
Ogni anno l'indagine sui prezzi al consumo viene aggiornata. Il cosiddetto paniere viene aggiornato per prendere in considerazione i prodotti che non c'erano prima o togliere prodotti che non sono ritenuti più significativi.
Quest'anno apprendo che hanno inserito due voci abbastanza emblematiche:
1) il tablet, l'Ipad o similari; 2)
il salmone affumicato. Sono usciti invece i servizi di affitto dei
Dvd. E' curioso perché l'indagine tiene in considerazione oltre 1300 prodotti, francamente un po' tanti per una persona normale.
E' vero che l'obiettivo è quello di mettere dentro il più possibile ogni cosa per poter avere un indice medio, però credo che sia molto importante provare ad analizzare un proprio indice dei prezzi al consumo, perché altrimenti si rischia di essere preda della controinformazione.
Quanta gente ha comprato in questi anni il salmone affumicato senza che questo rientrasse nella statistica dei prezzi? O quanta gente non lo comprerà mai, essendo però soggetta all'informazione che quell'indice è salito anche in virtù del calo, o in questo caso, dell'aumento del prezzo del salmone.
Poi i tablet: sono così necessari? Non lo sono? Per qualcuno sono essenziali per il lavoro che fa, ma qualcuno non li comprerà mai. In questi 1370 prodotti, dunque, quanti sono quelli che utilizziamo? E soprattutto quell'indice ci dice che la vita sta diventando più cara, meno cara rispetto alla nostra realtà dei consumi?
Quando ho scritto "
Adesso basta" ho riferito del fatto che un falegname, bravo e onesto, non c'è dubbio, mi aveva chiesto oltre
3000 Euro per costruire una scala di legno che poi mi sono costruito con
186 Euro: quanti punti dell'inflazione sono riuscito a battere con quell'autocostruzione? Non è necessario diventare falegnami, naturalmente, per battere l'inflazione, ma cercare di capire cosa si consuma, quali sono i costi fissi.
Nel caso dell'indice dei prezzi al consumo per esempio la casa e il cibo riguardano circa il
25%. Non è moltissimo rispetto a un 100% di prodotti che se uno non li consuma o se, essendo costi variabili uno cerca di limitarli o tagliarli sulle proprie esigenze e soprattutto sulle proprie possibilità, tutto cambia.
Dico questo perché ho il sospetto che ci sia in atto una controinformazione riguardo il
costo della vita, quest'ultimo non è fatto solo dal costo dei prodotti, è fatto anche dal tipo di utilizzo che ne facciamo, il tipo di acquisto che facciamo, se è massificato, compulsivo e soprattutto riguarda prodotti che non ci servono a stare bene, evidentemente quell'indice è drogato più dai nostri comportamenti che non dal prezzo delle cose.
I costi essenziali per vivere sono una casa dove abitare e il cibo da mangiare, il resto sono costi variabili. Questo non vuole dire che non debbano essere comprati quei prodotti, ma semplicemente sta a noi comprarli o meno in relazione a quanto ne abbiamo bisogno e a quanti soldi abbiamo. Tutto questo rientra nella possibilità di cambiare vita, almeno dal punto di vista economico che è solo uno dei punti di vista. La faccenda del cambiamento della propria vita diventa più possibile o meno possibile solo se noi sappiamo, noi direttamente, di quanto denaro abbiamo bisogno per comprare cosa, per essere felici e in quale modo? In relazione agli acquisti o anche in relazione al fatto, soprattutto di non comprare niente.
Durante le presentazioni di "
Avanti tutta" il nuovo libro uscito con
Chiarelettere mi sento costantemente ripetere la domanda:
ma come si fa a cambiare vita se la vita è così cara? E senza stipendio come si fa? Ho spiegato a tutti che proprio una delle novità di questo libro è
l'errata corrige sul budget. Il budget che ho previsto per vivere avendo tutto quello che serviva per farlo era in "
Adesso basta" di oltre
19 mila Euro, adesso il budget che effettivamente spendo ogni anno, ma questo alla prova dei fatti, è di
meno di 10 mila, questo per dire che siamo effettivamente tutti quanti convinti di una cosa che non è vera, cioè che per vivere serva moltissimo denaro. Serve il denaro che serve in base a quanto si è in equilibrio con sé stessi e all'armonia della propria vita. Se non si ha bisogno di comprare nulla, si può non comprare nulla e allora l'indice dei prezzi al consumo diventa un dato del tutto insignificante. La cosa importante è rendersi conto che circola in maniera abbastanza forte ed evidente una
controinformazione riguardo al costo della vita. E' molto importante che tutti siano convinti, come dicono le televisioni, i giornali, che la vita è carissima e che senza stipendio sei un uomo spacciato. Perché in questo modo tutti i giorni, con certezza, senza bisogno di camionette dei Carabinieri che ti aspettano sotto casa, andrai a lavorare per ottenere il denaro necessario per sopravvivere in un mondo così caro.
Posso testimoniare, vivo in Liguria, nel levante ligure, dove la vita costa relativamente poco. Ma in Italia è pieno di posti dove è
possibile vivere con poco, ovviamente non soltanto perché lì i costi sono bassi, ma perché conducendo una vita sobria e senza comprare alcunché che non sia effettivamente necessario, i denari che servono per vivere sono davvero molti meno di quelli che si pensa!
There are a lot of strange comments on here.
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Giuliano...ho anch'io questa impressione: "Di vivere in un mondo di pazzi e ciechi"
Ma pazzi pericolosi, schizofrenici che non hanno mai visto nemmeno Freud o Jung, chissà cosa avrebbero scritto se fossero esistiti ai giorni nostri.
A me non mi dice niente nessuno. Innanzitutto non c'è la televisione in casa, e quindi non ne subiamo l'influsso informativo. E poi, come persona, mi sono sempre chiesto cosa fare piuttosto che affidarmi alle risposte di altri, forse esagerando con l'inventiva. Mi sembra di vivere in un mondo di pazzi e ciechi.
evitate di comperare, questo è uno dei punti su cui si poggia la crisi economica mondiale del made in Cina, evitiamo di guardare la tv in primis, suggerisco internet, costa molto meno facilitandoti innumerevoli servizi, dalla telefonia alla posta e la video chiamata, la musica e tutto quello che vogliamo ""noi "" vedere facendoci una nostra idea senza essere pilotati da nessuno..
Compra oggi e pagherai domani, da schiavo..
oggi buona parte di quello che compriamo dura poco.
una volta che e' scaduta la garanzia non vale piu' la pena di ripararlo
una societa usa e getta
bombardati da falsi desideri siamo costretti a chiedere piu' di quello che la nostra morale ci ordinerebbe in termini di denaro
si puo' vivere benissimo senza ipad, jeans firmati, l' ultimo modello di telefonino, darsi da fare in casa senza chiedere l' aiuto di artigiani col rischio che ti lavorino anche male.
se ognuno di noi NON fa dell' apparenza il suo status quo oltre a vivere molto bene non e' costretta a "fregare " il prossimo per avere oggetti e servizzi di dubbia utilita'.
state lontani dal televisore e vivrete bene
purtroppo non basta stare lontani dal televisore... c'è molta gente senza lavoro o precaria che non vive affatto bene...
oggi buona parte di quello che compriamo dura poco.
una volta che e' scaduta la garanzia non vale piu' la pena di ripararlo
una societa usa e getta
bombardati da falsi desideri siamo costretti a chiedere piu' di quello che la nostra morale ci ordinerebbe in termini di denaro
si puo' vivere benissimo senza ipad, jeans firmati, l' ultimo modello di telefonino, darsi da fare in casa senza chiedere l' aiuto di artigiani col rischio che ti lavorino anche male.
se ognuno di noi NON fa dell' apparenza il suo status quo oltre a vivere molto bene non e' costretta a "fregare " il prossimo per avere oggetti e servizzi di dubbia utilita'.
state lontani dal televisore e vivrete bene
Simone, non ho letto i tuoi libri ma ti conosco da interviste- video etc e so qual è la tua eperienza. mi fa piacere che, grazie a te, la tua editrice si occupi di questi temi che sono piu frequanti di quanto possa sembrare...tempo fa avevo sentito in radio che in Francia si verificano ogni anno circa 200.000 abbandoni della città per tornare o alla terra o in piccoli centri..
E molto importante il fatto che tu con la passione di scrivere diffondi l'idea di questa scelta, dato che oggi solo dal basso è possibile spezzare lo stile di vita follemente consumistico indotto in noi dalla propaganda del neoliberismo globalizzato che, se non corretto, porterà alla radicalizzazione della dsitribuzione della ricchezza, all'impoverimento del suolo e poi tutto il discorso dei rifiuti ecc. anche le famiglie cominciano, nei piccoli centri ad organizzarsi nei gruppi di aqcuisto solidale a chilometro zero, questo tema è infinito nelle sfumature nei risvolti e nelle ricadute sull'ambiente...aver incominciato a parlarne è ottima cosa. grazie.
Bell'articolo.
Concordo, la generazione dei falsi bisogni è la chiave della nostra società.
Purtroppo il problema della casa è quello più pesante e il ragionamento funziona se l'affitto o il mutuo sono coperti oppure se la casa è già di proprietà.
Il discorso della scala: manca un pezzo. Non ho capito bene il ragionamento ma:
è più probabile che una scala costi 3000 euro che non 186 euro.
La differenza tra i 186 e i 3000 sta nello sfruttamento di manodopera e risorse: su scala industriale da un lato abbattono il prezzo dall'altro c'è manodopera sottopagata e/o sfruttamento di risorse naturali.
Alla fine quello che monetariamente paghiamo poco in realtà lo paghiamo indirettamente con depauperamento risorse naturali e problemi sociali quindi in termini di qualità della vita.
http://video.google.com/videoplay?docid=-2138416794381091301#
Bhe effettivamente l'ipad mi sembra un prodotto un po' di nicchia.
Da una parte avere tanti beni nel paniere da un indice piu' affidabile dell'andamento medio dei prezzi.
Ma il discorso è se vogliamo misurare "quanto diventano piu' cari i prezzi in generale" o "quanto diventa piu' cara la vita".
Per misurare "quanto diventa piu' cara in media la vita" bisognerebbe fare la media non sui prodotti ma sui consumi effettivi delle persone. Il cibo, i prezzi delle case, la benzina quelle cose che consumiamo tutti dovrebbero pesare di piu'.
L'elettronica di consumo, opinione personale, credo venga compresa solo per calmierare l'incremento complessivo dei prezzi dei ben idi prima necessita'... dato che i gadget elettronici sono oggetti che di anno in anno presentano una fisiologica discesa dei prezzi.
Nel 2002 al passaggio all'euro, una birra nel bar classico di Bo (Irish via Zamboni) costava 8000, ora 4.5euro. L'aumento è stato basso (50 centesimi in 9 anni). Tra l'altro c'è un bar del ndrangheta dove le birre da 0.4euro costano 3 euro, ovvero meno che nel 2002.
Gli affitti a Bologna non sono aumentati. insomma il costo della vita non è aumentato terribilmente. Ciò che non si muove è il salario. Alla cassa di Feltrinelli, non certo un lavoro altolocato, si guadagna esattamente quanto nel 2003. Ora forse non è la vita ad avere aumentato di costo, ma magari alcuni beni superflui che una volta non esistevano ma che ora sono moda (Ipod...)
ciao
S
l'ha detto Draghi anche oggi:i salari dei giovani sono fermi da 10 anni.
Io condivido la crociata contro il consumismo, anche se poi tutti questi consumi non li vedo. Almeno guardo me stessa. Acquisti compulsivi non ne faccio, eppure quando devo acquistare qualcosa che mi serve costa caro, almeno in Emilia-Romagna. Qualche settimana fa sono andata ad un seminario molto interessante, costo: 120 euro. Il biglietto del treno per andarci 30 euro, ed è una cifra bassa, sono stata fortunata perché ho trovato una tariffa promozionale. Mangiare fuori perché ero in un'altra città: 25 euro. Certo, potevo mangiare anche un panino, ma mi ha fatto piacere mangiare in trattoria con gli altri partecipanti al seminario. Io i costi bassi non li vedo mai da nessuna parte, almeno nella regione dove abito io. Evito di spendere, ma quelle volte che spendo costa caro.
Alessio,
concordo. GLI affitti in Italia sono esorbitanti.
CAVOLO a Barcellona vivevamo in tre, cinquanta metri dalla metropolitana (vicino alla fermata di Piazza di Spagna, in pieno centro, zona tranquilla) e per un appartamento di 120 mq spendevamo 1.200
Qui, Verona, meno di 450-500 non trovi. Parlo di 40\50 mq
Oggi vivo con 460, ma parliamo di pochi metri quadri.
Se fai un mutuo le cose peggiorano.
Secondo me è vera la frase di Umberto Galimberti: “Possiamo pensare che il lavoro esista in modo così diffuso e intenso, perché svolge innanzitutto la funzione di seppellire l’interrogazione dell’uomo sul senso della vita”.
Altrimenti non mi spiego a cosa serva lavorare più di un anno solo per cambiare macchina (che poi ti mangia mezzo stipendio al mese)
Informazione e Cultura (conla C maiuscola) sono le vere nemiche di questo sistema.
LORO (i parassiti) non vogliono l'informazione, lo sanno che fa male a quel sistema MARCIO
PS: piccolo dubbio: perché gli italiani hanno "troppe" macchine? Al mondo sono pochi i paesi che possiedono le auto pro-capite che possiedono gli italiani. Come mai?
Non siamo forse un popolo disinformato al massimo?
Fatto è, che nel mio paese non si legge. All'estero leggono molto di più
PPS: ma di quelli che ancora vogliono questo governo, quanti hanno vissuto in altri paesi? Quanti hanno una cultura "invidiabile"? La lega è composta da analfabeti per esempio. E silvio è colto?
Laureato in giurisprudenza, certo, ma non è cultura questa. Un uomo colto non si sarebbe alleato con la mafia...
Concordo con l'ultima frase, è una bella iperbole e sicuramente esplicativa del senso di un'economia di mercato, tutto sommato, nel bene e nel male.
In generale però non mi trovo d'accordo sul fatto fatto che "può servire poco per vivere". Poco rispetto a cosa? Prendiamo casa + cibo. 700 euro di affitto (o di più per mutuo) è un costo fisso non aggirabile: sarebbe poco se un giovane laureato guadagnasse 2000 euro. Ma se va bene (e ripeto: bene) ne prendiamo 1000. A 30 anni e più, non a 20.
Al netto del problema speculativo sulla casa, il tuo discorso fila. Ma quando il costo di una casa si porta via il 70% di uno stipendio medio, qualcosa di molto grosso in questa economia, nonostante tutti i calcoli e panieri possibili, non funziona. Ed è un fattore gravissimo. Da giovane laureato in informatica con specializzazione in web marketing, non sono preoccupato di trovare lavoro o di farmi il cosiddetto "culo". Sono preoccupato dal fatto che per quanto "culo" io decida di farmi quel 70% che mensilmente spenderò per la casa potrà diventare al massimo un 50%. iPad o non iPad, Mac o Pc, Pizza o Caviale una volta a settimana, o a settimane alterne... La casa si paga tutti i mesi, per sempre. That's it.
purtroppo c'è molta gente che è senza lavoro o è precaria e fa fatica a campare...
intanto il governo marcio pensa alle sue porcate e ovviamente se ne fotte dei problemi del paese...
prima si torna alle urne, meglio è. sperando che sia finalmente la volta buona...
ma 10mila (o 19mila della prima stima) sono a persona? se si, in questo ordine di cose ci si può rientrare . ma se è per famiglia standard voglio vedere come.
Verissima la frase "ci dicono che la vita costa per farci lavorare di più"
A chi vengono in tasca i guadagni di tanto lavoro? Agli operai no di certo.
Sono strano, IO, ma affitto e cibo esclusi (Mettiamo 500 affitto e 500 cibo), poi per il resto vivo con 100 Euro al mese!!! 15 per internet, 20 di tabacco...fanno 35: Mi rimangono 65 Euro per fare il resto. Cavolo non lavoro più da otto anni, mi sono letto una valanga di libri, vado a passeggiare, mi bevo un caffè, E tutto il resto a cosa mi serve? A vivere meglio no di sicuro. Non sarà mica vivere percorrere pochi chilometri e stare ore chiusi in un abitacolo. Poi sono scelte di vita, Io sto da dio e non vedo perché dovrei lavorare a tempo determinato per 800 euro al mese. Non vedo perché devo far un favore a persone che non mi danno nulla, per il benessere, per vivere bene, sereno (non vale nient’altro, abbiamo solo il tempo a nostra disposizione, la vita ci può togliere tutto da un giorno all’altro). Crediamo che le aziende lavorino per noi? Tutto quello che viene prodotto è veramente utile allo sviluppo del benessere umano? Bisogna sottolineare che, se fosse per me non andrebbe avanti il mondo come va ora: "Ma questo è un bene?"
...è un bene il livello a cui ci siamo ridotti?
PS: naturalmente odio la maggior parte dei programmi televisivi. Adoro leggere, la filosofia in particolare, ma leggo di tutto.
Considerando lo stile di vita "medio" IO SONO un disadattato, un povero, un consumatore fallito direi Io.
Che peccato, non per me, per chi si è adattato è un peccato. Non va bene vivere la vita in modo non soddisfacente. Voglio che la mia vita sia "Interessante" e che ne sia valsa la pena. Ho viaggiato molto, da quando non lavoro (avevo un po di soldi da parte, ma poi sono finiti ed ho viaggiato comunque), vivendo con un euro al giorno...quanta gente vive la propria esistenza per gli altri. QUESTO non regala la felicità, non ci siamo proprio.
SONO un pazzo? Chi lo può dire...
no hai ragione tu, peccato che ci privino pian piano di tutti gli spazi pubblici e devastino la natura, la bellezza...
Anch'io sono convinto che molte cose per le quali lavoriamo e ci facciamo il culo alla fine non servono. Uno lavora il doppio per comprarsi l'iphone. Ma la vita vale un iphone? Bravo Perotti. Comprerò i suoi libri mi ha incuriosito
Negli anni 80' si chiamava "strategia della tensione".....inventarsi ostacoli e pericoli, creare una infinità di problemi e poi fare finta di rimuoverli....rimuovere qualcosa che non esiste nella realtà......
Se aprisse una scuola di economia in famiglia io mi iscriverei caro Perotti. 800 euro al mese per me sono un traguardo irraggiungibile, sono la macchina me ne prende 300 di benzina!!!!
Concordo sui libri che tu hai scritto. Li ho letti in gran parte alla feltrinelli, a scrocco. Il problema è però il punto di partenza. il capitale iniziale per trovare il coraggio della svolta esistenziale. caro perotti manager ,hai svoltato con una liquidazione in soldoni dell'ordine di centinaia di migliaia di euro. E questo è stato un input non da poco per la svolta. ..
Aniello.