Ancora oggi si tende a glissare sul fenomeno P2. Importante il lavoro della Commissione Parlamentare, i cui esiti furono però il più possibile oscurati
Vinci: Parlare della P2 e avere la fortuna di stare insieme a Guliano Turone, che è uno dei due giudici che nel 1981, l'altro era Gherardo Colombo che era più giovane, hanno dato inizio a quello che è stato uno dei maggiori scandali della nostra storia repubblicana, la scoperta a Castiglion Fibocchi delle liste della P2 di Licio Gelli, è una possibilità, è un'opportunità per rendere ancora più presente il passato. Io comincerei con una domanda che è sempre uno dei modi migliori di cominciare, ed è una domanda che lo stesso Turone si fa ripensando a quegli anni. Giuliano lei dice: perché questa volontà pertinace di sottovalutare, di ignorare, persino di scacciare dalla mente il fenomeno P2 e tutte le allarmanti vicende connesse che sono emerse negli ultimi 30 anni?
Turone: "In realtà è il motivo per cui c'è questa continua tendenza da molte parti a parlare il meno possibile della P2, cambiando discorso quando viene in considerazione, discende proprio dallo scopo che aveva la P2, che è stato ricostruito dalla Commissione parlamentare di inchiesta: era un organismo di potere parallelo, di potere occulto in quanto aveva lo scopo di poter determinare certe scelte rilevanti per la collettività, passando per percorsi trasversali diversi da quelli istituzionali. Infatti, tutta la documentazione che è stata sequestrata nel 1981 insieme ai famosi elenchi, è estremamente rilevante, è copiosa e descrive determinate situazioni su cui la P2 esercitava questo suo potere occulto. Difatti, c'è tutta la documentazione che riguarda Rizzoli, Il Corriere della sera, c'è un po' di tutto.
Evidentemente avendo questa funzione, questa loggia P2 e avendo al suo interno personaggi di così grande rilievo nel nei vari gangli dello Stato italiano, della società italiana è chiaro che ci sono molti ambienti che preferiscono che si glissi, che si dimentichi e quindi si parli il meno possibile, si rimuova insomma.
Vinci: Mi viene in mente una frase dell'Anselmi che è stata Presidente della Commissione dal 1981 al 1984 sulla quale vorrei che lei facesse un commento. Nel maggio del 1984, quindi in piena bagarre, l'On. Anselmi aveva il coraggio di affermare, intervistata da Famiglia Cristiana: "Questi 3 anni sono stati per me l'esperienza più sconvolgente della mia vita, solo frugando nei segreti della P2 ho scoperto come il potere, quello che viene delegato dal popolo, possa essere ridotto a un'apparenza. La P2 si è impadronita delle istituzioni, ha fatto un colpo di Stato strisciante, per più di 10 anni i servizi segreti, sono stati gestiti da un potere occulto e la forza e il coraggio dell'Anselmi perché si riferiva fondamentalmente a dei governi democristiani e a Cossiga, Ministro dell'Interno nel momento in cui c'è stato l'affaire Moro, il rapimento, l'uccisione della scorta. Un coraggio enorme. E poi Cossiga lungo la strada ha continuato a risorgere, fino a diventare Presidente del Senato e poi della Repubblica, allora uno si chiede: c'è qualcosa che non funziona?
Turone: "Che Cossiga fosse un personaggio enigmatico deriva da tante cose. Enigmatico anche perché non si capisce, si capisce bene che dietro a certe sue azioni, condotte, quelle per esempio di continuare certi discorsi che erano una prosecuzione dei depistaggi che la P2 aveva operato sulle indagini della stazione di Bologna. Mi riferisco nello specifico a quei depistaggi che sono stati documentati e scoperti e si trovano nelle sentenze definitive sulla strage di Bologna. La strage di Bologna, come tutte le stragi di destra, ha trovato un'estrema difficoltà di indagine, i magistrati che se ne sono occupati, specialmente a Roma, a Bologna naturalmente, hanno fatto una gran fatica a tirare fuori qualcosa perché c'era una grossa copertura ed è venuto fuori comunque alla fine, dall'indagine e dalle sentenze definitive, che questo depistaggio era gestito proprio dalla P2, che sono state le condanne definitive di Gelli, Musumeci, Dal Monte, questi depistatori accertati, erano veramente, stavano operando in un contesto che aveva a che fare con il ruolo della P2 dove c'erano poi i servizi segreti, i capi dei servizi segreti. Quello che è enigmatico ma che comunque è invitante è il fatto che poi Cossiga ha continuato a insistere che dietro alla strage di Bologna ci fossero quegli intrighi internazionali, Libano, palestinesi etc. che erano le versioni che usavano i depistatori e sono stati smascherati come depistaggi."
Vinci: Per quanto riguarda il valore che ha avuto la relazione conclusiva dell'Anselmi, il suo intervento sulla Camera sulla P2 nel 1986, c'è qualcosa che è stato importante e che in qualche modo ha interrotto il progetto di Gelli, per cui se noi oggi siamo qui in una fase della democrazia difficile, l'ultimo atto di una tragedia italiana che Gelli avrebbe voluto, la Propaganda 2, quindi questa eversione dell'istituzione dall'interno non si è verificato, possiamo dire grazie all'Anselmi e alla Commissione in qualche modo?
Turone: "Certamente anche la Commissione parlamentare di inchiesta è stata estremamente importante, anche se il suo risultato è stato il più possibile messo in disparte, tant'è vero che il Parlamento se n' è occupato, doveva occuparsene ma l'ha fatto con grande ritardo e infatti questa è una constatazione, la risoluzione che poi è stata assunta alla grande maggioranza è stata anche quella messa un po' in disparte, nel dimenticatoio per cui praticamente quasi nessuno ne ha parlato."
Vinci: Però il lavoro della Commissione che ha sottolineato l'aspetto importante dell'occupazione da parte dei servizi segreti, ha avuto un ruolo determinante perché almeno lì un po' di pulizia si è fatta.
Turone: "Certo, era inevitabile che in qualcosa i risultati si potessero anche sentire, però non se ne sono sentiti abbastanza, secondo me, perché in effetti il piano di rinascita democratica Licio Gelli due anni fa ha detto che è giusto che si stia attuando, che lui contava sul nostro Premier per realizzarlo, e questo non depone molto per un'autentica fine di quel tipo di logica."
Vinci: Per concludere le farei una domanda che entra nel personale e nel politico, nel personale e nel pubblico, nel senso che le ossessioni di Gelli, la rivolgo proprio a lei come Magistrato, erano la magistratura da controllare il più possibile, corrompendo, e i mezzi di comunicazione, all'epoca soprattutto la stampa. C'è sicuramente una continuità che è una continuità, un'ossessione che è un'ossessione politica tra il Gelli e il nostro Presidente del Consiglio.
Turone: "Questo non sono in grado di negarlo, in definitiva il fatto che Licio Gelli abbia promosso sul campo il Presidente del Consiglio dicendo che lui ha persone che possono portare in porto il suo piano di rinascita democratica, evidentemente è un dato di fatto."
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mi sbaglio o nei programmi di licio gelli c'era la distruzione della rai e della scuola pubblica?
siamo in un regime criminale e speriamo che finisca tra poco, sennò è meglio cambiare paese.
peccato per l'audio!testimonianza vitale.da studiare a scuola