LA MALEDIZIONE DI VIA D'AMELIO

di Nicola Biondo - 21 Aprile 2011

Un ex fedelissimo dei fratelli Graviano era pronto a svelare gli intrecci Stato-Mafia ma lo hanno convinto a ritrattare. Acquistò lui il telecomando che scatenò l'inferno il 19 luglio 1992

LA MALEDIZIONE DI VIA D'AMELIO


Nicola Biondo L'altro ieri è stato arrestato all'aeroporto di Palermo, proveniente da Firenze, Fabio Tranchina, 40 anni, ex autista di Giuseppe Graviano, il boss di Brancaccio, la borgata palermitana. Graviano è uno degli ideatori, degli organizzatori delle stragi del 1992/1993. Fabio Tranchina è accusato di concorso in strage, la strage è quella di Via d'Amelio che costò la vita a Paolo Borsellino e a 5 agenti di scorta, il 19 luglio 1992.

Dietro l'arresto di Tranchina c'è una storia complicata. Complicata perché? Da qualche settimana Fabio Tranchina ha parlato con i magistrati antimafia di Firenze, rivelando alcuni aspetti delle fasi organizzative delle stragi di Via d'Amelio, in particolare Tranchina avrebbe ammesso di avere accompagnato il boss Giuseppe Graviano in uno dei sopralluoghi a Via d'Amelio pochi giorni prima della strage e ha ammesso di avere comprato un paio di telecomandi. Uno di questi sarebbe stato usato per la strage del luglio 1992.
Perché è una cosa complicata il suo contributo all'autorità giudiziaria? Perché a quanto è dato sapere con molto ritardo i magistrati siciliani che indagano sulla strage, quindi i magistrati Nisseni e i magistrati palermitani che non hanno mai smesso di indagare ovviamente sulla famiglia mafiosa dei Graviano e che oggi indagano sulla trattativa Stato - mafia, sono venuti a sapere con molto ritardo di questa collaborazione a metà. Fabio Tranchina è stato quindi gestito in modo tale dalla Procura di Firenze che è avvenuta una cosa tipica in questi casi: la famiglia di Tranchina lo ha recuperato, lo ha sicuramente convinto a non continuare questa sorta di collaborazione mai ufficializzata e lo ha riportato a Palermo, dove è stato arrestato.
Subito dopo il fermo i magistrati siciliani lo hanno interrogato e Tranchina si è avvalso della facoltà di non rispondere. Potremmo dire "Tranchina pentito per un giorno". E' un'occasione che speriamo non sia persa, in questo momento però è un'occasione mancata, perché Tranchina avendo curato la latitanza dei Graviano, potrebbe spiegare non soltanto gli aspetti tecnici della strage di Via d'Amelio, ma soprattutto gli spostamenti e i contatti che i fratelli Graviano avevano tra il 1992 e il 1994 alla ricerca di quegli appoggi politici che molti altri collaboratori di giustizia vicinissimi a Graviano, come Gaspare Spatuzza hanno raccontato, quei contatti politici che secondo questi collaboratori di giustizia, avrebbero in un certo senso chiuso la stagione delle stragi.

Sicuramente ci sono due dati che continuano a tornare e cioè: la mancata comunicazione tra le procure, tra le procure antimafia in questo caso e un'altra maledizione per usare una parola forte e cioè che ogni qualvolta si tocca l'argomento dell'organizzazione della strage di Via d'Amelio, i contorni della progettazione della strage, succede sempre qualcosa. Vorrei ricordare che ci sono collaboratori di giustizia assolutamente attendibili, riscontrati, che quando arrivano a raccontare chi c'era a Via d'Amelio, come era avvenuta la strage, dove si sono posizionati i killer con il telecomando, immediatamente tacciono. Quindi in un certo senso la collaborazione di un giorno di Tranchina avrebbe potuto disvelare questi misteri e ancora una volta invece ci troviamo davanti a un muro che non riusciamo a abbattere. C'è una frase, per esempio a proposito di pentiti e di mogli e di familiari che li convincono a non affrontare il nodo di Via d'Amelio, il pentito Di Matteo per esempio viene "convinto" dalla moglie a non parlare della strage di Via d'Amelio in un colloquio intercettato in carcere, sembra che la moglie gli dica: ricordati di Via d'Amelio dove c'era un infiltrato, del tipo non ti fidare, non raccontare allo Stato la verità su Via d'Amelio perché c'è dentro anche lo Stato al quale tu ti sei rivolto e hai deposto le armi pentendoti.
Questo è un dato ineliminabile, noi di Capaci sappiamo quasi tutto e anche se parti della ricostruzioni di Capaci continuano a essere poco, secondo me, credibili, su Via d'Amelio davvero c'è questa maledizione: a distanza di 18 anni, sappiamo davvero molto poco, come se il segreto di chi stava a Via d'Amelio dovesse essere un segreto conservato a tutti i costi, aggiungerei non solo nelle viscere di Cosa Nostra ma anche all'interno dello Stato.

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Commenti

Finchè le indagini si faranno sulle parole (o fotocopie) di gente come Scarantino e Cianci, passerà un secolo.


Finchè le indagini si faranno sulle parole (o fotocopie) di gente come Scarantino e Cianci, passerà un secolo.


Lo Stato ha deciso la strage,la mafia ha eseguito.


VASTOS


la mafia è assai potente e fa parte dello stato , ciao italia


c'è altro nella vita che sognarsi gli uccellini , ma vastos , ciaooooo


allora UN UCCELLINO NEL SOGNO MI HA COMUNICATO CHE ... ciancimino jr ha visto o ha comunicato con un mafioso lo stato apparato lo sapeva ha lasciato fare quando jr ciancimino ha scritto la prova del suo contatto con la mafia che è assai potente lo hanno arrestato , l'uccellino mi ha consigliato di evitare politici sempre e di andare in montagna ciao


Ho fatto un sogno : in Pm come Di Pietro che interroga Mancino e Gianni Letta.


Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, parla esplicitamente di "strage di Stato":

« Perché quello che è stato fatto è proprio cercare di fare passare l’assassinio di Paolo e di quei ragazzi che sono morti in via D’Amelio come una strage di mafia. [...] Hanno messo in galera un po’ di persone - tra l’altro condannate per altri motivi e per altre stragi - e in questa maniera ritengono di avere messo una pietra tombale sull’argomento. Devo dire che purtroppo una buona parte dell’opinione pubblica, cioè quella parte che assume le proprie informazioni semplicemente dai canali di massa - televisione e giornali - è caduta in questa chiamiamola “trappola” [...] Quello che noi invece cerchiamo in tutti i modi di far capire alla gente [...] è che questa è una strage di stato, nient’altro che una strage di stato. E vogliamo far capire anche che esiste un disegno ben preciso che non fa andare avanti certe indagini, non fa andare avanti questi processi, che mira a coprire di oblio agli occhi dell’opinione pubblica questa verità, una verità tragica perché mina i fondamenti di questa nostra repubblica. Oggi questa nostra seconda repubblica è una diretta conseguenza delle stragi del ‘92 »
(Salvatore Borsellino)


Ciancimino molto molto molto inattendibile, secondo me


Due aggiornamenti sulla mafia:

(Adnkronos) - Provvedimento di fermo per Massimo Ciancimino a Parma su ordine della Procura di Palermo con l'accusa di calunnia aggaravata nei confronti dell'ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Ciancimino junior, da mesi supertestimone della cosiddetta trattativa tra Stato e mafia, e' stato fermato su ordine dei pm Ingroia, Di Matteo e Guido.

(ANSA) - TRAPANI, 20 APR - Il pm Gaetano Paci ha formalizzato alla Corte d'assise di Trapani, davanti alla quale si celebra il processo per l'omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno, la richiesta di interrogare per la seconda volta due testi, ritenuti reticenti: si tratta del generale in pensione dei carabinieri, Nazareno Montanti, e del luogotenente dell'Arma, Beniamino Cannas. La procura distrettuale antimafia di Palermo ha accertato che i due militari, autori di informative redatte su notizie fornite da Rostagno, sentiti come testi in aula, avrebbero omesso di parlarne. (ANSA).


Qui c'è qualcosa che non torna. Chissà cosa c'è dietro alla strage di Capaci


E QUANDO LO STATO DIVENTA COME " COSA NOSTRA " .......E' VERAMENTE TRISTE !!!!!!!