Il Tfr non va in pensione

di Beppe Scienza - 19 Gennaio 2011

Il tiro mancino non è riuscito. I lavoratori italiani, nella loro stragrande maggioranza, non hanno abboccato all’amo e si sono tenuti ben stretto il TFR



Beppe Scienza A quattro anni dall'entrata in vigore della legge che mirava a decretarne la fine, il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è vivo e vegeto. È infatti fallito il tentativo di dirottarlo nella previdenza integrativa, perseguito da un'alleanza eterogenea, formata da partiti di governo e d'opposizione, sindacati e Confindustria, organi d'informazione ed economisti di regime.
Il tiro mancino non è riuscito. I lavoratori italiani, nella loro stragrande maggioranza, non hanno abboccato all'amo e si sono tenuti ben stretto il TFR. Al che sono stati tacciati di ignoranza finanziaria, imprevidenza, mancanza di coraggio e via insultando.
Di chi il merito o la colpa? In parte di Beppe Grillo, dei sindacati di base (Cobas, Cub...) e dell'area cattolica, che assunse una posizione scettica o comunque attendista. Ma sono soprattutto i lavoratori stessi che, ragionando con la propria testa, hanno ritenuto più sicuro tenersi il TFR e, nel caso del settore pubblico, il Trattamento di Fine Servizio (TFS).
Perché hanno agito così? La questione verrà approfondita nella tavola rotonda, da me curata, "Il TFR non va in pensione". Essa avrà luogo a Torino oggi mercoledì 19 gennaio 2011 dalle 17 alle 19 alla Fondazione CRT ed è aperta al pubblico. Vi prendono parte, oltre al sottoscritto, Giuseppe Altamore (Famiglia Cristiana), Aldo Barba (Università di Napoli), Andrea Brero (Università di Torino), Alessandro Penati (Università Cattolica di Milano) e Felice Roberto Pizzuti (Università La Sapienza di Roma).
È un'occasione più unica che rara per sentire voci e argomentazioni favorevoli al TFR. Non si tratta infatti di una tavola rotonda di contrapposizione, bensì di approfondimento; d'altro canto non risulta che alla Tavola Rotonda di Re Artù i partecipanti si scannassero fra di loro.
 Il mio contributo, da matematico, sarà portare alcune valutazioni numeriche a riprova di quanto il TFR sia preferibile ai fondi pensioni e simili, proposti agli italiani:
• gli sbandierati vantaggi fiscali della previdenza integrativa non coprono neppure i suoi costi espliciti,
• a differenza di tutti i fondi pensione il TFR difende in maniera quasi perfetta dall'inflazione,
• lo stesso contributo del datore di lavoro è facilmente vanificato dai crolli di Borsa ecc.
L'argomento TFR è ora particolarmente attuale, perché da inizio 2011 esso è stato esteso in generale ai lavoratori del pubblico impiego per la gioia dei sindacati confederali, che possono così vendere anche a loro i propri fondi pensione (Espero, Sirio, Perseo ecc.).



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Caserta, 13-01-2011

SPERANZA DI CAMBIAMENTO

Già sull'Italia sventola
alto il vessillo Vendola.

Proprio perchè diverso
ha sopportato tanto
e istanze di progresso
porta che è un incanto.

Erede del PCI,
le idee del saggio Enrico
egli giammai tradì.
Di quelle inver nemico

fu il perfido D'Alema,
che insieme a quel Fassino
vi oppose il vile tema
che prospettò Bettino.

Estromettendo Occhetto,
la quistion morale
perdette il suo progetto;
il che fa troppo male!


Il distruttor Merchionne
del dritto del lavoro
s'è scelto per colonne
quei due senza decoro.

Fanno da contraltare
al Corruttor Berlusca
e il Bene fan saltare
con la sterzata brusca.

Come l'Enrico il Vendola
a Mirafiori è corso
e dei diritti sventola
il nobile discorso.

Col Vendola e il Landini
schieriamoci compatti
cacciamo 'sti padrini
rompiamo i loro patti.

PS: 20-01-2011, Dopo la scala mobile
che abolì Bettino,
il dritto rende instabile
il cinico Sergino.

Come l'economia
allor non si sanò,
così sarà pazzia
'l contratto che saltò.

Garofano Destino


E che dire di chi come me è stato costretto ad aderire al fondo di categoria? Ci sarà un modo per uscirne in futuro? Speriamo


alfredo, costretto come?


Costretto perchè non avendo una busta paga prima dello "scalino" non mi hanno permesso di lasciare all'azienza. A detta dei sindacati non c'era altra strada. Mi piacerebbe sapere da qualcuno più informato di me (non fidandomi più dei sindacati) se c'è modo di tornare indietro, a quanto mi hanno detto posso cambiare fondo ma non tornare come prima.


nella vostra tavola rotonda tenete anche conto del fatto che in questo tempo di lavori a termine che si susseguono, la scelta di lasciare il TFR in azienda va ripetuta ogni volta, anche se i contratti sono nella stessa azienda, e magari uno dietro l'altro.Uno pensa di aver scelto oggi e che valga anche per il contratto che gli viene fatto tra due mesi, dopo che è scaduto quello che ha ora: be, non funziona così , la scelta di lasciarlo in azienda va fatta di nuovo, mentre se passano 6 mesi senza scelta, automaticamente finisce nel fondo di categoria e non ne può uscire più.Io la ritengo una fregatura, avete un'altra definizione?


Quanto lei denucia è effettivamente grave ed è stato voluto per ingabbiare più lavoratori possibile, sfruttando una loro distrazione o non perfetta conoscenza della normativa.
In quanto a sinonimi, a me viene in mente "trappola", "norma iugulatoria" o "vera porcata", a seconda del registro linguistico preferito.


Il TFR hanno tentato di sottrarlo alle imprese che lo utilizzavano investendo sul loro futuro per tentare di farlo diventare circolante INPS per pagare mensilemnte le pensioni, manovra che non è riuscita. Il problema è che non riuscendo a mettere le mani (completamente perchè una parte dei lavoratori è caduta nella rete) si sono inventati altre tasse e oboli.