Noi abbiamo contestato l'invio al ritrattamento che ci costa tra 240 e 250 milioni per le barre che la maggior parte erano a Caorso. Le barre di combustibile vengono mandate in questi impianti in cui vengono sciolte con degli acidi e si separa l'uranio dal plutonio e dalle scorie propriamente dette che poi vengono vetrificate. E' un procedimento che negli Stati Uniti è stato interrotto nel 1977. Un procedimento il cui scopo più fondamentale è quello di estrarre il plutonio che è un elemento strategico che si usa per le bombe e poi viene giustificato dal fatto che secondo chi lo propone, secondo i francesi e anche gli inglesi, renderebbe più omogenee e più gestibili le scorie. In realtà è un procedimento che costa quasi 10 volte lo stoccaggio o in piscina o a secco. Negli Stati Uniti le barre vengono conservate, bisogna cambiare ogni certo periodo i loro contenitori, ma si lasciano così perché è un procedimento costoso, sporco perché laddove si fa questo procedimento industriale ci sono emissioni di radioattività sia in aria che in acqua. E poi comporta il trasporto in andata e al ritorno. Il trasporto è la parte più radioattiva del ciclo del combustibile, comporta dei rischi. Abbiamo denunciato anche rischi di possibili attentati, perché si tratta dei materiali più pericolosi del ciclo combustibile.
Il fatto di non ritrattare il combustibile è anche giustificato da Carter proprio per il fatto che di plutonio in giro ce ne è fin troppo e mentre il plutonio una volta che è separato si può rubarlo in maniera molto facile. Le barre di combustibile irraggiato sono degli oggetti estremamente pericolosi per cui per poter rimuoverlo è molto più sicura la proliferazione se il plutonio rimane mischiato a tutto il resto che invece se viene separato, questo è il concetto!

La Francia e i suoi 58 reattori nucleari. Che fine fanno le scorie francesi. Finiscono nell'oceano?

No, non è così. La pratica di scaricare a mare le scorie di bassa e media attività è stata proibita dalla convenzione di Londra del 1993 il bando è entrato in vigore nel 1996, questo è frutto anche i una campagna che Greenpeace ha iniziato nel 1978.
Per quanto riguarda le scorie a bassa e media attività sia in Francia che in Spagna ci sono dei depositi di superficie, il problema è per le scorie più pericolose, quelle che noi in Italia definiamo di terza categoria. La Francia sta facendo degli studi per fare un deposito geologico che dovrebbe aprire nel 2025. La linea internazionale è quella di costruire dei depositi che siano sempre svuotabili per almeno un secolo perché gli stessi proponenti di queste soluzioni sanno perfettamente che questa soluzione non è ottimale La linea dovrebbe essere quella di fare dei depositi che nel caso in cui in futuro si capisca bene cosa fare, le scorie si possono poi recuperare da dove le abbiamo messe per gestirle in un altro modo.
La Francia sta studiando formazioni argillose, la Finlandia sta lavorando sul granito però dopo 60 anni di industria ricordiamo che il primo reattore è andato in linea nel 1954. Non c'è nessun paese che possa dire: guardate ho fatto così, i risultati della mia soluzione sono questi, c'è una statistica... Mentre le scorie chimiche nella maggior parte dei casi sono inertizzabili, quindi si possono trattare chimicamente per ridurne la pericolosità e quindi renderli più inermi, nel caso del nucleare questo non accade, nel senso che la radioattività decadendo fa trasmutare gli elementi in altri elementi, alcuni di questi sono gassosi, alcuni di questi hanno proprietà chimiche diverse, diventano corrosivi. Noi pensiamo che gran parte della radioattività dei nostri rifiuti è divisa tra Emilia Romagna e Piemonte, tra Caorso e Saluggia in particolare. Il problema è che non sappiamo prevedere quale sarà il comportamento dei materiali che sono a contatto con le scorie nel lungo periodo, quindi non esiste fondamentalmente nessuna statistica che ci dica effettivamente quale soluzione consenta di isolare bene. Gli impianti che noi abbiamo sono tutti ex impianti di produzione e sono vicini all'acqua. L'acqua invece deve stare lontano dalle scorie, l'Eurex che sta a Saluggia anche se non era un impianto di produzione ma è stato un centro di ricerca dell'Enea in cui ci sono ancora qualche decina di metri cubi di scorie liquide che in assoluto sono le più pericolose che abbiamo in Italia, è circondato dalla Dora Baltea. Quindi il problema che abbiamo è che un deposito anche per la seconda categoria che poi dovrebbe ospitare temporaneamente le scorie di terza categoria per capire poi dove dovranno essere messe, deve essere comunque un sito che sta lontano dall'acqua e quindi c'è il problema di andare a nuclearizzare un nuovo sito.

Soddisfazione in casa Greenpeace per i risultati del referendum...

Sì, soddisfazione per il fatto che i cittadini si sono ripresi la libertà di dire no, perché la nostra paura è vero che è stato Fukushima ma credo che su questioni come queste, le questioni energetiche, le questioni che riguardano il futuro a lungo termine nel nostro paese, bisognerebbe riuscire a avere un dibattito vero, non ideologizzato, soprattutto un dibattito che non sia legato a un'iniziativa di un governo che poi viene sconfessato dal governo successivo. Purtroppo in Italia questa possibilità di fare una discussione seria non c'è stata per colpa del governo perché noi avevamo provato anche a interloquire ma non è mai stato possibile.
Quindi i cittadini hanno in qualche modo bloccato un'iniziativa unilaterale del governo che non aveva consenso né tanto nella politica e soprattutto non aveva consenso nella società. Ora speriamo che la palude della politica non blocchi una discussione che va fatta perché una rivoluzione energetica è possibile, è in corso, la Germania ha fatto una scelta molto importante che riguarda anche noi perché significa che il mercato per esempio delle rinnovabili sta per essere modificato da investimenti molto importanti, quindi cosa facciamo noi? Abbiamo un'opportunità sia di rispondere alla sfida ambientale e sia di generare tanti posti di lavoro che soprattutto per i giovani sono posti di lavoro qualificati perché si tratta di settori tecnologicamente avanzati. Se in Italia non riusciamo a fare sistema su quello e mettere insieme una politica seria, credo che avremo perso un'occasione. Quindi da una parte siamo contenti e soddisfatti. Non era facile. Dall'altra siamo impegnati perché questa opportunità che i cittadini hanno imposto alla politica non venga perduta.



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Commenti

Il deposito di Saluggia esiste così com'è da più di 20 anni... Tutti sanno (voi compresi...) che come sono conservate le scorie non va bene. Ma allora perchè non vi date da fare per trovare una soluzione a questo problema???
Non va bene trasferire le scorie all'estero, non va bene costruire un deposito definitivo, non va bene lasciare le scorie dove sono... non va bene niente!!! Ma 20 anni non sono un tempo sufficiente per sedersi ad un tavolo e cercare una soluzione condivisa che vada bene a tutti????
A me pare che l'unica cosa che vi va bene è quella di lasciare le cose come stanno, così che ogni tanto possiate ritirare fuori il problema per spaventare la gente e ottenere in cambio un bel pò di voti e di soldi dalla gente...


Scorie NUCLEARI PIEMONTESI.. le scorie nucleari in PIEMONTE ITALIA sono spesso messe nel DIMENTICATOIO dei giornali cartacei..menomale che esistono i telematici come questo.. di cadoimpiedi..e giornalettismo intopic e similari.. ALMENO con filmati e scritti NON fanno dimenticare..certi fatti di ieri che ricadono per il futuro.. le scrie nucleari d'allora erano già un problema RIMASTO irrisolto ad OGGI ! Menomale che si è votato SI speriamo che altre Nazioni mondiali ci seguano e bandiscano per sempre energia nucleari e naturalmente armi!
Sergio Morando.


Ma quando la tecnologia sarà più efficente fare un cargo e spedire tutto nello spazio direzione buco nero?


Io avrei una domanda per il dott. Onufrio: potrebbe indicare un sito internet (non necessariamente in italiano) che dia informazioni sul nucleare in maniera diciamo (scusate il baffettismo) neutra ma scientificamente solida?
ci sarebbero alcune domande (ad esempio poste dal duo Battaglia-Testa alla puntata di Annozero di qualche settimana fa..) cui sarebbe il caso di rispondere con argomenti seri... ho capito che fatto il referendum si è a posto per un po', ma essere sicuri dei propri argomenti è altra faccenda...


basta pensare a fukushima... cmq il popolo ha detto no al nucleare, per la seconda volta. amen


altro ke domenike ecologike , con tutta sta merda ke c'e' nell'aria forse e' il male minore. basta basta basta


Subito una proposta di legge... Vietato anche solo il passaggio di scorie radioattive sul territorio Italiano.... forza attivisti, abbiamo bisogno di Voi


L'unico sito nucleare in Italia è sul web. Non contamina. Non lascia scorie. Non fonde noccioli. http://www.sitonucleare.it/


E pensa che volevano fare 5 centrali. Adesso il nano i reattori se li può ficcare nel cUl0


Sono fiducioso dopo il referendum. un passo alla volta riprendiamoci l'Italia


Quanto schifo respiriamo? Quanta radioattività c'è nei cibi che mangiamo? C'è solo da farsi il segno della croce.... :-((((((((


Vivo in Piemonte e sono incazzato nero. Nucleare, alta velocità, Fassino sindaco... Emigro!


Direi che è una fortuna che il referendum sia passato. Altrimenti questi porci chissà che merd@ ci portavano nella nazione. Comunque serve un piano per bonificare il territorio.