VIVERE CON LENTEZZA

di Simone Perotti - 27 Febbraio 2011

Domani si celebra la prima giornata mondiale della lentezza. Oggi non c'è più spazio per pensare, si corre verso un mondo sbagliato dove l'unico obiettivo è il lavoro

VIVERE CON LENTEZZA La lentezza della lumaca


Simone Perotti L'altro giorno i giornali titolavano scandalizzati: "Siamo tornati ai livelli del 1999!". Cioè siamo andati indietro invece che crescere. Io mi sono spaventato. Poi però ci ho ragionato su. Non sono riuscito a capire l'allarme. Perché, nel '99 stavamo male? Non mi ricordo tutto sto malessere.
Mi viene una domanda: ma dove dobbiamo andare? E perché dobbiamo andarci di fretta? Qual è la ragione di questa corsa verso la crescita?
Domani si celebra la Giornata Mondiale della Lentezza. Non so che celebrazione sia. Non vedo niente da celebrare. E' un richiamo, forse, un remind, come certi appuntamenti che mettiamo in agenda a lungo termine: "Ricordati di pagare il bollo che scade". Cioè ricordiamoci di non correre sempre. Mah!
Io ho lasciato lavoro, carriera, biglietto da visita, ruolo sociale, metropoli, appartamento fighetto in centro, e l'ho fatto per scrivere, per avere tempo. Scrivere un romanzo richiede tempo per pensare, per studiare, per sedimentare emozioni e intuizioni, per cancellare, per tornare indietro, per correre avanti, per fermarsi. Cioè tempo asincrono, non sempre uguale, aritmico, cioè che batte in modo sincopato, o non batte, per poi riprendere e fermarsi ancora.
Ci sono giorni in cui mi perdo nel silenzio, che seguo un pensiero fin dove mi porta, o in cui parlo con una persona incontrata per caso, poi ci ripenso. Le giornate hanno smesso di volare via. Hanno smesso di essere tempo, e sono diventate vita.
Eppure in questo cambiamento non sono morto, non sono diventato infelice, non mi sono neanche auto emarginato. Al contrario. Il tempo liberato ha portato aria nelle vele. Ero un uomo senza vento. Oggi la mia barca ha preso un passo suo, lento come ogni barca a vela, ma che porta per la mia rotta, senza consumo inutile di energia, senza motore, senza inquinare (per quel che riesco), senza perdere salute e tempo con gente che ho volentieri lasciato sul molo. Guardavano troppo l'orologio, per i miei gusti.
Un'altra vita, non solo un tempo più lento. Il tempo non guida le cose, le segue. E' quello che facciamo che conta, non tanto il tempo che corre. Solo che in queste poche righe sembra che ci sia una rivoluzione, un messaggio così eversivo da far arricciare il naso a sociologi e politici. Sono tutti così presi dalla lotta per il lavoro, dalla battaglia politica, da dimenticare che ciò per cui combattono è un mondo sbagliato, e anche se vincessero, l'errore sarebbe il loro premio. Io al mondo per cui tutti sembrano combattere rinuncio volentieri. Meglio a rischio nel bosco, che al sicuro in gabbia. Non ho mai amato i canarini. Troppo poco coraggiosi.


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Commenti

Caro Simone, i tuoi pensieri mi trasmettono una sensazione confortevole nel senso che rispecchiano pienamente i miei sentimenti attuali. Io vivo a Londra ed è la città in cui per eccellenza la maggior parte delle persone non sa cosa vuol dire fare le cose con calma, anche a lavoro tutto è finalizzato al profitto senza riflettere mai, siamo solo macchine umane. Vorrei cambiare vita lo farò iniziando dal lavoro, vedi purtroppo non poso permettermi una scelta radicale come la tua perchè avendo avuto sempre lavori precari non ho potuto risparmiare nulla ma vorrei solo andare incontro alle mie necessità , voglio sentirmi felice di far qualcosa di semplicemente costruttivo ed utile pur guadagnando molto meno. Mi sono sforzata ad adattarmi ad un contesto sociale diverso da me ma poi mi sono detta perchè devo adattarmi?si può anche vivere diciamo così in "minoranza"l'importante è essere felici.Ho provato anche se in minima parte la tua sensazione quando sono stata diversi mesi a Roma dopo aver perso il lavoro, ho deciso di dedicare quel tempo per scoprire i segreti di Roma per cui ogni giorno seguendo un itinerario diverso ho avuto modo di conoscere tante cose che prima di allora presa dalla "fretta"non avevo mai osservato o non mi ero mai presa la briga di approfondire. Mi sentivo più forte rispetto a chi lottava con un'email.Adesso voglio continuare a provare quella sensazione. Grazie per i tuoi pensiei e il tuo coraggio.
Mariangela


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BELLA l'immagine cromatica della cucciola. Efficace l'immagine di qualcosa che ci portiamo dentro come un'aspirazione recondita. Efficace il richiamo di qualcosa che la societa' moderna occidentale è riuscita a soffocare ed atrofizzare. Chi viene dai decenni un po remoti ha il ricordo di una societa' forse povera, forse non ricca di prospettive, forse non evoluta nei supporti tecnologici della quotidianita' individuale e collettiva. Ricorda peraltro che c'era la percezione e la condivisione con l'ambiente di vita di tutti i piccoli fatti ed esperienze legate alla persona ed all'ambiente, c'era il tempo per assaporare la gioia della condivisione con il mondo circostante; c'era il tempo per rendersi conto che anche nella poverta' non si era mai soli. Ci si accontentava di quanto o di quel poco l'ambiente riusciva a dare a chi lo viveva. C'ERA PERO' UNA COSA GRANDE: c'era ancora LA PERSONA : un soggetto capace di percepire se stesso, la propria vita e la vita del territorio; che si accontetava delle piccole e delle poche grandi, se c'erano. C'era una solidarieta' che era una ricchezza piu' della persona che dello stato. C'era il tempo per vivere, crescere, gioire e soffrire insieme. OGGI la societa', la collettivita', la famiglia, la persona hanno voltato pagina, hanno dovuto voltare pagina e con la nascita' nella societa' del CAPITALE, con l'offerta di una molteplicita' di servizi una volta impensabili, con la proposizione di una infinità di beni strumentali nei quali si sono trasferite aspettative di vita e di comodita' reali o illusorie la vita della persona ha cambiato natura e connotati. LA necessità di dover corrispondere a tante incombenze create dalla società del benessere, la necessità di doversi procurare mille cose proposte dalla società del benessere anche rompendo legami di vita ambientale e spesso anche familiare, l'ossesione di proporsi come riferimento di vita l'emulazione della vita degli altri hanno profondamente minato uno stile di vita. (segue)


Simone,anch'io sono un uccel di bosco scappato dalla gabbia.Ma io,come te,ho avuto la "fortuna"e/o il "coraggio" di scappare dalla gabbia e questa è un'opportunità che può essere colta da tutti,ma non è da tutti. Ci sono alcuni uccelli che stanno bene anche in gabbia e non per questo sono dei vigliacchi,semplicemente a loro va bene così,almeno credo.


X SILVER SILVAN

sono della tua stessa opinione, e per questo ho iniziato il boicottaggio del FattoQuotidiano, credo che la mail bastasse...ma un altra cosa che me lo ha fatto cancellare dai preferiti sono state le censure, NON HANNO CENSURATO PAROLACCE, ma ideologie, come la TELEVISIONE, idem!
Anche Travaglio mi ha deluso alla grande, lo seguivo a tratti da qualche anno, ma ora lo considero un comico sapientone che dice quello che fa comodo a CHI LO PAGA. Avete visto la pubblicità del fatto e della repubblica a striscia la notizia?
NON VI sono sorti dei dubbi?
ahhh...leggo molte ore al giorno, ma sinceramente valgono di più i blog di privati cittadini comuni (discutono di faccende molto più intelligenti e degne di essere discusse) che non i "GIORNALI"...giornali...io li chiamerei pubblicità a pagamento, che schifo, che delusione, ogni uomo che consideravo un mito è crollato, rimangono pochi: Grillo ancora mi insegna, Perotti è un uomo da imitare!


Beato te, che credi nei blog: te li raccomando. Alla fine è come passeggiare lungo una via: ogni tanto ti cattura l'attenzione un avviso o un cartellone, leggi, prendi atto e tiri dritto per la tua strada. Se passi dopo una settimana, ne trovi altri da leggere e davanti ai quali fermarti. I blog cambiano pure più velocemente, ma sono solo un passatempo: servono a distrarsi da se stessi per non pensare a quello che ti gira in testa, nient'altro. Ma non ti lasciano un tubo, sono come i kleenex usa e getta: quelli che ci circolano dentro sono tali e quali. Non credo che a quelli di FQ gliene freghi molto del tuo boicottaggio: il boicotaggio dei singoli non conta niente, vale la quantità. E poi perché stupirsi: ognuno tira acqua al suo mulino, no? I tempi moderni sono questi: si agisce unicamente per convenienza e chissenefrega del resto. Io non agisco MAI solo in base alla convenienza, sono anacronistica: e me ne vanto pure, pensa un po'.


lo hanno fatto contro i molti troll di regime, credo. nessuna censura per me.


SILVER perché, tu non credi nel mio blog www.simoneperotti.com? Perché?


Ormai sono molti quelli che decidono di intraprendere la via della libertà. Ho conosciuto tantissime persone, studenti, ragazzi giovani, addirittura famiglie con bambini che l'hanno fatto. Io stesso ho deciso di mollare tutto e viaggiare, ho capito che la vita non è pagare le bollette nè aspettare la pensione (se ci arriverà?).
Sono tornato più "ricco" che mai da questo viaggio, pensavo che mi sarei isolato e che sarei uscito dalla socialità invece ho conquistato tante persone e fatto parecchie amicizie. Mi sono guadagnato gente, posti, case che adesso aspettano il mio ritorno, pur non avendoli mai "acquistati" col denaro.
Ma forse per molti è ancora molto presto, questo risveglio di coscienza deve ancora germogliare nei più. In fondo si tratta di fare ciò che si vuole nella vita (ricordandosi sempre che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri), di impiegare il proprio tempo come si vuole e molte persone d'altronde sono già felici di essere ciò che sono, cioè medici, ingegneri, imprenditori persino operai... Molti per fortuna, anche all'interno di questa grigia società riescono a vivere facendo ciò che gli piace...al ritmo che gli piace.
Però per quell'altra parte (cioè la maggior parte della gente, gli schiavi...) che si sente vuota e non trova la felicità allora io dico di provarci, e di crederci come ha fatto Simone. Le porte da aprire nella vita sono centinaia. E se anche la nascita di una nuova società più equilibrata e sostenibile deve ancora nascere, noi viaggiatori, noi liberi pensatori, noi studiosi, noi filosofi, noi onesti lavoratori, noi gente qualunque, cominciamo a gettare per terra i primi semi di un idea che può far nascere una società nuova, libera, equosolidale basata sulla condivisione. (non è un discorso comunista, credo piuttosto che la vita ci chieda proprio questo essendo essa breve, nulla permane, tutto è riguardo lo scambio e la condivisione, aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio).


Ormai sono molti quelli che decidono di intraprendere la via della libertà. Ho conosciuto tantissime persone, studenti, ragazzi giovani, addirittura famiglie con bambini che l'hanno fatto. Io stesso ho deciso di mollare tutto e viaggiare, ho capito che la vita non è pagare le bollette nè aspettare la pensione (se ci arriverà?).
Sono tornato più "ricco" che mai da questo viaggio, pensavo che mi sarei isolato e che sarei uscito dalla socialità invece ho conquistato tante persone e fatto parecchie amicizie. Mi sono guadagnato gente, posti, case che adesso aspettano il mio ritorno, pur non avendoli mai "acquistati" col denaro.
Ma forse per molti è ancora molto presto, questo risveglio di coscienza deve ancora germogliare nei più. In fondo si tratta di fare ciò che si vuole nella vita (ricordandosi sempre che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri), di impiegare il proprio tempo come si vuole e molte persone d'altronde sono già felici di essere ciò che sono, cioè medici, ingegneri, imprenditori persino operai... Molti per fortuna, anche all'interno di questa grigia società riescono a vivere facendo ciò che gli piace...al ritmo che gli piace.
Però per quell'altra parte (cioè la maggior parte della gente, gli schiavi...) che si sente vuota e non trova la felicità allora io dico di provarci, e di crederci come ha fatto Simone. Le porte da aprire nella vita sono centinaia. E se anche la nascita di una nuova società più equilibrata e sostenibile deve ancora nascere, noi viaggiatori, noi liberi pensatori, noi studiosi, noi filosofi, noi onesti lavoratori, noi gente qualunque, cominciamo a gettare per terra i primi semi di un idea che può far nascere una società nuova, libera, equosolidale basata sulla condivisione. (non è un discorso comunista, credo piuttosto che la vita ci chieda proprio questo essendo essa breve, nulla permane, tutto è riguardo lo scambio e la condivisione, aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio).


Uff, il mio -vuoi scommettere?- era per max.


Vuoi scommettere?


non scommetto, ma confermo la mia speranza.


Perotti, chiedo venia, il mio è un OT ma ti rispondo di qua perché MI RIFIUTO di subordinare il mio diritto di parlare al fatto di essere registrata, su FQ; ritengo che la mail basti e avanzi, c'è pure il nome e cognome di mio marito e l'IP; non vedo perché devo essere costretta a registrarmi, anzi, di solito ci tengo a levarmi dagli elenchi, incluso il registro dei battesimi, visto che sono sbattezzata. Dissento dal fatto di registrarmi in genere, possa essere una tessera di un partito, di una carta fedeltà della Coop o della Feltrinelli, Facebook o youtube: su Internet ti rifilano i nomi e cognomi falsi, che ci vuole a registrarsi con un nome falso che lo può essere quanto l'indirizzo e-mail? Dissento dal tuo punto di vista, a farla breve, e ritengo quanto hai scritto su FQ del tutto campato per aria: ci tenevo a dirtelo, ma non abbastanza da registrarmi, mettiamola così. E così come non mi ero iscritta al sito di Repubblica, non mi iscriverò manco a quello di FQ per una questione di principio MIO e se è un comportamento deprecabile per qualcuno, non è condiviso o è tacciabile di codardia non me ne frega un tubo. Ma fatti venire qualche dubbio, per favore.


...passo ore ed ore a leggere, scrivere e dialogare con la persona che amo.
Cosa si può desiderare di più?
Mille euro al mese, bastano per ogni cosa...se poi per divertirci abbiamo bisogno delle macchine, delle moto,dei vestiti, del bar...allora non parliamo più di benessere reale ma imposto


http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8012

ANDATE a vedervi il coeff. Gini nel nostro paese e nel mondo, e vediamo che la corsa porta solo malessere.
Dobbiamo riprenderci il nostro tempo per pensare...il correre ostacola anche questa semplice operazione biologica che è il pensiero!
PS: Nel 2008 era a 35, cioè come il nord africa


se è vero che il tempo è prezioso, è anche vero che molto spesso per occuparlo occorre pagare (qualsiasi cosa si decida di fare, di solito ha un costo, tranne l'ozio assoluto e pochissime altre attività). quindi il dilemma, per quanto riquarda la mia esperienza, è questo: quando avevo tempo (perché non lavoravo) non avevo soldi, ora che ho i soldi non ho più il tempo. e si che ora saprei come spenderlo!


condivido pienamente i concetti relativi alla "crescita", ma la seconda parte del pezzo mi sembra un sogno realizzabile per pochi fortunati, e per contro un'utopia per molti che, come me, non saprebbero come vivere, se dovessero lasciare (o peggio: perdere) il lavoro, per cambiare completamente vita. Non la conosco, ma probabilmente lei ha avuto l'opportunità di scegliere, avendo in qualche modo le spalle economicamente protette. E' questa mancanza di scelta che ci costringe, in molti, ad accettare ritmi di vita che pure non sarebbero i nostri, dietro un lavoro che per 1000 euro ci occupa più di 9 ore al giorno, in città sovraffollate, sommerse dal traffico e dallo smog


Non ho niente da festeggiare poiché da anni ho smesso di correre...correre dietro a cosa poi?
Non certo al benessere.
LA nostra corsa -imposta- serve ad arricchire gli sconosciuti.
ALTRIMENTI come si spiegherebbe che nonostante il nostro sviluppo stiamo peggio del 99, ma non solo, quanti poveri abbiamo attorno a noi?
A che serve correre per arrivare a questo?
IO la penso alla Socrate, l'ozio va adorato!
E poi citiamo Nietzsche:"L'ozio è il padre di tutti i vizi. E che la filosofia e la psicologia sarebbero quindi vizi?"
Stiamo male perché non sappiamo come spendere la cosa più preziosa al mondo: IL NOSTRO TEMPO.


"Ero un uomo senza vento." che frase stupenda...naturalmente con quello che segue,,,"Oggi la mia barca ha preso un passo suo, lento come ogni barca a vela, ma che porta per la mia rotta, senza consumo inutile di energia, senza motore, senza inquinare (per quel che riesco), senza perdere salute e tempo con gente che ho volentieri lasciato sul molo. Guardavano troppo l'orologio, per i miei gusti."
Simone sono sempre in tutto d'accordo con te solo di una cosa non sono sicura..Che sia celebrata la PRIMA giornata mondiale della lentezza... credo sia stata istituita da diversi anni,,,


hai ragione. il Sistema propone (con forza, direi, in modo spesso truffaldino, coercendo perfino...) ma siamo noi ad accettare l'offerta...


Quanto è vero quello che dici e quanto lo desiderei. ma quanto coraggio ci vuole per mollare tutto quando hai anhe una figlia? ma come puoi vivere in queste lente e piene giornate a fare o/e non fare nulla?
grazie

buon cammino a tutti.


non dico di non fare nulla ma fare quello che realmente serve e non quello che serve ad altri e ci viene offerto come un mezzo per essere parte del loro mondo.


scommettiamo che ci riuscirei benissimo? Io nnon vivo per lavorare ma lavoro per vivere. La vita è fuori, è il resto, sono tutti gli altri ambiti che amo fare quando non lavoro. Non lavorando gli dedicherei tutto il tempo, e sarebbe bellissimo. Almeno per me.


Ci penso sempre, ci penso spesso. Vivo di corsa e faccio fatica a godermi questa esistenza...Arrivo al weekend...e mi sembra di non aver vissuto.
Lavoriamo tanto, troppo e vorrebbero lavorassimo di più (guardate la FIAT)..Non per noi, ma per loro.
Io sono al limite...e quando si arriva a quel limite...poi tornare indietro...non si può..


non credo che la colpa sia del sistema, il sistema è fatto dalle nostre scelte e quindi anche dai ritmi che, nei limiti, scegliamo di vivere. guardiamo ai nostri piccoli gesti alle decisioni apparentemente minori, futili, banali, ecco in quelle c'è la differenza tra piano e veloce, vita o pratica da sbrigare. la festeggio tutti i giorni questa lentezza che mi permette di appassire insieme alle margherite dei campi. ps mi alzo di mattina e vado a lavorare non sono artista e non guadagno più di 1100 euro al mese. l e n t a m e n t e v i a b b r a c c i o.


Simone hai perfettamente ragione, l'articolo fa molto riflettere; purtroppo è questo sistema dove gli affari, i soldi, il consumo sono gli obiettivi; però credo che ciascuno possa trovare i suoi spazi per rallentare, per pensare, per non sprecare energie, per non guardare sempre l'orologio in qualsiasi circostanza; basta credere che tutto ciò serva davvero a vivere meglio oppure a scoprire finalmente che la vita non è una corsa al successo e non è solo dovere ma anche piacere non parcellizzato.
Il tuo articolo è una finestra aperta sul mondo; grazie.


Domani arriverò in ufficio con mezz'ora di ritardo, prenderò il caffè al bar impiegandoci il doppio del tempo, sfoglierò il giornale con lentezza. Perché forse questo mondo va veramente sempre di corsa.
grazie simone


http://www.antoniodipietro.com/2011/02/se_litalia_va_giu_il_suo_imper.html


Prepariamoci ad aver a che fare con Piersilvio e Marina: possiamo già cominciare a metterci le mani nei capelli. Chi ce li ha, ovviamente.


speriamo di no...


C'è a chi piacere vivere rock, a chi piace vivere lento. E' un peccato che troppo spesso non si possa scegliere.


Grazie. Il fatto è che "La Giornata di..." come quelle per la donna, quelle per il papà, per la pace... sono di due generi: commerciali o inutili. Le prime servono a vendere, le seconde stanno a dimostrare che negli altri 364 giorni di quella cosa non c'è traccia, dimenticata, superata a piedi pari. Come nel caso della lentezza. Quando faremo la giornata della velocità, allora vorrà dire che avremo già rallentato tutti. Sarà un buon segno. ciao!


La giornata della velocità. Confesso di essere scoppiata a ridere.


Dallo slow food in poi, la nuova era ecologica ha un ritmo più lento.
Non si misura più con il PIL (Prodotto Interno Lordo) ma con il BIN (Benessere Interno Netto)


Purtroppo è verissimo quello che scrive Perotti. ma alla fine, questa, è la vita che vogliamo????


Sinceramente la penso così anch'io!! il problema, a mio avviso, sta nel fatto che siamo all'interno di un circuito che non ci lascia scampo: o si lavora da mattina a sera, oppure non si lavora per nulla, con tutti i problemi che ciò comporta all'interno della nostra società consumistica-capitalistica, non certo il mondo migliore in cui vivere....che fare dunque?? purtroppo io non ho ancora trovato la risposta, nel frattempo il tempo vola via...


esato il discorso è di per sè bellissimo ma per andare lenti ci vogliono i mezzi... e non intendo solo i mezzi materiali (c'è chi corre ed è infelice perchè non vorrebbe farlo ma non può) ma anche la voglia di uscire un po' da questo sistema... c'è tanta gente che è contenta della sua vita frenetica, forse perchè non conosce altro ma è contenta così... magari fosse così per tutti
a ognuno ciò che lo rende felice


Ciao Simone, grazie per questo bel pezzo che fa riflettere.