
Hanno «fatto uscire pazzo» anche lui. E il premier ora è costretto a elemosinare comprensione dagli altri grandi della terra: perfino da quello «abbronzato». Silvio Berlusconi è ossessionato dai giudici e va in giro di qua e di là a ripetere che il sistema giudiziario italiano è generatore di ingiustizia, per dirla in altri termini. E se avesse ragione? Mi ritrovo così, nella follia dei tempi in cui viviamo, a perorare la causa del premier, proprio ora che si intravedono le luci del tramonto e gli «osanna» di qualche settimana fa si sono abbassati in voci di leggero dissenso, velata critica. Del resto la cautela è dovuta: con i biscioni non si sa mai. Non è il momento, ma io lo difendo lo stesso. E parto dai padri separati. Che ammazzano i figli, la moglie, se stessi. I casi alla Matthias Schepp: padre di due gemelline, scomparse, probabilmente uccise; lui suicida, stritolato sui binari da un treno in corsa. Nella sua vicenda la moglie è stata risparmiata: ma Schepp diabolicamente le fa scontare la colpa di avere causato la separazione, da viva. È solo la premessa della mia difesa.
Gli istituti di ricerca, statali e privati, per fornire un quadro statistico il più dettagliato possibile, osservano, sezionano, analizzano e catalogano per anno, per semestre, per mese, e poi ancora per regioni, province, città e piccoli centri, per sesso e per fascia d'età, di reddito, di scolarizzazione, i più diversi aspetti della vita quotidiana degli italiani. In tali statistiche, tanto minuziose e capillari, continua però a mancare la voce relativa e specifica ai fatti di sangue legati alle separazioni. Perché? Dimenticanza fortuita o volontà precisa? La spiegazione dei media in occasione di ogni fatto di sangue fra separati è sempre la stessa:
gesto isolato di un folle. Non si analizza mai il fenomeno nel suo insieme, ma se i cosiddetti «gesti isolati» si ripetono a migliaia, significa che il sistema non funziona come dovrebbe.
Chi muore per l'uso di
anabolizzanti nel culturismo e nello sport agonistico in generale non è definito «pazzo» e dopo si cercano le ragioni, i responsabili delle (centinaia) di morti in certi studi medici, in certe palestre, in certe farmacie. Non si archivia frettolosamente come
pazzo il debitore disperato che uccide l'usuraio causa della sua rovina: la collettività è piuttosto solidale, può nascere un
numero verde anti-usura, si stanziano fondi, si creano fondazioni antiusura. E sulle
stragi del sabato sera: non sono definiti malati di mente i ragazzi che muoiono in auto dopo avere trascorso una notte in discoteca. E le discoteche difatti sono oggetto di provvedimenti legislativi finalizzati ad arginare il fenomeno negativo: orari di chiusura definiti per legge, limite al livello dei decibel, stop anticipato alla vendita di alcolici, controlli per la diffusione di stupefacenti. Così accade che quando la gente muore uscendo dalle discoteche si cercano i motivi nelle discoteche, quando invece la gente muore uscendo dai tribunali i motivi si cercano nei disturbi mentali della gente.
Facciamo un passo indietro, anzi dentro. Entriamo in un tribunale per una
causa di separazione. La maggior parte di esse termina con un affido dei minori alla madre e con un assegno che il padre deve versare. Primo paradosso: gli uomini sanno già di avere
un'altissima percentuale di possibilità di perdere la causa solo perché appartenenti al sesso maschile. L'esito di questo processo è la perdita del contatto quotidiano con i propri figli. Qui siamo al secondo paradosso: la sentenza solitamente ottenuta da un padre separato gli impone di considerare «
normale ed obbligatorio» quanto il diritto e la psicologia definiscono lesivo dei diritti e della stabilità del minore. Un genitore non separato che volesse trascorrere con il proprio figlio un week end ogni quindici giorni, dalle sei alle otto ore nei pomeriggi infrasettimanali, una settimana in inverno e due settimane d'estate, verrebbe considerato - dagli psicologi, dagli avvocati, dai periti, dagli assistenti sociali - un «
genitore trascurante». In un giudizio di separazione se questa fosse la sua scelta, essa lo farebbe definire «
genitore inadeguato». Un genitore separato che non si accontenta di trascorrere con il proprio figlio un week end ogni quindici giorni e sei, otto ore alla settimana, sette giorni in inverno e quattordici d'estate, è considerato un genitore che non vuole adempiere alle statuizioni giudiziarie e dunque «genitore conflittuale», «potenzialmente abusante», «inadempiente». E in un giudizio di separazione ciò lo farebbe definire genitore «inadeguato». È da uscirne pazzi. La follia dunque può essere attribuita solo a chi compie il gesto materiale di uccidere i propri familiari e poi se stesso? O forse a tutto un sistema che vive anche economicamente creando un conflitto che poi deve gestire? Poveri padri e povero Berlusconi.
Bell'articolo, complimenti.
A parte il riferimento a Berlusconi nel finale - di cui non si coglie in effetti l'ironia - per il resto condivido completamente il ragionamento.
Non sono un padre separato (per mia fortuna), non di meno il fenomeno è davvero una tragedia sociale di proporzioni vastissime. Uno dei tanti frutti avvelenati di un'ideologia, il Femminismo, e della lobby che lo sostiene (che è responsabile in modo diretto ed indiretto di tutta questa folle legislazione antimaschile in ambito familiare - e non solo). Prima o poi sarebbe il caso che qualcuno si rendesse conto che se non si estirpa quella malapianta, sarà inutile ed ozioso lamentarsi della velenosità dei suoi frutti.
sommesso suggerimento per tutti : MASSIMO RECALCATI, elogio del fallimento ..ho lasciato qualche traccia anche nel mio blog ..è ovviamente indirizzata di piu e di piu agli uomini, per la figura archetipo padre , saturno , crono, presa delle stesse malattie degli dei negli uomini, e acutizzazioni in un periodo come il nostro dove a proposito di 2 giugno e milie ignoto, sarebbe meglio fare un altro monumento al limite ignoto, ma considero quelle letture di Recalcati importanti ad un piu ampio livello , liberta interiore per la formazione del saper essere che significa anche saper fallire, come saper fallire , con quali strumenti introspettivi di pensiero , di conoscenza del proprio profondo, di conseguente fuga dai modelli dominanti che hanno determinato , vuoi come archetipo, vuoi come contemporaneità da societa violenta , il fallimento stesso.
http://in1specchioin1enigma.blogspot.com/search/label/Recalcati Massimo
"Contento Nestola, ora?"
Non è necessaria l'ironia, non deve dare la caramella al bambino capriccioso.
Mi sembra che citare il lavoro altrui quando vi si attinge sia buona regola nonchè cosa corretta, sbaglio?
"Dice di concordare in pieno. Con cosa? Con gli sputi in faccia del gentilissimo Ferdinando?"
Ma chi si riferisce agli sputi? Interpreta male, mi creda.
Il sig. Ferdinando, inutilmente volgare ed aggressivo (a mio parere, s'intende: se vuole, Ferdinando, aggredisca ed insulti anche me), ha postato il commento diverse ore dopo il mio, non avrei potuto per nessun motivo concordare riferendomi a lui.
E, sinceramente, dopo averlo letto concordo ancora meno.
Concordo in pieno - e non potrebbe essere diversamente - col tenore del suo articolo, con la necessità di contestualizzare un evento delittuoso, con la miopia del circoscrivere a "gesto isolato di un folle" una scia di sangue che conta migliaia di episodi
Colgo l'ironia del paragone col Cavaliere e con la sua fobia per le regole del vivere civile
Si lamenta pure oltreoceano, i giudici dovrebbero accanirsi un po' meno, indagare un po' meno, intercettare un po' meno ... a lui l'idea di compiere un po' meno reati non lo sfiora affatto
"Alla faccia della conflittualità… Bell’esempio pure voi"
Nessuna conflittualità, mi dispiace ripeterlo ma è stata lei ad interpretare male
Gentile Carlotta, avrei evitato di postare un commento pubblico se fosse stato possibile un contatto privato.
Non abbiamo trovato riferimenti personali quindi abbiamo scritto alla redazione per alcune precisazioni, senza ricevere risposta
Volevamo chiarezza, niente di più e niente di meno
Pace?
Premetto che non ho MAI usato i toni con cui sto per esprimermi:
Mi trovo assolutamente concorde sul fatto che se una legge costringe un padre ad essere un padre assente, c'è qualcosa che non va, ma per fortuna, come ha precisato Fabio, le cose stanno cambiando.
Per il resto sono esterrefatto di come una persona possa concepire un mare di assurdità simili tutte in una volta e, soddisfatta della propria opera, decida di esternarle a tutta Italia senza vergogna alcuna!!!
Innanzitutto c'è una bella differenza tra i casi di "pazzia" da lei citati: un culturista che esagera è una cosa, un ragazzo che beve troppo e fa un incidente è un'altra cosa, ma un padre che ammazza i figli è completamente agli antipodi!!! Ma come si può anche solo pensare la frase "uccidere per amore"!?! Ma siamo matti? Se un tribunale mi toglie i miei figli ed il dolore è insopportabile mi ammazzo. Punto. Se arrivo ad ucciderli, è perchè la mia linea è "sono miei, li voglio, non vivranno senza me". Ed un padre che fa questo ragionamento, se non vogliamo definirlo pazzo, è egoista, ed un padre egoista non è un buon padre. Oltre che toglierglieli i figli, gli dovevano direttamente impedire di procreare!!!!
E poi, che dire sull'accostamento tra il problema della gestione delle separazioni con Berlusconi? Ma questa è roba da internamento!!! E' come dire che un calciatore può picchiare gli arbitri a priori perchè la FIFA non ha previsto la moviola in campo!!!! Ma che senso ha!?
Ma sì dai, non mi accolgono il ricorso su una sosta vietata e quindi sono legittimato a dire che la moglie del vigile è una mignotta!!!!
Il presidente del consiglio è accusato di prosituzione minorile, abuso d'ufficio, corruzione, mafia e quant'altro! Mi sa dire cosa diamine c'entra con una causa di separazione in cui ad un padre si nega il diritto di stare coi propri figli? Ogni padre che ha problemi di separazione dovrebbe sputarle in faccia per il solo averlo accostato ad un caso del genere!!
Pensavo si cogliesse l'ironia dell'accostamento, povero premier-poveri padri. Ovvio che sono due situazioni agli antipodi. Ci sono anche padri con problemi di separazione che hanno votato Berlusconi, mi dovrebbero sputare in faccia anche loro?
concordo in pieno.
Anzi, mi fa piacere constatare come l'autrice concordi con me
Infatti la scia di sangue imputata alla presunta follia e mai contestualizzata è una mia teoria pubblicata a partire dal 2002, inserita in una ricerca criminologica presentata al congresso SIC del 2010.
Si tratta di studi decennali, oltre al copiaincolla sarebbe gradita la citazione, no?
Col premier detti studi non avevano nulla che fare, è un'analisi critica del picco di disperazione che porta alcuni genitori separati a togliere e togliersi la vita.
Salve Fabio Nestola, mi sto occupando del tema padri separati da mesi. Per il blog, essendo a corto di ispirazione, ho citato il paradosso delle varie tipologie di genitori. Gli accostamenti, come ha notato Ferdinando, non sono proprio del tutto azzeccati. Io ho aggiunto il carico da quaranta mettendo il Cavaliere. L'ironia non è stata colta e mi dispiace. Evidentemente sono i rischi dei blog. Per chi fosse interessato consiglio di andare a leggere l'interessante ricerca criminologica curata da Fabio Nestola, Loretta Ubaldi e Yasmin Abo Loha di Fe.N.Bi., Federazione Nazionale per la bigenitorialità, presentata a Como il 14-16 ottobre 2010. Contento Nestola, ora? Dice di concordare in pieno. Con cosa? Con gli sputi in faccia del gentilissimo Ferdinando? Alla faccia della conflittualità… Bell’esempio pure voi.
Carlotta Zavattiero
Correggo in parte le imprecisioni (anche se frutto di buona fede) del pezzo. Le modalità di affidamento descritte vanno per fortuna via via scomparendo - anche se resistono in qualche sentenza (dove si tende a privilegiare una routine, anche se arcaica come questa) o in qualche consensuale (in questo caso, negoziata dai coniugi in base alle loro esigenze) - in favore di forme più flessibili, dopo la L. 54/06, l'evoluzione dei costumi e quella più lenta della giurisprudenza. Esiste purtroppo, nel mucchio, la ciambella senza buco. Ma va detto che tutte le statuizioni in tema sono modificabili col mutamento della situazione di fatto che le aveva determinate (es. crescita dei figli, cambiamento delle condizioni di lavoro o della disponibilità di tempo dei genitori, ecc.).
Dopodichè, mi sembra un po' semplicistico e non azzeccato il nesso eziologico "condizioni di affidamento dolorose" = "eccidio della prole", che mi pare un po' un controsenso, e il successivo scatto del sillogisma = "l'atteggiamento di Berlusconi può avere delle giustificazioni".
Il sistema (legislativo, al quale i giudici si devono attenere) è migliorabile, migliorabilissimo.
Ma non è una scusante da adoperare per comportamenti aberranti, che nulla hanno a che vedere con la legge, i giudici eccetera.
Il padre ingiustamente trattato lotterà con tutte le sue forze per rivedere le condizioni, e ci riuscirà. Berlusconi, se crede di avere ragione, userà tutti gli appelli e cassazioni a sua disposizione.
Le nostre regole di civile convivenza non ammettono altro: nè di sterminare i propri cari, nè di prendere per il bavero il giudice che ha sbagliato. Anche se uno è incazzato nero.
La generazione che sta crescendo è la generazione "figlia di madre", madre come centro dell'universo, per la quale non è necessario condividere alcun ruolo col padre ...
ma, se i nostri figli possono essere privati di un genitore, possono anche essere privati di altri diritti, l'acqua, la salute, la casa, un lavoro... il futuro.
Questi sono i tempi, oggi cominciamo a toccare con mano...
a parte l'accostamento un po' azzardato o provocatorio con berlusconi sono totalmente d'accordo con il post. io ho potuto sperimentare un vero affido condiviso a parità di tempo con la madre di mio figlio ma conosco le tragedie e le disperazioni di padri che non hanno avuto questa fortuna. fare il padre della domenica è una cosa che fa andare ai matti. il senso della perdita del rapporto con i propri figli ti schiaccia inesorabilmente. ma è la condizione che vive il 90% dei padri separati. anche quella grande minoranza o piccola maggioranza che sarebbe disponibile e in grado di gestire una vero rapporto continuativo con i figli. è una situazione che produce grandi danni sociali e psicologici, non ultimi a danno dei figli stessi. la mia (e di pochi altri che conosco) esperienza di padre "condiviso" mi dice invece che questa strada di condivisione è possibile e che l'effetto sui figli è positivo. mi fa poi particolarmente piacere che sia una donna a porre la questione perché forse vuol dire che qualche spiraglio si può veramente aprire anche a livello politico.
1 che c'entra Berlusconi con i padri in conflitto per l'affidamento dei figli?
2 che c'entrano i giudici? Semmai è un problema di legislazione che non funziona. Le leggi non le fanno i giudici, ma il parlamento.
3 i casi di cui parla la giornalista temo abbiano a che fare con una forma estremamente patologica e disperata dell'amore che ha molto poco di umano e molto a che fare con una forma distorta, maschilista e possessiva del rapporto di coppia. Ciò detto, non mi piaccioni certe sentenze "punitive" e credo sia urgente una riforma del sistema di gestione delle crisi familiari, ma più urgente ancora sarebbe una riappropriazione nella coscienza collettiva di valori che mettano al centro del rapporto di coppia il senso di un libero e condiviso patto tra persone mature e coscienti aventi pari dignità, diritti e doveri.
voler equiparare la situazione giudiziaria di berlusconi a quella dei comuni padri di famiglia in via di separazione, che combattono per poter vedere i figli o per il loro affidamento, avendo magari anche difficoltà economiche, mi sembra una incomprensibile e paradossale forzatura...mah...
voler equiparare la situazione giudiziaria di berlusconi a quella dei comuni padri di famiglia in via di separazione, che combattono per poter vedere i figli o per il loro affidamento, avendo magari anche difficoltà economiche, mi sembra una incomprensibile e paradossale forzatura...mah...
berlusconi ed i suoi guai giudiziari c'entrano ben poco con i guai giudiziari di comuni padri di famiglia in via di separazione ai quali è negato ogni diritto...cosa che con berlusconi palesemente non succede, con quest'ultimo per come la vedo io si inventano o si sono già inventati addirittura privilegi...
il post mischia degli spunti interessanti con grossolane generalizzazioni...
ovviamente il delinquente b non si lamenta certo per le cause di separazione...
Ottimo articolo che segnalo subito su fb
confermo tutto e subito ho condiviso l´articolo su FB e altresí la invito a controllare tra i suoi messaggi in arrivo su Fb quanto le segnalo: estremamente interessante il suo articolo e altrettanto il sito che le consiglio www.nel nomedeifigli.it. a risentirla presto.Rosanna