Come si muore nelle carceri

di Samanta Di Persio - 3 Marzo 2011

Spazi angusti, strutture vecchissime, investimenti abbandonato. E dall'inizio dell'anno già 9 detenuti si sono suicidati



Samanta Di Persio Dall'inizio dell'anno 17 morti in carcere di cui 9 suicidi. Nel 2010 66 suicidi e nel 2009 69. Statisticamente un successo: il dato è negativo. Tutti possono riempirsi la bocca: "Meno morti nelle carceri!" Ma di fatto è cambiato qualcosa? Nel 2009 l'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per «trattamenti inumani e degradanti», con successivo risarcimento danni a carico (della collettività). Nel 2009, lo spazio a disposizione per ogni detenuto nelle carceri italiane era di circa tre metri quadri, secondo l'Europa dovrebbero essere 7,5. Ma le cose al momento attuale, non paiono essere migliorate. Nel marzo 2010 infatti la popolazione carceraria in Italia, era arrivata a oltre sessantaseimila unità. Nel solo Lazio i reclusi sono più di seimila, di cui gli stranieri sono il 37 per cento. I detenuti in attesa di giudizio sono circa la metà e i condannati definitivi sono più di tremila. Cifre che continuano a crescere, mentre gli spazi carcerari sono ben delimitati. Il sistema penitenziario, nel suo complesso, non regge più le ondate di ingressi. L'80 per cento degli istituti, poi, ha oltre un secolo di vita, le prigioni nuove non sono state ultimate e parecchi spazi sono sprecati o inutilizzati.
Lo racconta lo stesso ministro della Giustizia Angelino Alfano a «la Repubblica»: «La maggior parte delle carceri è stata costruita in secoli lontani e talvolta siamo fuori dal principio costituzionale dell'umanità». Il Ministro è molto impegnato in vertici che si tengono fra Arcore e Palazzo Grazioli. Il problema fondamentale è il sovraffollamento delle carceri, allora perché mandarci pure il Presidente del Consiglio? Meglio pensare ad un legittimo impedimento. Così l'esubero di detenuti continuerà ad essere solo di oltre 20mila!

Una prigione su cinque, infatti, risale a un periodo che risale fra il 1200 e il 1500, e spesso è sottoposta a rigorosi vincoli architettonici.
Se le vecchie carceri sono difficili da migliorare, i nuovi istituti sono difficili da completare o da mettere in funzione. Il carcere di Morcone (Benevento) è un triste esempio: è stato costruito, poi abbandonato, dunque rimesso a nuovo e infine lasciato di nuovo a se stesso. C'è anche il caso del carcere di Busaschi, in Sardegna, costato allo Stato cinque miliardi di vecchie lire ma mai attivo, nemmeno per un solo giorno. Così nel carcere si muore e non se ne parla. Il silenzio è d'obbligo quando la morte è tutt'altro che naturale: Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Aldo Bianzino alcuni esempi.

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Commenti

ora ci risiamo con il giovane Saturno suicida o omicidio la giustia indaghera ....
ma la verita' sara resa publica


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la civiltà di un paese si vede anche dalla situazione delle sue carceri... :(


Queste storie sono dolorose. Ho un cugino in carcere per una brutta storia e penso a lui ogni sera prima di andare a dormire, spero solo non gli facciano del male